Gas serra: attenti alle “scoregge” degli alberi morti in piedi delle foreste fantasma

L’innalzamento del livello del mare sta ampliando questi nuovi habitat, con conseguenze tutte da valutare

[20 Maggio 2021]

Lo studio “Drivers of Greenhouse Gas Emissions from Standing Dead Trees in Ghost Forests” pubblicato recentemente su Biogeochemistry  da Melinda Martinez e Marcelo Ardón del Department of Forestry and Environmental Resources della North Carolina State University, rivela che «Le emissioni di gas serra provenienti dagli  alberi morti in piedi nelle foreste delle zone umide costiere – comunemente chiamate “scoregge degli alberi” – devono essere prese in considerazione quando si valuta l’impatto ambientale delle cosiddette “foreste fantasma”».

La Martinez e Ardón hanno confrontato la quantità e il tipo di emissioni di gas serra provenienti dagli scheletri degli alberi morti rispetto alle emissioni dal suolo e dicono che «Sebbene i ceppi non ne abbiano rilasciato tanto quanto il suolo, hanno aumentato le emissioni di gas serra dell’intero ecosistema di circa il 25%». Secondo ricercatori, «I risultati dimostrano che i ceppi sono importanti per comprendere l’impatto ambientale totale della diffusione di alberi morti nelle zone umide costiere, note come foreste fantasma, sulle emissioni di gas serra».

La Martinez sottolinea: «Anche se questi alberi morti in piedi non emettono tanto quanto il suolo, stanno comunque emettendo qualcosa, e devono assolutamente essere tenuti in considerazione. Anche la più piccola scoreggia conta».

Nello studio, i ricercatori hanno misurato le emissioni di anidride carbonica, metano e protossido di azoto prodotte da pini e cipressi calvi morti in 5 foreste fantasma nella penisola di Albemarle-Pamlico nella North Carolina,  dove hanno monitorato l’espansione delle foreste fantasma  causata dall’aumento del livello del mare. La Martinez spiega: «La transizione dalla foresta alla palude dovuta a questi disturbi sta avvenendo rapidamente e sta lasciando dietro di sé molti alberi morti. Ci aspettiamo che queste foreste fantasma continueranno ad espandersi man mano che il clima cambia».

Utilizzando analizzatori di gas portatili, nel 2018 e nel 2019 i ricercatori hanno misurato i gas emessi dagli alberi morti in piedi e dal suolo in ciascuna foresta e il risultato è che «In entrambi gli anni, le emissioni medie complessive del suolo sono state circa 4 volte superiori alle emissioni medie dei ceppi. E mentre gli alberi morti in piedi non hanno contribuito tanto quanto il suolo, contribuiscono in modo significativo alle emissioni».

Oltre a scoprire che i suoli emettono più gas serra degli alberi morti rimasi in piedi, lo studio getta le per comprendere il ruolo che hanno i ceppi nelle emissioni, «Sia che impediscano le emissioni, come i tappi di sughero, sia che le rilasciano come cannucce».

Ardón  sottolinea che «Questa è un’area di ricerca futura che stiamo attualmente esplorando. Abbiamo iniziato questa ricerca chiedendoci: questi alberi morti in piedi  sono cannucce o tappi? Stanno facilitando il rilascio dal suolo o trattengono i gas? Pensiamo che agiscano come cannucce, ma come se fossero paglia filtrante. Cambiano quei gas, mentre i gas si spostano attraverso i ceppi. Alcuni ricercatori pensavano che gli alberi morti agissero come cannucce per aspirare i gas serra dal suolo. Quando l’albero muore, l’acqua rimanente viene espulsa dalle foglie, e pensavano che questo avrebbe permesso ai gas serra di diffondersi nell’albero». Ma il nuovo studio dimostrato che i tronchi degli alberi più alti contengono meno gas serra di quanto pensassero. «Non siamo ancora sicuri di come le emissioni di gas serra differiscano tra le specie di alberi e di come consigliare i gestori del territorio per i lavori di mitigazione».

Insomma, gli alberi annegati nel mare che sale hanno aumentato la quantità di anidride carbonica rilasciata da questi ecosistemi e sono importanti da monitorare perché le foreste fantasma si stanno diffondendo lungo le coste degli Stati Uniti.  Sebbene la maggior parte delle foreste fantasma vengano create dall’innalzamento del livello del mare, l’acqua salata può anche infiltrarsi nelle foreste attraverso canali e fossati utilizzati per scopi agricoli. Gli effetti delle morti di massa degli alberi sulle piante e sulla fauna selvatica possono essere drammatici. Lo studio “Rapid deforestation of a coastal landscape driven by sea-level rise and extreme events”, pubblicato su Ecological Applications da Emily Ury, Justin Wright ed Emily Bernhardt della Duke University e da Xi Yang dell’università della Virginia ha  rilevato che sempre più arbusti ed erbe tolleranti al sale stanno colonizzando le foreste fantasma della North Carolina  e che questo causato un importante cambiamento nella fauna selvatica e ha minacciato lupi e picchi in via di estinzione.

Alcuni ricercatori hanno suggerito di realizzare “coste viventi” con piante e rocce per tamponare le ondate di acqua salata.

La Martinez conclude: «E’ una questione  alla quale è difficile rispondere perché gli alberi morti in piedi  possono diventare un nuovo habitat per altri animali. Speriamo di avere un’idea migliore di come cambiano i gas serra quando gli alberi stanno morendo e di ottenere anche stime migliori delle emissioni dei tronchi degli alberi vivi».