Record di biodiversità degli uccelli acquatici svernanti nel Padule di Fucecchio

I risultati del censimento: quasi 13.000 presenze e 39 specie diverse

[2 Febbraio 2021]

Nonostante il coronavirus,  si è tenuto comunque a metà gennaio, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza dettate dalla pandemia, il censimento degli uccelli acquatici svernanti nel Padule di Fucecchio che ha fatto registrare quasi 13000 presenze complessive, che mettono il Padule nei primi posti fra le zone umide di tutta la Toscana.
Al Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio spiegano che «Analizzando i dati per aree, si vede che 6389 uccelli acquatici (quasi il 50 per cento del totale), fra cui 5563 anatre e folaghe (il 67 per cento del totale), sono stati rilevati all’interno della riserva naturale pistoiese che rappresenta il 10 per cento della superficie del Padule. Il censimento, promosso a livello di grande area biogeografica da Wetlands International e svolto in Italia sotto l’egida dell’ISPRA, è organizzato in tutta la regione dal Centro Ornitologico Toscano, che nel Padule di Fucecchio si avvale del supporto locale del Centro di Ricerca; le operazioni di conteggio, a piedi ma anche con imbarcazioni, hanno coinvolto quest’anno 15 rilevatori abilitati dall’ISPRA, con il supporto di 15 collaboratori.
Durante il censimento sono state rilevate ben 39 specie (un record di biodiversità) e censiti 12.783 uccelli, fra i quali ben 6.012 alzavole, per le quali il Padule si conferma come l’area più importante della Toscana.
Di grande rilievo i dati per alcune specie di notevole valore conservazionistico, come il raro Mignattaio (234): interessanti anche i numeri per la Pavoncella (1455) e per alcun anatidi come il Moriglione (749). Non sono mancati gli avvistamenti di specie rare come il Tarabuso, la Cicogna bianca, la Spatola, il Fenicottero e la Moretta tabaccata; per la prima volta è stato trovato anche un piccolo gruppo di Nitticore svernanti (25).
Il censimento del Centro Ornitologico Toscano «Conferma il valore naturalistico della più grande palude interna italiana, ma anche l’importanza della gestione tecnico-scientifica effettuata per oltre un ventennio, nonostante i ben noti problemi gestionali degli ultimi tre anni. Per la prima volta i risultati del Padule di Fucecchio sono stati leggermente superati da quelli del vicino Padule di Bientina (più di 13000 presenze), a dimostrazione che le due zone umide (riunite con la Sibolla in un’unica grande area Ramsar) costituiscono ormai per gli uccelli acquatici un polo di attrazione paragonabile a quello della Maremma».
Il Centro di Ricerca e il Centro Ornitologico Toscano ringraziano la Provincia di Pistoia e la Città Metropolitana di Firenze, l’ATC 16 di Pistoia e tutti i rilevatori ed i collaboratori che hanno contribuito alla buona riuscita del censimento.

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