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Quando c’è una guerra c’è chi piange e chi brinda. Chi sono? La risposta nel podcast di Greenreport

È online la nuova puntata della rassegna delle principali notizie pubblicate nell’ultima settimana dal nostro giornale. Come sempre, la selezione è a cura del direttore responsabile Maurizio Izzo
 |  Approfondimenti

«Quando c’è una guerra c’è chi piange e chi brinda. Chi sono i secondi è sempre più facile scoprirlo». Apre così, Maurizio Izzo, la nuova puntata del podcast “La settimana di Greenreport”. Questa è stata infatti la settimana caratterizzata dai bombardamenti statunitensi e israeliani sull’Iran e, come segnalato nell’analisi di Energy Flux, da quando la guerra è iniziata le compagnie americane del gas hanno registrato a Wall Street rialzi a botte del 20% giornaliero e toccato livelli record. Inoltre, scrivono gli esperti del sito specializzato sui report dai mercati globali del gas naturale, se gli impianti dell’area del golfo dovessero fermarsi, le compagnie statunitensi del gas potrebbero realizzare più di 1 miliardo di dollari a settimana in profitti straordinari.

Sempre per effetto della guerra sono schizzati anche i prezzi dei prodotti agricoli. Le cause? Difficoltà nei trasporti, costo dei carburanti e dei fertilizzanti. Le associazioni del mondo agricolo lanciano l’allarme, e lo stesso Izzo, che come ogni settimana cura il podcast di Greenreport, ricorda sul nostro giornale come questo sia frutto di un’economia basata sui combustibili fossili, di un’agricoltura schiava della chimica, di un sistema di trasporti che da sempre finge di poter ignorare l’impatto sull’ecosistema ma anche sui costi che scarica sulla filiera. «Ecco, questo è ciò che oggi il conflitto rende evidente e insopportabile», chiosa il direttore responsabile di Gr.

Di fronte a questo scenario di guerra e di sopraffazione siamo davvero impotenti? Non lo pensa Monica Frassoni, che sulle nostre pagine dice: «Il Green deal e la transizione ecologica non sono un lusso ideologico: sono la nostra unica vera assicurazione energetica e geopolitica. Ogni euro di sussidio ai fossili è un euro che finanzia la nostra dipendenza da regimi instabili. La battaglia contro il mondo di Trump, delle big tech e degli autocrati e quella per il clima sono la stessa battaglia. Le forze progressiste devono mobilitarsi adesso. Divise e stanche, hanno lasciato troppo campo libero ad una destra che ci sta portando al disastro. È il momento di recuperare»

Izzo segnala nel podcast che sono bastati pochi giorni di conflitto e il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia è aumentato del 55%. A Rimini nei giorni scorsi in occasione di Energy Transition Expo si è partiti da questo dato per mettere al centro l’urgenza e il ritardo con cui l’Italia sta affrontando la transizione energetica.  Nel 2025, infatti è rallentata la crescita sia della potenza installata (-3,9%) sia dell’elettricità prodotta (-2,3%) da fonti pulite. Legambiente chiede al Governo Meloni un atto di responsabilità in tema di fonti rinnovabili. Dodici le proposte per accelerare gli iter interni, fissando un termine massimo per le determine nei casi di pareri contrastanti con priorità ai procedimenti più vecchi.

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.