Gli ambientalisti Usa contro le violenze della polizia e le politiche repressive di Trump

Sierra Club e Greenpeace: protestare è un diritto costituzionale che va difeso e onorato, soprattutto di fronte alla violenza autoritaria

[4 Giugno 2020]

Dopo che manifestanti pacifici sono stati violentemente attaccati dalla polizia fuori dalla Casa Bianca per aver richiesto il rispetto dei diritti civili e alla vita della popolazione afroamericana, la più grande associazione ambientalista statunitense, Sierra Club ha duramente contestato le politiche repressive del presidente Donald Trump. L’anno scorso, Sierra Club si era unita  una coalizione di giustizia ambientale e gruppi ambientalisti nazionali per rilasciare una national climate platform giusta ed equa incentrata basata sulla giustizia razziale, climatica e ambientale. A maggio Sierra Club aveva già condannano la brutalità della polizia e gli assassinii di Admaud Arbery, Breonna Taylor e George Floyd che hanno scatenato la rabbia dei neri che in alcuni casi si è trasformata in violenza.

Secondo il direttore esecutivo di Sierra Club, Michael Brune, «I manifestanti in tutto il paese stanno marciando per affermare l’umanità dei neri e mostrare il razzismo e l’odio integrati in un sistema che si basa sull’inferiorità dei neri. Ieri abbiamo assistito all’ordine del comandante in capo di sferrare un assalto ai nostri diritti garantiti dal primo emendamento, ma questo attacco è solo una piccola parte del dolore e del trauma che i neri hanno subito dalla fondazione di questo paese.  Donald Trump ha dichiarato che avrebbe armato i militari per prevenire proteste pacifiche, eppure non è riuscito a armare i lavoratori in prima linea per combattere il Covid-19. Si vanta di sostenere la legge e l’ordine, ma non riesce a chiedere la legge e l’ordine quando i suprematisti bianchi impiegano tattiche di intimidazione militarizzate. E nel mezzo di disordini civili, si mette davanti a luoghi di culto storici, ma non riesce a comprendere la regola aurea.  Non possiamo compiere la nostra missione di “arruolare l’umanità” per proteggere il pianeta mentre il razzismo continua a dividerci. Non può esserci giustizia climatica senza la fine dell’anti-Blackness  e del suprematismo bianco che autorizzano gli inquinatori a creare zone di sacrificio ambientale. La nostra umanità collettiva è profondamente connessa e il razzismo nella nostra società è una minaccia diretta al nostro progresso ambientale. Sierra Club si rifiuta di restare pigramente ferma mentre i nostri vicini e amici afroamericani vengono uccisi dalla polizia razzista».

Precedentemente era intervenuta Greenpeace Usa  che aveva condannato

«Le violenze ingiustificate e sproporzionate della polizia militarizzata contro i manifestanti» con gas lacrimogeno sparato ad altezza d’uomo, manifestanti investiti, e cariche a cavallo contro la folla e i giornalisti che.

La direttrice programmi di Greenpeace Usa, Lindsey Allen, ha dichiarato: «Il razzismo istituzionale e storico contro gli afroamericani in questo paese è dolorosamente reale, specialmente per chi lo vive quotidianamente. E’ in momenti come questi, tuttavia, che questo violento razzismo viene messo a nudo davanti a tutto il mondo. E’ impossibile non sentirsi oltraggiati e provare un profondo dolore a causa della mancanza di rispetto per la vita umana dimostrata dall’uccisione sorprendentemente normale, e impunemente, di persone di colore – specialmente i neri – da parte della polizia. E’ impossibile tacere di fronte a questa ingiustizia sistemica. Aumentare la consapevolezza pubblica e politica ha un tempo e un luogo. Così è per la giusta rabbia e azione.  Storicamente, la protesta è servita alla gente di questo paese per chiedere giustizia e pari diritti. La protesta è spesso uno degli unici modi in cui le persone possono chiedere il cambiamento e far sentire la propria voce. La protesta è un diritto costituzionale che deve essere difeso e onorato, in particolare di fronte alla violenza autoritaria. Chiediamo azioni per affrontare il razzismo, la violenza della polizia e la disuguaglianza in questo paese. Siamo solidali con le persone che chiedono giustizia per le strade e chiedono di trove are i responsabili degli omicidi di George Floyd, Breonna Taylor, Auhmad Arbery, Tony McDade, Nina Pop e il numero enorme di altri neri uccisi dal suprematismo bianco. Supportiamo la piattaforma politica di Movement for Black Lives, che comprende un futuro senza carceri, centri di detenzione, strutture detentive per i giovani e prigioni. Sosteniamo anche la richiesta di responsabilità da parte delle famiglie degli uccisi, che chiedono che fintanto che saremo costretti ad avere prigioni, gli agenti di polizia che uccidono dovrebbero esserci messi dentro. Facciamo eco alle richieste del Movement for Black Lives:  Chiediamo soluzioni radicali e sostenibili che affermino la prosperità delle vite dei neri. Chiediamo il riconoscimento delle responsabilità per la svalutazione e la disumanizzazione della vita dei neri da parte della polizia. Chiediamo la fine del razzismo sistemico che consente a questa cultura della corruzione di essere incontrollata e di toglierci la vita. Chiediamo un definanziamento nazionale della polizia. Chiediamo investimenti nelle nostre comunità e le risorse per garantire che i neri non solo sopravvivano, ma prosperino».