La nuova Agenda per il Mediterraneo dell’Unione europea

Sviluppo umano, buongoverno e Stato di diritto; Resilienza, prosperità e transizione digitale; Pace e sicurezza; Migrazione e mobilità; Transizione verde, resilienza climatica, energia e ambiente

[10 Febbraio 2021]

Nel 1995, la Dichiarazione di Barcellona ha varato il partenariato euromediterraneo  per creare un’area di pace, prosperità comune e scambi umani e culturali. L’ultimo riesame della politica europea di vicinato risale al 2015. Ma quelle ambizioni si sono rivelate troppo ottimistiche: «25 anni dopo – ammette la Commissione europea – la regione del Mediterraneo si trova ad affrontare una serie di sfide che toccano la governance, il contesto socioeconomico, l’ambiente e la sicurezza, aggravate dalla pandemia di Covid-19». Nel dicembre 2020 il Consiglio europeo ha sottolineato la necessità di elaborare una nuova Agenda per il vicinato meridionale, attendendo con interesse la comunicazione congiunta.

Per rilanciare e rafforzare il partenariato strategico fra l’Unione europea e i suoi partner del vicinato meridionale (Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Siria, Tunisia) , la Commissione europea e l’Alto rappresentante Ue hanno adottato una comunicazione congiunta che propone un’ambiziosa e innovativa e secondo l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Josep Borrell, «Questa comunicazione invia un messaggio fondamentale sull’importanza che attribuiamo al nostro vicinato meridionale. Un partenariato mediterraneo rafforzato resta un imperativo strategico per l’Unione europea. 25 anni dopo la Dichiarazione di Barcellona e 10 anni dopo la primavera araba, le sfide nel Mediterraneo – molte delle quali derivanti da tendenze a livello mondiale – rimangono tuttora enormi. Per affrontare queste sfide dobbiamo rinnovare i nostri sforzi reciproci e agire in stretta collaborazione, come partner, nell’interesse di noi tutti. Questo è il significato della nuova Agenda. Siamo risoluti a lavorare insieme ai nostri partner del vicinato meridionale nell’ambito di una nuova Agenda che sarà incentrata sulle persone, soprattutto sulle donne e sui giovani, e ad aiutarli a realizzare le proprie speranze per il futuro, a far valere i propri diritti e a costruire un vicinato meridionale pacifico, sicuro, più democratico, più rispettoso dell’ambiente, prospero ed inclusivo».

La Commissione europea spiega che «La nuova Agenda si basa sul convincimento che, lavorando insieme, e in uno spirito di partenariato, le sfide comuni possano trasformarsi in opportunità di interesse reciproco per l’UE e il vicinato meridionale. L’Agenda include un apposito piano di investimenti economici per stimolare la ripresa socioeconomica a lungo termine nel vicinato meridionale. Nell’ambito del nuovo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale dell’Ue (NDICI), per il periodo 2021-2027 verrebbero assegnati fino a 7 miliardi di euro per l’attuazione dell’Agenda, importo che potrebbe mobilitare fino a 30 miliardi di euro di investimenti privati e pubblici nella regione nei prossimi dieci anni».

La nuova Agenda propone di «Unire le forze per lottare contro i cambiamenti climatici e per accelerare la duplice transizione verde e digitale sfruttandone le potenzialità, di rinnovare il nostro impegno a favore dei valori comuni, di affrontare congiuntamente gli sfollamenti forzati e la migrazione e di rafforzare l’unità e la Migrazione e mobilità  determinazione dell’Ue, degli Stati membri e dei partner del vicinato meridionale a promuovere la pace e la sicurezza nella regione del Mediterraneo».

La nuova Agenda Ue per il Mediterraneo si incentra su 5 settori d’intervento:

Sviluppo umano, buongoverno e Stato di diritto – Rinnovare l’impegno comune a favore della democrazia, dello Stato di diritto, dei diritti umani e della governance responsabile.

Resilienza, prosperità e transizione digitale – Sostenere economie resilienti, inclusive e connesse che creino opportunità per tutti, specialmente per le donne e per i giovani.

Pace e sicurezza – Fornire sostegno ai paesi per affrontare le sfide in materia di sicurezza e trovare soluzioni ai conflitti in corso.

Migrazione e mobilità – Affrontare insieme le sfide degli sfollamenti forzati e della migrazione irregolare e agevolare percorsi legali e sicuri per la migrazione e la mobilità.

Transizione verde: resilienza climatica, energia e ambiente – Proteggere le risorse naturali della regione e generare crescita verde sfruttando le potenzialità di un futuro a basse emissioni di carbonio

Un apposito piano di investimenti economici per il vicinato meridionale punta a «Garantire che la qualità della vita delle popolazioni della regione migliori e che la ripresa economica, anche dopo la pandemia di Covid-19, non escluda nessuno».

Il piano comprende alcune iniziative guida preliminari per «Rafforzare la resilienza, creare prosperità e intensificare gli scambi e gli investimenti a sostegno della competitività e della crescita inclusiva».  La Commissione Ue evidenzia che «Il rispetto per i diritti umani e lo Stato di diritto sono parte integrante del nostro partenariato e sono essenziali per garantire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni».

Il Commissario europeo per il vicinato e l’allargamento Olivér Várhelyi ha concluso: «Con questo partenariato rinnovato con il vicinato meridionale stiamo segnando un nuovo inizio nelle relazioni con i nostri partner del Sud. Questo partenariato si basa su interessi reciproci e su sfide comuni, ed è stato sviluppato insieme ai nostri vicini. Esso mostra come l’Europa voglia contribuire direttamente a una visione a lungo termine di prosperità e stabilità della regione, specialmente nel contesto della ripresa sociale ed economica dalla crisi del Covid-19. In stretto dialogo con i nostri partner, abbiamo individuato una serie di settori prioritari, come la creazione di crescita e occupazione, gli investimenti nel capitale umano o la buona governance. Consideriamo la migrazione una sfida comune, e siamo pronti a lavorare insieme ai nostri partner per lottare contro la migrazione irregolare e i trafficanti, poiché i rischi riguardano tutti noi. Lavoreremo insieme per apportare reali cambiamenti sul campo, a beneficio sia dei nostri vicini che dell’Europa».