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Ancora intimidazioni alla Flotilla, ma per La Russa è solo pubblicità

Grande timore per le sorti di Thiago Avila e Saif Abukeshek, arrestati e portati in Israele dopo il fermo in mare, compariranno oggi davanti al tribunale di Ashkelon, dove la polizia chiederà una proroga di sei giorni della loro detenzione
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Altro che “propaganda a basso rischio” come ha provato a dire Ignazio La Russa parlando della Flotilla che veleggia a largo della Grecia. Proprio dalle imbarcazioni è arrivato un nuovo allarme per un possibile abbordaggio israeliano. Quattro imbarcazioni “hanno segnalato la presenza di un elicottero che le sorvolava alle 19:27”, e due ore dopo hanno avvistato in lontananza 3 droni e una nave che aveva spento le luci”.

Il ricordo dell’assalto dell’esercito di Tel Aviv alle 22 imbarcazioni alla fine di aprile è ancora vivo, con i 175 fermati trasportati su una nave prigione, malmenati e rilasciati solo dopo molte ore. Soprattutto c’è grande timore per le sorti di Thiago Avila e Saif Abukeshek, arrestati e portati in Israele dopo il fermo in mare, che compariranno oggi davanti al tribunale di Ashkelon, dove la polizia chiederà una proroga di sei giorni della loro detenzione. Giorni da passare in un carcere di massima sicurezza, con le luci sempre accese nelle celle e maltrattamenti non solo fisici ma anche psicologici. Sono considerati i leader della Flotilla, accusati di aver aiutato il nemico in guerra, di appartenere a un’organizzazione terroristica, di essere in contatto con un agente straniero e di aver commesso altri reati. In realtà l’unico vero grande reato l’ha commesso Israele che ha rapito i due attivisti da una nave battente bandiera italiana e in acque internazionali, a mille chilometri dalle coste di Gaza. Su queste basi gli avvocati che supportano la Flotilla hanno denunciato quanto successo alla procura di Roma, che ha deciso di indagare aggiungendo quest’ultima documentazione al già corposo fascicolo riguardante gli abbordaggi israeliani dell’ottobre scorso, avvenuti sempre in acque internazionali.

Lo stesso ministro Piantedosi, che dal Viminale segue la vicenda, ha ammonito il presidente del Senato a misurare le parole, in un momento particolarmente drammatico per la missione umanitaria, che ha l’obiettivo di rompere l’assedio e portare aiuti e generi di prima necessità alla martoriata popolazione civile della Striscia.

La Freedom Flotilla Coalition chiede alla comunità internazionale di “assicurare la sicurezza di tutti i partecipanti”, perché “la presenza di un mezzo militare di fabbricazione statunitense e di navi non identificate suggerisce uno sforzo coordinato per reprimere una missione umanitaria pacifica attraverso la paura e la forza”. L’ong accusa anche il governo greco: “La vostra incapacità di garantire la sicurezza delle navi umanitarie civili nelle vostre acque costituisce una violazione del diritto del mare e un atto di complicità”. Dunque, “vi esortiamo ad agire immediatamente per proteggere queste navi da interferenze militari straniere”. C’è grande preoccupazione per l’incolumità fisica di tutti gli equipaggi. Considerate le prove di torture e maltrattamenti subiti dai volontari, oltre “alle torture, ai maltrattamenti e alle minacce di morte” e al fermo degli attivisti Saif e Thiago. Non si fermano le mobilitazioni in Italia a sostegno della Flotilla, le bandiere palestinesi continuano a sventolare nei tanti presidi animati da donne e uomini di ogni età, che chiedono ai governi di non chiudere gli occhi su quanto sta accadendo.

Frida Nacinovich

Frida Nacinovich (Pisa, 1971). Giornalista professionista, inizia l’attività nel 1995 collaborando con i quotidiani Liberazione e il manifesto, nel 1998 viene assunta a Liberazione, diretta da Sandro Curzi. Inviata parlamentare, vincitrice del premio Sulmona nel 2000, è stata coautrice del libro “Ditelo a Sparta” (Graphos) sulla guerra nei Balcani; di “Una finestra al quarto piano” (Ediesse), con Franco Garufi e Andrea Montagni; e de “Le cinque bandiere – 1967-2013” (Punto Rosso), ancora con Montagni. Collabora con la Rai e con Sky in televisione. Dal 2014 al 2017 è assistente politica dell’europarlamentare Curzio Maltese (Gue/Ngl) a Strasburgo e Bruxelles. Nel 2018 esce “Con parole loro. L’amore per il lavoro nella tempesta del postfordismo”, Ediesse collana Materiali, più di cento voci per lanciare anche un messaggio d’amore al lavoro, faticoso, stressante, troppo spesso malpagato e precario, ma che fa parte della vita di ciascuno di noi. Nel 2022 arriva “Il mondo è servito. Persone e ricette che migrano”, LiberEtà, undici storie di migrazione nelle quali i ricordi e la nostalgia del paese di origine si materializzano in una ricetta, nei sapori e negli odori di un piatto. Insieme ai cammini, ai viaggi della speranza, lungo i binari e in mezzo al mare, le ricette arrivano qui grazie a chi poi ce ne fa dono. Perché ovunque si cucinino le pietanze imparate dai genitori, lì c’è casa. È notista politica del mensile telematico ‘Reds’ della Filcams Cgil, e sul bisettimanale della Cgil ‘Sinistra sindacale’ (www.sinistrasindacale.it), continua a raccontare il lavoro nell’epoca della crisi, e in un mondo infestato da guerre permanenti dà spazio alle voci di pace, quelle di chi dice ‘no’ alle armi.