
La crisi climatica divide l’Italia, il nord si surriscalda molto più velocemente del sud

L’Indice delle città con il miglior clima d’Italia è stato aggiornato oggi dal Sole 24 Ore, come prima tappa di avvicinamento alla storica indagine della Qualità della vita del Sole 24 Ore che ogni anno misura i territori più vivibili del nostro Paese: la classifica sul clima, in particolare, fotografa il benessere climatico e racconta quali sono le città capoluogo in grado di offrire le condizioni meteo migliori a chi vive sul territorio in base ai dati medi rilevati nell’arco del decennio 2015-2025.
Per il terzo anno consecutivo primeggia Bari, città seguita da diverse località della costa adriatica come Barletta-Andria-Trani (al secondo posto, i cui dati sono riferiti alla performance media dei tre capoluoghi), Pescara, Ancona e Chieti. Tra i primi dieci figurano per lo più territori costieri (tra cui anche Livorno, Trieste e Imperia), ma anche alcune città in altura (Pesaro e Urbino, come media dei valori rilevati in entrambe i centri urbani, ed Enna).
L’Indice del clima del Sole 24 Ore è stato pubblicato per la prima volta nel 2019, e rappresenta un’elaborazione originale della redazione su dati forniti da 3bmeteo, riferiti alle performance climatiche rilevate dal 2008 al 2025 sulla Penisola da oltre 2mila centraline meteo per fascia esaoraria. Il risultato non è solo una classifica di vivibilità, ma anche uno spaccato sui diversi impatti della crisi climatica lungo lo Stivale.
In particolare, dall’analisi longitudinale dei 15 parametri climatici presi in esame emerge anche l’aumento delle temperature e degli eventi climatici estremi:
Temperature in aumento: la temperatura media annua è cresciuta di 1,8°C dal 2010, con incrementi più forti al Nord (+2,3°C) rispetto a Centro (+1,9°C) e Sud (+1,3°C). In diverse città settentrionali l’aumento supera i 3°C.
Più caldo estremo: crescono gli eventi legati alle alte temperature, si contano 17 ondate di calore annue (+5,5 rispetto al 2010), 14 picchi di caldo estremo e circa 80 notti tropicali, in forte aumento.
Piogge più violente ma meno frequenti: diminuiscono i giorni piovosi ma aumentano le precipitazioni intense, con episodi concentrati in poche ore.
Più siccità: aumentano i periodi consecutivi di siccità, arrivati al 12% dei giorni annui senza pioggia (picchi fino al 19% in alcune città del Sud).
Inverni più miti: crollano i giorni freddi e cresce lo zero termico, segnale della progressiva riduzione della neve a bassa quota.





