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Signore dacci oggi la nostra pioggia quotidiana

Lungo il corso del Po, asfissiato dalla siccità, le colture agricole sono in gravissima crisi. Guai seri anche per le popolazioni, il cuneo salino avanza e sono sempre più i comuni serviti dalle autobotti. Così si finisce per pregare in Chiesa perché arrivino le precipitazioni
 |  Acqua

Francia e Spagna bruciano, travolte da caldo estremo e siccità, tanto da far dichiarare lo stato di emergenza nazionale. E l’Italia? Ancora più delle fiamme, nella Penisola a far sempre più paura è la mancanza d’acqua nei fiumi, a partire dal Po. Il bacino idrografico più grande del paese, con una superficie totale di più di 70mila chilometri quadrati e una lunghezza del fiume di 652 chilometri, è infatti in aperta sofferenza. A tal punto che monsignor Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia, ha invitato i fedeli a pregare per ottenere “il dono della pioggia”. 

Il caldo soffocante e l’assenza di precipitazioni, effetto diretto degli stravolgimenti climatici che questa estate stanno facendo stazionare un feroce anticiclone africano in mezza Europa, si fanno particolarmente sentire nella provincia lombarda cara a Gianni Brera, ed hanno messo in ginocchio l’agricoltura, alle prese con una crisi idrica paragonabile a quella del 2022. Il calo dei livelli di Po e Ticino, unito all’esaurimento anticipato delle nevi, ha così costretto il Consorzio Est Sesia ad avviare turni di irrigazione, nel tentativo di preservare le colture a partire dal riso. 

L’emergenza acqua sta allarmando tutte le istituzioni locali, ed ha appunto sollecitato anche un “intervento spirituale” dei vertici della Curia di Pavia. Non è la prima volta che accade: anche negli scorsi anni, dopo lunghi periodi di siccità, nelle parrocchie pavesi si era pregato per l’arrivo dell’acqua, con benefici per i campi e un po’ di sollievo per le persone stremate da caldo e umidità. 

In un messaggio trasmesso ai sacerdoti, la Diocesi ha così comunicato una proposta di intenzione, predisposta dal Servizio di pastorale liturgica, che può essere aggiunta (e adattata) nella Preghiera dei fedeli nelle messe domenicali e feriali: “Dona la pioggia benefica - recita l’intenzione -, perché dopo la generosa semina avvenga una mietitura abbondante e a nessuno manchi il pane quotidiano. Noi ti preghiamo”. 

Nonostante le piogge e i temporali sparsi degli ultimi giorni abbiano concesso una tregua, la crisi idrica non molla la presa sul bacino padano. L’Osservatorio coordinato dall’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po ha infatti confermato lo stato di “severità idrica” per l’intero distretto. In dettaglio: resta gravissima la situazione per l’agricoltura, mentre sale l’allarme per i rifornimenti idropotabili, con decine di Comuni montani e collinari costretti a ricorrere al servizio straordinario delle autobotti. Le portate del Po nelle sezioni di Cremona e Borgoforte si confermano tipiche da “siccità severa”, e il livello del Lago Maggiore è ormai sceso al limite inferiore (13% di riempimento, a -0,26 centimetri dallo zero idrometrico), costringendo a tagliare le erogazioni che davano un minimo di respiro al fiume più grande d’Italia. Realtà analoga per il Lago di Como (anche qui siamo al 13% di riempimento), e così il Lago di Garda, che per fortuna sta meglio degli altri due grandi laghi italiani, resta l’ultimo baluardo dell’intero distretto. 

La crisi idrica del Po attraversa tutto il suo percorso e arriva fino al suo vasto delta. Un granchio blu entrato dall’Adriatico e spiaggiato sul letto in secca del fiume è l’immagine simbolo della crisi del corso d’acqua nell’Alto Polesine. Qui l’avanzata della risalita del cuneo salino del mar Adriatico continua a compromettere i prelievi irrigui. “E’ saltato il regime idrologico di piogge e disgelo dei ghiacciai che lo alimentava come un tempo, e un modello agricolo sempre più bisognoso di acqua ha fatto il resto”, sintetizza amaramente Legambiente, che ha registrato un cuneo salino arrivato a 25 chilometri dalla foce del fiume, con effetti disastrosi non soltanto per le coltivazioni agricole ma anche per gli stessi approvvigionamenti delle reti degli acquedotti del comprensorio a cavallo fra il Veneto e l’Emilia Romagna, con conseguenze nella distribuzione dell’acqua potabile alla popolazione. Il servizio straordinario di fornitura di acqua con autobotti interessa già il Rodigino ma anche il Pavese, il Vercellese, il Novarese, l’Alessandrino e il Cuneese. E l’arrivo di una nuova ondata di calore estremo e di aggravamento della siccità, previsto dei meteorologi per la fine del mese di luglio e per almeno la prima settimana di agosto, con tutta probabilità aggraverà ulteriormente una situazione che è già di conclamata emergenza.

Frida Nacinovich

Frida Nacinovich (Pisa, 1971). Giornalista professionista, inizia l’attività nel 1995 collaborando con i quotidiani Liberazione e il manifesto, nel 1998 viene assunta a Liberazione, diretta da Sandro Curzi. Inviata parlamentare, vincitrice del premio Sulmona nel 2000, è stata coautrice del libro “Ditelo a Sparta” (Graphos) sulla guerra nei Balcani; di “Una finestra al quarto piano” (Ediesse), con Franco Garufi e Andrea Montagni; e de “Le cinque bandiere – 1967-2013” (Punto Rosso), ancora con Montagni. Collabora con la Rai e con Sky in televisione. Dal 2014 al 2017 è assistente politica dell’europarlamentare Curzio Maltese (Gue/Ngl) a Strasburgo e Bruxelles. Nel 2018 esce “Con parole loro. L’amore per il lavoro nella tempesta del postfordismo”, Ediesse collana Materiali, più di cento voci per lanciare anche un messaggio d’amore al lavoro, faticoso, stressante, troppo spesso malpagato e precario, ma che fa parte della vita di ciascuno di noi. Nel 2022 arriva “Il mondo è servito. Persone e ricette che migrano”, LiberEtà, undici storie di migrazione nelle quali i ricordi e la nostalgia del paese di origine si materializzano in una ricetta, nei sapori e negli odori di un piatto. Insieme ai cammini, ai viaggi della speranza, lungo i binari e in mezzo al mare, le ricette arrivano qui grazie a chi poi ce ne fa dono. Perché ovunque si cucinino le pietanze imparate dai genitori, lì c’è casa. È notista politica del mensile telematico ‘Reds’ della Filcams Cgil, e sul bisettimanale della Cgil ‘Sinistra sindacale’ (www.sinistrasindacale.it), continua a raccontare il lavoro nell’epoca della crisi, e in un mondo infestato da guerre permanenti dà spazio alle voci di pace, quelle di chi dice ‘no’ alle armi.