
Usa, gli ambientalisti fanno causa all’Agenzia per la protezione ambientale. Scienziati e medici sono con loro

Non sarebbe azzardato dire che in America si profila all’orizzonte una battaglia legale epocale. I protagonisti della vicenda sono la Casa Bianca e un folto gruppo di associazioni impegnate nella tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente.
Passata neanche una settimana da quando Donald Trump ha fatto revocare dall’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti il cardine scientifico e legale di tutte le leggi collegate in qualche modo con le questioni dell’inquinamento e della crisi climatica, oltre una dozzina di sigle rappresentanti il mondo delle scienze del clima, della natura e della sanità hanno fatto causa all’ente guidato dal fedelissimo trumpiano Lee Zeldin.
L’Agenzia (Environmental protection agency, Epa), si legge nelle carte depositate in tribunale, revocando l’Endangerment finding (“accertamento di pericolo”) approvato nel 2009 e oggetto di un riesame realizzato dall’attuale amministrazione senza troppo calore nei giorni di caldo agostano, di fatto fa cadere l’obbligo legale per gli Usa di regolamentare le emissioni di auto, centrali elettriche e industrie, con evidenti ricadute sulla sanità pubblica, oltre che sull’ambiente.
Gli ambientalisti sottolineano nella causa legale che la revoca decisa da Trump ed eseguita da Zelding (avvocato favorevole alla deregulation in materia di tutela ambientale messo a capo dal tycoon di quella che dovrebbe essere l’agenzia di protezione dell’ambiente) ignora i fatti scientifici consolidati da ormai oltre un ventennio e viola la missione stessa dell’Epa di proteggere la salute della popolazione. I ricorrenti ricordano anche che l’Autorità, nelle sue attività di monitoraggio e regolamentazione delle emissioni, ha rivestito finora questo ruolo sulla base di un pronunciamento della Corte suprema Usa di quasi vent’anni fa, che nessuno si è mai sognato di mettere in discussione.
Trump e Zeldin per ora tirano dritti, soddisfatti di una revoca che definiscono «la più grande azione di deregolamentazione della storia americana» e di una abrogazione nei confronti di un dispositivo che, dicono, è stato usato dalle precedenti amministrazioni americane per imporre politiche climatiche «costose e ideologiche». È però già successo che le campagne del tycoon finiscano per andare a sbattere contro il parere espresso dai giudici: anche stando solo a quanto avvenuto nelle ultime settimane, il tentativo della Casa Bianca di bloccare la costruzione di cinque parchi eolici, alcuni dei quali già quasi completati, è finito grazie all’intervento dei tribunali con un netto 5 a 0 a favore dei «mulini a vento», come il presidente Usa chiama sprezzantemente gli impianti eolici.
Giusto per dare un’idea di quante e quali siano le associazioni che si sono mosse contro la revoca dell’Endangerment finding, tutte elencate dallo storico Sierra club: The American Public Health Association, American Lung Association, Alliance of Nurses for a Healthy Environment, Clean Wisconsin—rappresentate da Clean Air Task Force; Center for Community Action and Environmental Justice (CCAEJ), Clean Air Council, Friends of the Earth, Physicians for Social Responsibility, Rio Grande International Study Center (RGISC), and the Union of Concerned Scientists—rappresentate Earthjustice; Center for Biological Diversity, Conservation Law Foundation, Environmental Defense Fund, Environmental Law & Policy Center, NRDC (Natural Resources Defense Council), Public Citizen, e lo stesso Sierra Club, che è la principale associazione ambientalista statunitense. Dice la direttrice del Programma di diritto ambientale dell’ente fondato nel lontano 1892 dal pioniere del preservazionismo John Muir: «La decisione avventata dell’amministrazione Trump di revocare l’Endangerment finding e privare l’Epa della sua autorità primaria di regolamentare i gas serra avrà conseguenze disastrose per il popolo americano, la nostra salute e il nostro futuro comune. All’inizio degli anni 2000, il Sierra club ha intentato la prima causa legale in assoluto per ottenere standard federali sui gas serra ai sensi del Clean Air Act e, di conseguenza, queste protezioni sono diventate realtà. Quasi 25 anni dopo, stiamo portando in tribunale Lee Zeldin e l’Epa di Donald Trump perché le persone non dovrebbero essere costrette a soffrire per la cieca fedeltà di questa amministrazione all’industria dei combustibili fossili e alle aziende inquinanti. Questo passo indietro miope è palesemente illegale e i loro sforzi per imporlo al popolo americano falliranno».





