Le armonie della bellezza: accordo pluriennale tra famiglia Abbado e Legambiente

Per promuovere programmi di tutela dell’ambiente e di ricerca nel terreno di Claudio Abbado ad Alghero, protetto negli anni per i suoi valori naturalistici

[21 Gennaio 2021]

«Valorizzare la bellezza di uno degli angoli più suggestivi del nord ovest della Sardegna con un percorso di tutela e sviluppo, grazie a studi, ricerche e laboratori educativi». E’ questo l’obiettivo dell’accordo stipulato tra la famiglia Abbado e Legambiente con la firma di un comodato d’uso gratuito pluriennale del terreno, a due passi dalle spiagge delle Bombarde e del Lazzaretto, acquistato 30 anni fa dal direttore d’orchestra Claudio Abbado.

Abbado acquistò quella che allora era considerata una discarica informale, un terreno che avrebbe potuto essere destinato alla costruzione di alberghi e altre strutture che avrebbero deturpato l’ambiente naturale della costa. Contemporaneamente, si impegnò a non realizzare alcuna edificazione immobiliare, cambiando così la destinazione del terreno che divenne, di fatto, un terreno agricolo, e dedicandosi a un grande progetto di bonifica: partirono 7 tir carichi di scarti e, successivamente, Claudio Abbado fece piantumare 9 mila piante, ristabilendo l’ambiente della macchia mediterranea caratterizzante del luogo. Negli anni, il terreno è diventato così un gioiello naturalistico tutelato e protetto per il suo importante valore ambientale, oggi inserito nel Parco regionale naturale di Porto Conte.

Dopo la scomparsa del direttore d’orchestra il 20 gennaio del 2014, ora la famiglia Abbado ha affidato a Legambiente, attraverso un comodato gratuito pluriennale, che vedrà impegnati i circoli di Alghero e Sassari, con il supporto di Legambiente Sardegna e Legambiente nazionale, 8 ettari da gestire per progetti di ambito ambientale e culturale-scientifico, nel rispetto delle normative previste dal PPR, delle disposizioni della Zona di Protezione Speciale e del Parco regionale naturale di Porto Conte.

Alessandra e Francesca Abbado hanno sottolineato che «Ambiente e cultura  sono le fondamenta di una società sana, i punti d’incontro sono molteplici, evidenti oggi più che mai nel riconoscimento che la crisi climatica è per tanti aspetti anche una crisi culturale. Le due grandi passioni di Claudio, la musica e la natura, hanno sempre coesistito in sintonia tra di loro. Lui stesso soleva dire che se non fosse stato musicista avrebbe fatto il giardiniere. Oggi celebriamo e proseguiamo il suo impegno: il terreno ad Alghero rappresenta un luogo dove l’impegno per la tutela della natura si concretizza, e nelle mani di Legambiente siamo felici che potrà diventare anche un luogo di incontro, di ricerca e di educazione».

Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, ha detto che «L’accordo che presentiamo oggi è per noi motivo di grande orgoglio e ringraziamo di cuore la famiglia Abbado per la fiducia con cui ha deciso di affidare alla nostra associazione il compito di garantire nel tempo la conservazione di quell’area così tenacemente difesa e riqualificata da Claudio e la sua fruizione secondo i principi e i valori di tutela dell’ambiente che hanno ispirato la vita di un direttore d’orchestra che ha dato lustro alla cultura del nostro paese. Grazie allo straordinario lavoro portato avanti dai nostri circoli di Alghero e Sassari, con il supporto di Legambiente Sardegna potremmo ora dare seguito al nostro impegno. È un’occasione straordinaria per raccontare come la bellezza e il vivere in armonia con la natura siano indispensabili per affrontare insieme le grandi sfide che abbiamo davanti, a partire da quella della crisi climatica».

Le azioni intraprese saranno coerenti con il progetto originario ideato da Claudio Abbado, ovvero la tutela e la valorizzazione dell’ambiente. A programmare e coordinare le attività sarà un Comitato, del quale faranno parte i rappresentanti della famiglia Abbado e dei circoli di Legambiente di Alghero e Sassari. Tra gli obiettivi dell’accordo, lo svolgimento di attività educative, di ricerca e di tutela e promozione dell’ambiente verso il territorio e verso la comunità locale, per un miglioramento della qualità della vita; la partecipazione a progetti finanziabili, compatibilmente con le finalità̀ statutarie delle parti e con il piano di gestione della ZPS Capo Caccia; la stipula di partenariati o collaborazioni amministrazioni locali, università, enti di gestione di aree protette, scuole. Prevista anche la costituzione di una rete di economia civile per il rilancio dell’area, con il coinvolgimento di cittadini, imprese, realtà del terzo settore, amministrazioni pubbliche e mondo della ricerca.