Al via il progetto Natural Intelligence: robot per monitorare gli habitat naturali

Finanziato dalla Commissione europea e coordinato dall’università di Pisa

[28 Gennaio 2021]

Nei prossimi tre anni l’università di Pisa coordinerà il progetto “Natural Intelligence for Robotic Monitoring of Habitats” (NI), finanziato dall’Unione europea con un budget totale di 3 milioni di euro (di cui uno destinato all’ateneo pisano), che punta a sviluppare sistemi robotici in grado di spostarsi facilmente negli ambienti naturali e che sono in grado di camminare su superfici sabbiose e su sentieri scoscesi e rocciosi, per monitorare foreste, praterie, dune e montagne minacciate dal surriscaldamento globale e dall’inquinamento.

I partner del progetto coordinato dall’Università di Pisa sono: Imperial College (UK), Politecnico di Zurigo (CH), università di Kingston (UK), università di Delft (NL), Consiglio Superiore per la Ricerca Scientifca (E), Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Qbrobotics Srl. Come terze parti che forniranno le competenze in ambito botanico per il monitoraggio ambientale sono coinvolte anche le università di Siena, Sassari, Perugia e Milano.

Il responsabile del progetto (e del consorzio di partner internazionali) è Manolo Garabini, del Centro di ricerca “E. Piaggio” e del Dipartimento di ingegneria dell’informazione dell’università di Pisa, con lui collaborano all’università di Pisa Franco Angelini e Riccardo Mengacci, rispettivamente post doc e dottorando in Robotics.

Garabini spiega che «Il progetto NI mira a sviluppare nuovi sistemi in grado di sfruttare un corpo basato su tecnologie soft robotiche in grado di adattarsi ad ambienti non strutturati. A questi corpi speciali, verranno affiancati dei nuovi algoritmi che costituiranno la mente dei robot. L’obiettivo di questi algoritmi sarà molteplice: da un lato faciliteranno la locomozione, rendendola energeticamente più efficiente, più robusta a disturbi e a terreni irregolari e permettendo anche movimenti più ardui, quali salti dinamici o camminare su sentieri ripidi; dall’altro lato, questi nuovi algoritmi renderanno i robot in grado di svolgere in modo (parzialmente) autonomo la missione preposta, ovvero permettendo di muoversi liberamente nell’ambiente, di rimediare a eventuali cadute, e anche di identificare e catalogare le varie specie tipiche degli ambienti naturali sotto analisi».

Il progetto produrrà anche linee guida per il monitoraggio ambientale mediante l’utilizzo di sistemi robotici, «con lo scopo ultimo di includere queste teologie nei Manuali per il monitoraggio di specie e habitat di interesse comunitario in Italia (Direttiva 92/43/CEE)». –Garabini conclude: «Le nuove tecnologie sviluppate da NI permetteranno di facilitare e rafforzare la salvaguardia ambientale, rendendo l’Unione europea leader mondiale nel settore In aggiunta a ciò, le nuove tecnologie potranno essere applicate anche in altri settori, come quello agroalimentare o quello di ispezione e manutenzione».