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Scandalo nucleare in Ucraina: arrestato l'ex ministro della giustizia e dell'energia

Corruzione per 100 milioni di dollari, coinvolta Energoatom. I soldi della guerra e per le centrali nucleari finiti in un paradiso fiscale
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La mattina del 10 novembre 2025, l’Ucraina ha appreso che l’Ufficio nazionale anticorruzione (NABU) stava effettuando perquisizioni nelle residenze dell'imprenditore Timur Mindich e dell'allora ministro della Giustizia e già ministro dell’energia Herman Valeriiovych Halushchenko, due degli uomini più potenti del Paese, nel cerchio magico del presidente ucraino Vladimir Zelensky.

L'indagine - nome in codice "operazione era "Midas" - è durata 15 mesi. Sono state condotte oltre 70 perquisizioni e gli investigatori hanno raccolto oltre 1.000 ore di registrazioni audio – i cosiddetti "nastri di Mindich" - e il NABU e la Procura Specializzata Anticorruzione (SAPO) le hanno diffuse lo stesso giorno delle perquisizioni, come conferma che in Ucraina era in atto un'operazione di corruzione su larga scala nel settore energetico con il coinvolgimento di alti funzionari dell'energia e della difesa, sospettati di aver creato un'organizzazione criminale, di aver riciclato denaro e di essersi arricchiti illecitamente.

Nei nastri di Mindich, "Rocket", "Tenor" e "Carlson" discutono della costruzione di impianti energetici, della distribuzione di tangenti e di possibili cambiamenti di personale al ministero dell'Energia e a Energoatom... E ne viene fuori che la guerra per qualcuno è un grossissimo affare. Il 9 luglio 2025 "Tenor" dice: «Hanno intenzione di continuare a costruire strutture difensive, le cifre sono folli». "Rocket" risponde: «Dite ai fornitori che tutti hanno già capito che sta per succedere qualcosa. Perché stiamo aumentando» e si riferisce a un aumento degli importi delle tangenti grazie a un possibile cambio di gestione al ministero dell'energia e di Energoatom, la compagnia di Stato ucraina che si occupa della gestione delle 3 centrali nucleari ucraine e dello smantellamento dei tre reattori superstiti della centrale nucleare di Chernobyl, il cui completamento è previsto per il 2065. La centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, è sotto controllo dell’esercito russo.

Il 19 novembre 2025 la Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino, ha votato per destituire dalle sue funzioni di governo Halushchenko. Il giorno prima, la Commissione per l'energia aveva appoggiato la proposta del Primo Ministro di rimuovere Svitlana Grinchuk dall'incarico di Ministro dell'energia a causa di un conflitto di interessi. Poi anche la Grinchuk si era dimessa insieme al suo vice.

Il 15 febbraio, mentre cercava di lasciare il territorio ucraino Halushchenko (o Galushchenko), è stato arrestato dagli agenti anticorruzione mentre tentava di fuggire in Polonia. L’ex potentissimo ministro è stato denunciato per riciclaggio di denaro e partecipazione a un'organizzazione criminale E’ sospettato di aver trasferito all'estero decine di milioni di dollari per conto del "portaborse" di Zelensky, Timur Mindich, fuggito in Israele nel novembre 2025, poche ore prima che gli agenti anticorruzione potessero arrestarlo.

A 3 mesi di distanza, gli investigatori ucraini hanno accusato l’ex ministro dell'energia e della giustizia di riciclaggio di denaro, che serviva a nascondere un sistema di tangenti da 100 milioni di dollari, reso possibile dall’opaca gestione dell’energia nucleare ucraina, un sistema diventato ancora più impenetrabile dopo l’invasione russa e dal quale passano finanziamenti statali e internazionali.

In una nota ufficiale congiunta, il NABU e il SAPO scrivono di aver ampliato la cerchia dei sospettati nel caso "Midas": «Secondo l'indagine, nel febbraio 2021, sull'isola di Anguilla (territorio d'oltremare autonomo del Regno Unito), membri dell'organizzazione criminale scoperta da NABU e SAPO nel novembre 2025 hanno registrato un fondo destinato ad attrarre circa 100 milioni di dollari in "investimenti". Il fondo era diretto da un collaboratore di lunga data dei membri dell'organizzazione criminale, un cittadino delle Seychelles e di Saint Kitts e Nevis, che forniva professionalmente servizi per il riciclaggio di proventi illeciti. Tra gli "investitori" del fondo c'era la famiglia del sospettato. Per nascondere il suo coinvolgimento, furono costituite due società nelle Isole Marshall e integrate nella struttura di un trust registrato a Saint Kitts e Nevis. L'ex moglie e i quattro figli dell'ex funzionario furono indicati come beneficiari delle società. Queste società sono diventate "investitori" nel fondo (attraverso l'acquisto delle sue azioni), mentre i membri dell'organizzazione criminale, agendo nell'interesse del sospettato, hanno iniziato a effettuare trasferimenti sui conti del fondo aperti in tre banche svizzere».

I due uffici anticorruzione che Zelensky in estate ha tentato di privare dell'indipendenza per poi desistere di fronte a partecipatissime proteste di piazza, dicono di aver ottenuto nuovi documenti, sia in Ucraina che grazie alla cooperazione internazionale con le autorità competenti di diversi Paesi, che portano inequivocabilmente a determinare che «Durante il mandato del sospettato, tramite il suo fidato collaboratore noto come Rocket, l'organizzazione criminale ha ricevuto più di 112 milioni di dollari in contanti da attività illegali nel settore energetico. Questi fondi sono stati riciclati attraverso vari strumenti finanziari, tra cui criptovalute e "investimenti" nel fondo. E’ stato accertato che oltre 7,4 milioni di dollari sono stati trasferiti sui conti del fondo gestiti dalla famiglia del sospettato. Ulteriori oltre 1,3 milioni di franchi svizzeri e 2,4 milioni di euro sono stati prelevati in contanti e trasferiti direttamente alla famiglia in Svizzera. Parte di questi fondi è stata utilizzata per pagare l'istruzione dei figli presso prestigiosi istituti svizzeri ed è stata depositata sui conti dell'ex moglie. Il resto è stato depositato su conti deposito, generando un reddito aggiuntivo per la famiglia, utilizzato per le spese personali».

