Avvistamento di mamma orsa e 4 cuccioli, Legambiente e Wwf: ottima notizia che rende merito al lavoro svolto per tutelare una specie a rischio

Nicoletti: «Per salvare l'orso servono più parchi, più risorse, più conoscenza». Wwf: se incontrate un orso fate come Lorenzo in Trentino

[26 Maggio 2020]

Secondo Antonio Nicoletti responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente, «La presenza documentata dal Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise di una mamma orsa con 4 cuccioli nel suo territorio, è un’ottima notizia per la conservazione dell’orso bruno marsicano nell’appennino centrale. È un evento straordinario che rende merito al lavoro svolto in questi anni dalle aree protette abruzzesi per tutelare una specie a rischio di estinzione e conferma la necessità di realizzare misure più incisive di conservazione nell’areale di presenza dell’orso. In occasione della giornata europea dei parchi, abbiamo ribadito la necessità di aumentare la tutela legale del nostro territorio fino a raggiungere l’obiettivo consolidato del 30% di aree legalmente protette entro il 2030, e tra queste ci sono richieste precise che riguardano le Regioni Abruzzo, Lazio e Molise di istituire il Parco regionale dei Monti Ernici e il Parco regionale dell’Alto Molise. In questo modo si realizzerebbe una grande rete ecologica per tutelare efficacemente l’orso bruno marsicano, ma anche per altre specie faunistiche a rischio, offrendo garanzie sui vincoli effettivi alle stesse popolazioni locali che allo stato attuale vivono le restrizioni teoriche delle direttive comunitarie e della rete natura 2000, senza avere nessuno scambio positivo in termini di sviluppo di queste aree a fronte delle limitazioni imposte seppur poco rispettate».

Anche il Wwf parla di «splendida notizia» per l’avvistamento di mamma orsa e dei 4 cuccioli e di «Un importante segnale di speranza per la conservazione di questa preziosa specie, per la quale è però necessaria anche la corretta informazione di comunità e turisti che ne condividono il territorio».

Per Nicoletti, «Serve un patto tra le popolazioni appenniniche e le istituzioni (Regioni e Stato) in cui ognuno deve fare la propria parte. A partire dagli investimenti economici da parte di Regioni e Ministero da mettere in campo in maniera significativa per tutelare la specie, che attualmente ammontano a cifre ridicole, ed a fronte di questi investimenti occorre concordare con gli operatori e le comunità locale una strategia per mettere in sicurezza l’aerale dell’orso e promuovere il territorio adeguatamente. Concordiamo, infine, con lo sforzo che stanno attuando tutte le aree protette interessate dalla presenza dell’animale, di favorire l’espansione naturale dell’orso oltre i confini del solo Parco d’Abruzzo e per questo chiediamo al Ministro dell’Ambiente di mettere a disposizione anche delle aree protette regionali le risorse economiche che, seppur limitate, sono destinate solo ai Parchi nazionali. La tutela dell’orso è un compito nazionale a cui devono concorrere anche le Regioni, ma nel caso questo non avvenisse deve essere lo Stato centrale a sopperire alle mancanze perché la salvaguardia di questa specie non si può fermare davanti alle diverse competenze o davanti ai limiti amministrativi tra regioni».

Il Wwf ribadisce che convivere con l’orso è infatti possibile e porta come esempio quanto successo in Trentino, dove un orso ha fatto la sua comparsa tra i cespugli di pino mugo, a pochi metri da Alessandro, 12 anni. Il Wwf spiega che, come si vede nel video pubblicato da  L’Adige, «Il ragazzino mantiene la calma e si allontana lentamente, senza correre e senza gridare, raggiungendo i familiari a poca distanza. L’animale, inizialmente incuriosito, lo segue per alcuni metri, per poi cambiare velocemente direzione quando si accorge di essere in presenza di umani. Questo il contenuto del bellissimo video, girato dal padre di Alessandro. La conoscenza dell’orso e delle corrette regole di comportamento ha permesso ad Alessandro di allontanarsi senza correre rischi.  Questo video evidenzia l’importanza della conoscenza delle regole di base da mettere in pratica in caso di incontro con l’orso. Conoscere questi principi infatti permette di non mettere a rischio la propria incolumità e la tranquillità dell’orso. Incontrare un orso in montagna è un evento raro, ma non impossibile. Se si vogliono evitare incontri durante passeggiate o escursioni, è sufficiente far notare la propria presenza, parlando o attaccando al proprio zaino un piccolo campanello. In caso di incontro ravvicinato invece, è bene mantenere la calma, parlare e far notare la propria presenza all’orso  allontanarsi lentamente, senza scappare».