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Il lavoro uccide ancora, si ribalta un furgone di braccianti nel foggiano

Il bilancio dell’ennesima tragedia parla di un morto e 8 feriti. L’incidente è avvenuto su una tratta quotidianamente percorsa da gruppi di lavoratori agricoli che dalla Capitanata vanno a fare la raccolta di frutta verdura e ortaggi in Molise
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Il giorno dopo neppure si conoscono i nomi delle vittime dell’ultima tragedia sul lavoro. Si sa solo che erano migranti, arrivati dal Marocco per lavorare nei campi. Giorni e giorni di sole e di fatica. Anche di domenica. E proprio nel dì di festa l’incidente stradale, sulla provinciale 45 pugliese, in località Montesecco, nelle campagne foggiane di Serracapriola. Dalle prime ricostruzioni dei carabinieri, l’autista del furgone Ford Transit avrebbe perso il controllo del mezzo che, dopo essere uscito dalla carreggiata, si è ribaltato. Nell’impatto un bracciante è morto sul colpo, mentre gli altri sono stati trasportati negli ospedali di Foggia, San Severo e Termoli. Fortunatamente non sono in pericolo di vita. 

Il gruppo di lavoratori agricoli stava tornando dal lavoro, dalle campagne del Molise alle loro case in Puglia. Erano in nove su quel furgone improvvisamente impazzito. Uomini che con le loro fatiche quotidiane assicurano frutta, verdura e ortaggi freschi sulle nostre tavole. Si muore sull’asfalto, lungo le strade percorse all’alba e al tramonto per raggiungere i campi e poi tornare nelle proprie abitazioni, che spesso e volentieri sono baracche in quei luoghi indecenti e inumani chiamati pudicamente ‘insediamenti informali’, in una parola i ghetti. Si perde la vita mentre si raccolgono pomodori, meloni e angurie. Si muore travolti da un trattore o perché stroncati dal caldo. Si muore anche tra le fiamme dei caporali, imprigionati in un minivan, solo per aver chiesto un contratto regolare. Una lunga lista di lutti, un autentico bollettino di una guerra senza fine. 

I primi soccorritori hanno capito subito la gravità della situazione, e si sono prodigati per estrarre i corpi dei migranti dalle lamiere contorte del furgone. Uno dei braccianti è deceduto sul colpo mentre per gli altri occupanti è scattata una complessa operazione di soccorso. Ad avere la peggio, oltre alla vittima, è stato un altro lavoratore che ha riportato più di una frattura, intubato sul posto. Dalle informazioni raccolte, gli operai agricoli avevano un’età variabile tra i 21 e 49 anni, giovani in grado di reggere la fatica anche sotto un sole feroce come quello di questa estate africana.

All’interno del mezzo sono rimasti soltanto un cappello di paglia per ripararsi dal sole estivo e qualche paio di scarpe da lavoro consumate. Cartoline c he sembrano arrivare dal secolo scorso, invece parlano di un presente che indigna. Sebbene le dinamiche dell’incidente non siano ancora del tutto chiarite, tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella di un improvviso colpo di sonno del guidatore. Tutti i passeggeri coinvolti risultano essere lavoratori regolarmente assunti, anche se soltanto  ulteriori indagini potranno fornire dettagli che al momento ancora mancano.

La tragedia fa tornare alla mente incidenti analoghi lungo le strade pugliesi. In particolare la vera e propria strage che, in due incidenti distinti, il 4 e il 6 agosto 2018, costò la vita di ben sedici operai agricoli. Anche in quelle circostanze, i braccianti viaggiavano stipati in furgoni al termine di estenuanti turni di raccolta di pomodori sotto il solleone, di ritorno verso i ghetti del foggiano. «Uomini che, con sacrificio e dignità, contribuiscono ogni giorno all’economia del nostro territorio», ha commentato amaramente il sindaco di Torremaggiore, Emilio di Pumpo, cittadina dove risiedevano tutti i braccianti. 

Frida Nacinovich

Frida Nacinovich (Pisa, 1971). Giornalista professionista, inizia l’attività nel 1995 collaborando con i quotidiani Liberazione e il manifesto, nel 1998 viene assunta a Liberazione, diretta da Sandro Curzi. Inviata parlamentare, vincitrice del premio Sulmona nel 2000, è stata coautrice del libro “Ditelo a Sparta” (Graphos) sulla guerra nei Balcani; di “Una finestra al quarto piano” (Ediesse), con Franco Garufi e Andrea Montagni; e de “Le cinque bandiere – 1967-2013” (Punto Rosso), ancora con Montagni. Collabora con la Rai e con Sky in televisione. Dal 2014 al 2017 è assistente politica dell’europarlamentare Curzio Maltese (Gue/Ngl) a Strasburgo e Bruxelles. Nel 2018 esce “Con parole loro. L’amore per il lavoro nella tempesta del postfordismo”, Ediesse collana Materiali, più di cento voci per lanciare anche un messaggio d’amore al lavoro, faticoso, stressante, troppo spesso malpagato e precario, ma che fa parte della vita di ciascuno di noi. Nel 2022 arriva “Il mondo è servito. Persone e ricette che migrano”, LiberEtà, undici storie di migrazione nelle quali i ricordi e la nostalgia del paese di origine si materializzano in una ricetta, nei sapori e negli odori di un piatto. Insieme ai cammini, ai viaggi della speranza, lungo i binari e in mezzo al mare, le ricette arrivano qui grazie a chi poi ce ne fa dono. Perché ovunque si cucinino le pietanze imparate dai genitori, lì c’è casa. È notista politica del mensile telematico ‘Reds’ della Filcams Cgil, e sul bisettimanale della Cgil ‘Sinistra sindacale’ (www.sinistrasindacale.it), continua a raccontare il lavoro nell’epoca della crisi, e in un mondo infestato da guerre permanenti dà spazio alle voci di pace, quelle di chi dice ‘no’ alle armi.