Gli investigatori ucraini affermano di aver rintracciato i pagamenti effettuati dagli appaltatori della compagnia nucleare statale Energoatom all'organizzazione criminale. Secondo la dichiarazione. Galushchenko avrebbe divorziato dall'imprenditrice Olga Bogdanova nel 2022, il che gli ha permesso di omettere il suo reddito dalle dichiarazioni finanziarie obbligatorie.

Ma il giro di tangenti legate al nucleare ucraino sembra ancora più vertiginoso e, nell'ambito delle indagini su questi fatti, la NABU sta collaborando con 15 Paesi in tutto il mondo.
A dicembre era emerso che una parte dei fondi provenienti dal sistema denunciati dalle forze dell'ordine avrebbe potuto essere legalizzata, anche tramite imprese slovacche. Un articolo congiunto del Centro slovacco Jan Kuciak per il giornalismo investigativo (ICJK) e di Schemes (un progetto di Radio Free Europe/Radio Liberty) parla del coinvolgimento nel caso "Midas" dell'ex socio in affari del presidente Zelensky in "Kvartal 95 Studio", Timur Mindich, e del suo socio in affari, l'imprenditore, Igor Khmelyov, e di Igor Myronyuk, che la NABU definisce uno dei manager ombra del sistema di "tangenti" di Energoatom. Mindich è da tempo impegnato in attività commerciali in Slovacchia.

Nel 2017 Mindich è diventato socio della società slovacca Blackrock Consulting sro (sro – società a responsabilità limitata), fondata l'anno prima da tre cittadini russi e l’indagine giornalistica slovacca denuncia che »Lo stesso giorno, l'azienda ha cambiato nome in TIM&TIM. Mindich ha acquisito questa azienda insieme al suo socio, l'ucraino Igor Khmelov. Quest'ultimo si è registrato come imprenditore in Slovacchia nello stesso mese e anno, e allo stesso indirizzo di Mindich».

La TIM&TIM ha come principale attività il commercio all'ingrosso di abbigliamento e calzature, ma si occuperebbe anche di molte altre cose, come servizi, ricerche di mercato e di opinione pubblica. E l’abbigliamento era spuntato a novembre, in un’inchiesta del giornale online ucraino Slidstvo.Info che ha rivelato che «Astra Lux, che riceve milioni di ordini per la fornitura di abbigliamento per i militari, ha legami con la famiglia dell'ex ministro della Giustizia dell'Ucraina e personaggio dei "nastri di Mindich" Herman Galushchenko. Il collegamento, in particolare, può essere rintracciato attraverso la sua ex moglie Olga Bogdanova, che, secondo le dichiarazioni del 2019-2021, utilizzava una Land Rover Astra Lux. E sua madre e l'ex patrigno avevano legami commerciali con il proprietario dell'azienda. Sì, Olga Sergeyeva, proprietaria di quasi il 94% delle azioni della società, insieme alla madre dell'ex moglie di Galushchenko, Lyudmila Bogdanova-Pohoretskaya, sono state co-fondatrici della società Kommunar-Service. E l'ex patrigno Yuriy Pohoretskyi gestiva la filiale Astra-Med, che all'epoca era di proprietà di Astra Lux».

Secondo Tatyana Nikolayenko, vice capo del Consiglio pubblico anticorruzione del Ministero della Difesa, «L'azienda di Sergeyeva è un fornitore chiave di tessuti per il Ministero e talvolta i militari si lamentano dei suoi prodotti. Per alcuni articoli, Astra Lux aveva prezzi più alti rispetto ad altri fornitori. Ad esempio, se l'azienda "Textile-Contact" forniva un abito estivo speciale al prezzo di 3.799,5 grivne per unità, Astra Lux lo vendeva a 4.189,80 grivne. Se prendiamo l'acquisto di una tuta estiva da campo, nel febbraio 2024 la "Textile-Contact" ha firmato un contratto con un prezzo di 1.882,50 [grivne] per unità, mentre la società di Sergeeva ha pagato oltre 2.000 [grivne] per unità».

Il cliente principale di Textile-Contact dopo l'inizio dell'invasione russa è il DOT (State Rear Operator) del Ministero della Difesa ucraina, che ha stipulato contratti con l'azienda per oltre un miliardo di grivne. Eppure, Slidstvo.Info aveva già menzionato "Astra Lux" nel 2020, quando aveva scoperto che a carico dell'azienda c’erano diversi procedimenti penali per di transazioni finanziarie con imprese che sembravano fittizie e, quindi, con possibile complicità nell'evasione fiscale intenzionale.

Umberto Mazzantini

Scrive per greenreport.it, dove si occupa soprattutto di biodiversità e politica internazionale, e collabora con La Nuova Ecologia ed ElbaReport. Considerato uno dei maggiori esperti dell’ambiente dell’Arcipelago Toscano, è un punto di riferimento per i media per quanto riguarda la natura e le vicende delle isole toscane. E’ responsabile nazionale Isole Minori di Legambiente e responsabile Mare di Legambiente Toscana. Ex sommozzatore professionista ed ex boscaiolo, ha più volte ricoperto la carica di consigliere e componente della giunta esecutiva del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.