Cambiamento climatico e natalità: «Niente futuro, niente bambini, niente bambini, niente futuro?»

Consumi eccessivi, sovrappopolazione e futuro incerto, perché il cambiamento climatico spinge alcuni a non avere figli

[22 Aprile 2021]

Il nuovo studio “No future, no kids–no kids, no future?”, pubblicato su Population and Environment dalla statunitense Sabrina Helm dell’università dell’Arizona e dalle neozelandesi Joya Kemper (università di Auckland)  e Samantha White (Lincoln University), rileva che «Il consumo eccessivo, la sovrappopolazione e l’incertezza sul futuro sono tra le principali preoccupazioni di coloro che affermano che il cambiamento climatico sta influenzando il loro processo decisionale riproduttivo».

La Helm sottolinea che «Quando si decide se avere figli, ci sono molti fattori da considerare: finanze, sistemi di sostegno, valori personali. Per un numero crescente di persone, anche il cambiamento climatico viene aggiunto all’elenco di considerazioni».

Lo studio esamina proprio come il cambiamento climatico sta influenzando le decisioni delle persone sull’opportunità di avere figli e la Helm ricorda che «Per molte persone, la questione se avere figli o meno è una delle più grandi che dovranno affrontare nella loro vita. Se sei preoccupato per come sarà il futuro a causa del cambiamento climatico, ovviamente questo avrà un impatto sul modo in cui vedi questa decisione molto importante nella tua vita».

Il team di ricercatrici voleva capire meglio le ragioni specifiche legate al cambiamento climatico che le persone hanno per non voler avere figli. Hanno iniziato analizzando i commenti online pubblicati in risposta ad articoli sulla crescente tendenza delle persone a rinunciare ad avere figli a causa delle preoccupazioni del cambiamento climatico. Poi hanno cercato adulti di età compresa tra i 18 ei 35 anni che affermavano che il cambiamento climatico svolge un ruolo importante nel loro processo decisionale riproduttivo. Quindi ne hanno intervistato 24 e hanno identificato 3 temi principali emersi sia nei commenti online che nelle interviste-

La Helm sottolinea che «Il consumo eccessivo è stata la preoccupazione più comune espressa dagli intervistati. Quasi tutti i partecipanti hanno affermato di essere preoccupati di come i bambini potrebbero contribuire al cambiamento climatico attraverso una maggiore impronta di carbonio e un uso eccessivo di risorse che potrebbero diventare più scarse in futuro, come cibo e acqua».

Invece la sovrappopolazione era la preoccupazione prevalente tra i commentatori online e spesso è emersa anche nelle interviste, La Helm spiega che «Alcuni partecipanti hanno affermato di ritenere che avere più di due figli sarebbe stato problematico e persino egoista, poiché avrebbero “sostituito eccessivamente” sé stessi e il proprio partner. Alcuni hanno affermato vedere l’adozione come una scelta più responsabile. L’adozione è stata vista come un’alternativa low-carbon».

Poi c’è i l’incertezza per il futuro: gli intervistati e i commentatori online hanno spesso espresso un senso di sventura per il futuro se il cambiamento climatico continuerà senza controllo. Molti hanno detto che si sarebbero sentiti in colpa o come se stessero facendo qualcosa di moralmente o eticamente sbagliato se avessero fatto nascere un bambino in un mondo con un futuro così incerto.

La Helm evidenzia che «Sebbene la prospettiva del “destino” fosse prevalente, era anche bilanciata da espressioni di speranza. Alcuni intervistati e commentatori hanno affermato che l’idea stessa dei bambini dà speranza per un futuro migliore e più luminoso. Altri hanno espresso la speranza che le generazioni future possano contribuire al miglioramento ambientale, aumentando la consapevolezza e l’azione sui cambiamenti climatici. C’era la speranza che le generazioni future avrebbero portato a termine il lavoro e migliorato le cose. Ma questo grava molto sui bambini piccoli».

Capire come il cambiamento climatico influenzi il processo decisionale riproduttivo fa parte di un lavoro più ampio della Helm e altri ricercatori per capire come il cambiamento climatico sta influenzando in generale gli individui mentalmente ed emotivamente. La Helm ha notato che «L’ansia da cambiamento climatico è in aumento, soprattutto tra i giovani. Molte persone ora sono gravemente colpite in termini di salute mentale per quanto riguarda i problemi del cambiamento climatico. Se poi si aggiunge questa decisione molto importante sull’avere figli, che pochissimi prendono alla leggera, questo è un argomento importante dal punto di vista della salute pubblica. Tutto si collega a questo argomento più ampio di come il cambiamento climatico colpisce le persone al di là dell’effetto immediato dei fenomeni meteorologici».

La ricercatrice dell’università dell’Arizona conclude: «Molti partecipanti allo studio hanno espresso rabbia e frustrazione per il fatto che le loro preoccupazioni non vengono prese sul serio da familiari e amici, che possono anche dir loro in modo sprezzante che cambieranno idea sull’avere figli quando saranno più grandi o incontreranno la persona giusta. E’ ancora un po’ un tabù persino parlare di questo – di quanto siano preoccupati – in un ambiente in cui ci sono ancora persone che negano il cambiamento climatico. Penso che ciò che manca è l’opportunità di parlarne e ascoltare le voci di altre persone. Forse questa ricerca sarà di aiuto».