Anche Sienambiente firma il Manifesto delle imprese per un Green new deal italiano

Fabbrini: «Non abbiamo più scelta e soprattutto non abbiamo più tempo, ripensare gli attuali paradigmi economici per sostenere uno sviluppo più sostenibile è l’unica strada da perseguire»

[22 Maggio 2020]

Anche Sienambiente, la società che opera nel ciclo integrato dei rifiuti gestendo gli impianti di selezione, valorizzazione, compostaggio e recupero di energia da rifiuti nella provincia di Siena, ha sottoscritto il Manifesto “Uscire dalla pandemia con un nuovo Green deal per l’Italia”.

Promosso da oltre 100 aziende e associazioni di categoria, il Manifesto è nato per ribadire la necessità di una ripresa in chiave green dopo la crisi sanitaria. «Non abbiamo più scelta e soprattutto non abbiamo più tempo – spiega il presidente di Sienambiente Alessandro Fabbrini (nella foto) – Ripensare gli attuali paradigmi economici per sostenere uno sviluppo più rispettoso dell’ambiente e delle sue risorse naturali, è l’unica strada da perseguire. La Terra ci ha mandato un messaggio forte e chiaro e la fragilità ambientale del Pianeta è emersa con forza durante questa pandemia. Da parte di Sienambiente, oltre alle attività di riciclo e corretta gestione rifiuti in cui siamo impegnati ogni giorno, ci sembrava giusto sostenere un appello che chiede misure strategiche pienamente coerenti con la nostra visione di sviluppo improntata all’affermazione dell’economia circolare e di una crescita sostenibile».

Più nel dettaglio, il Manifesto vuole favorire azioni concrete di rilancio dell’economia, pesantemente colpita dalla pandemia da Covid-19, verso lo sviluppo sostenibile e affrontare altre minacce per il nostro futuro, prima fra tutte la grande crisi climatica, alimentata da un modello di economia lineare. «Rifinanziare tutto l’esistente  per ritornare alle condizioni economiche precedenti alla pandemia – commenta nel merito Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, fra i promotori del Manifesto – è ,in questa emergenza, quasi un riflesso condizionato, ma sarebbe doppiamente sbagliato: si rifinanzierebbero anche attività che invece andavano cambiate , innovate o convertite e non si impegnerebbero  risorse sufficienti, che sono comunque limitate e relativamente scarse, per i cambiamenti verso l’economia del futuro che non  può che essere green, decarbonizzata e circolare».

Per i promotori, un nuovo Green deal è la via da seguire per una più forte e duratura ripresa perché valorizza le  migliori potenzialità dell’Italia: quelle legate alle produzioni di qualità, sempre più green; quelle in cui ha raggiunto livelli di eccellenza, come il riciclo dei rifiuti, pilastro dell’economia circolare; l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili di energia; quelle del nostro modello di agricoltura sostenibile e delle altre attività della bioeconomia rigenerativa; quelle delle città, da rilanciare con un vasto programma di rigenerazione urbana in chiave green; quelle dell’importante capitale naturale, necessario per il rilancio di diverse attività economiche come il turismo sostenibile.

I pacchetti di stimolo all’economia non devono aumentare le emissioni di gas serra e gli impatti ambientali, trasferendo ulteriori costi sul nostro futuro. Come conclude il Manifesto: un nuovo Green deal è la via innovativa da percorrere per la rinascita dell’Italia.