Di riserva in riserva, in Toscana nasce la rete dei percorsi “slow” alla scoperta della biodiversità

Tre itinerari e 36 le tappe realizzati con il contributo di Legambiente e altre associazioni

[10 Giugno 2020]

Di riserva in riserva”  il piano che la Regione Toscana ha preparato e sta promuovendo per tutti gli amanti della natura selvaggia e del turismo slow in Toscana, prevede che «L’auto o il treno serviranno solo per raggiungere il punto di partenza. Per il resto saranno viaggi tutti a piedi o in mountain bike attraverso boschi, forre o paludi, strade bianche e oasi protette alla ricerca di aironi o falchi pescatori, il cuculo o il curioso pendolino che costruisce i suoi nidi sull’acqua».

Una vera e propria rete fatta di itinerari tematici che collegano le varie riserve naturali toscane alla scoperta di aree protette e biodiversità sorprendenti e poco conosciute che, spiega l’assessore all’ambiente Federica Fratoni, «È frutto della riorganizzazione delle riserve avvenuta negli ultimi cinque anni, un lavoro che ha dato vita anche a “sistemi” nuovi, come quello delle Colline Livornesi. Ma questa rete dei percorsi è stata costruita nell’ultimo anno e la promuoveremo sui canali social e in collaborazione con associazioni come Legambiente come offerta perfetta per questa estate in epoca Covid, perché privilegia tempi e numeri diluiti, uno stile di vita sano, attento al recupero della natura più inesplorata e al tempo stesso alla salvaguardia della biodiversità, patrimonio adesso più che mai da tutelare. Ma la proposta è valida tutto l’anno, perché ogni stagione porta con sé tesori da scoprire e ci auguriamo che in tanti scelgano queste risorse della nostra Toscana».

Tre gli itinerari – in collina, sulla costa o in montagna – e 36 le tappe caratterizzati dalla presenza di uno o più tematismi di riferimento. E  in collina si può scegliere se ripercorrere le rotte di migrazione dell’avifauna per esempio dal parco regionale di Migliarino San Rossore fino alle riserve naturali del Monte Serra di Sotto, da Tanali, al Padule di Fucecchio, al lago di Sibolla  oppure tra le riserve di Castelvecchio, Berignone, Montenero, Monterufoli-Caselli.

Chi invece punta sulla costa può pedalare lungo la via del mare alla scoperta delle aree umide costiere fra Livorno e Orbetello. Attraversare aree umide costiere come l’ Oasi della Contessa, Orti Bottagone, la Diaccia Botrona, la Laguna di Orbetello passando per il Parco regionale della Maremma e con possibile deviazione per la Riserva Lago di Santa Luce.

Gli amanti dei percorsi montani hanno l’Appennino con le sue foreste, i suoi paesaggi, la geologia e gli ecosistemi di un mondo complesso.  Si può scegliere di fare trekking tra le riserve dell’ Alta Valle del Tevere, nel Bosco di Montalto, all’Alpe della Luna, al Sasso di Simone, sui Monti Rognosi con possibile deviazione verso il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi dall’area di La Verna.

«Le scelte sono molte – conclude la Regione –  ma ogni percorso è dotato di tutte le informazioni pratiche per la sua percorribilità compresi livello di difficoltà, i dislivelli, tempi di percorrenza nonché le informazioni sulle emergenze naturalistiche, geologiche, storico culturali e paesaggistiche che si incontrano camminando».