Ecuador, gli indios quichua bloccano uno dei principali impianti petroliferi

Petrolera de Ecuador chiede sostegno delle Forze Armate. Un’indigena eletta presidente dell’Assemblea Nazionale

[17 Maggio 2021]

Da 10 maggio, la comunità quichua ha bloccato l’accesso a uno dei principali giacimenti petroliferi dell’Ecuador e la compagnia statale ecuadoriana Petroecuador ha chiesto supporto logistico alle Forze armate per mantenere in funzionamento del giacimento di El Edén, nella provincia di Orellana.

Si tratta del primo scontro tra una comunità indigena e il nuovo governo di destra di Guillermo Lasso che nelle ultime elezioni presidenziali ha battuto il candidato di sinistra Andrés Arauz proprio grazie all’astensione di massa degli indios del partito etnico di sinistra Pachakutik che hanno preferito regolare vecchi conti – soprattutto su problemi ambientali – con la sinistra “tradizionale” che sconfiggere la destra neoliberista e petrolifera.

In un comunicato la compagnia petrolifera statale dell’Ecuador spiega che «Di fronte al blocco che mantiene la comunità del Quichua El Edén e che impedisce il libero movimento di ingresso al Bloque 12 Edén – Yuturi, operato da EP Petroecuador e ubicato nella provincia de Orellana, l’impresa pubblica ha sollecitato l’appoggio logistico delle Fuerzas Armadas per effettuare Il ricambio del personale tecnico e l’approvvigionamento di cibo e materie prime, al fine di mantenere il funzionamento di questo importante giacimento petrolifero, evitando così perdite economiche per il Paese. Il blocco è iniziato lunedì 10 maggio 2021 e nonostante si mantengano costanti contatti per raggiungere accordi con la comunità, non è stato raggiunto un consenso. Aspetto che è stato notificato a norma di legge alle autorità competenti. Inoltre, è stato richiesto il supporto delle Forze Armate, al fine di effettuare i rifornimenti necessari al mantenimento dell’operatività, che saranno effettuati per via aerea, tramite elicotteri. Tale attività mira a garantire la tranquillità, la pace e l’ordine pubblico e sarà svolta nel pieno rispetto della Costituzione e delle leggi vigenti, nonché in costante coordinamento con l’ente preposto alla salvaguardia e alla tutela dell’integrità delle strutture ritenute strategiche. La produzione del Bloque 12 è di 28.462 bppd (barili di petrolio al giorno), inoltre, negli stabilimenti centrali di produzione, EPF, viene lavorato il greggio dei Bloques 31 e 43, raggiungendo un volume di 89.654 bppd».

Dallo scorso 10 maggio la comunità ha paralizzato l’accesso al Blocco 12 Edén – Yuturi, con una protesta pacifica chiamata a chiedere il rispetto degli accordi.

Come indicato in un comunicato ufficiale, i contatti sono mantenuti con gli abitanti, ma “non è stato possibile raggiungere un consenso. Come è noto, rivendicherebbero somme dovute per sette mesi per l’assunzione di servizi e lavoratori.

I Quichua El Edén  chiedono il rispetto degli accordi e, dopo essersi opposti alla realizzazione di impianti petroliferi – ed essersi scontrati su questo anche con la sinistra che inizialmente li appoggiava – ora chiedono risarcimenti e assunzione di indigeni negli impianti, come è era stato promesso dal governo.

Nella regione amazzonica dell’Ecuador vivono comunità indigene che formano più di 250 micro-nazioni indigene riconosciute dalla Costituzione ecuadoriana. Algunas di queste culture,  come Siona, Secoya, Cofán, Shuar, Záparo, Huaorani, Ashuar e Quichua, sono state protagoniste delle rivolte indigene contro l’ex presidente Lenín Moreno, eletto dalla sinistra e poi trasformatosi in un alfiere delle politiche neoliberiste basate sullo sfruttamento delle risorse petrolifere. Alcune comunità indigene dell’Ecuador sono riuscite a impedire l’estrazione di petrolio e gas e amministrano attività ecoturistiche come alternativa all’emigrazione e al lavoro negli impianti petroliferi.

Intanto, in parlamento a Quito si sta tentando un accordo tra il partito degli indios Pachakutik e la maggioranza di Lasso: Guadalupe Llori è stata eletta – con 71 voti su 137 – presidente dell’Asamblea Nacional con l’appoggio del partito Creando Oportunidades (CREO) del presidente Guillermo Lasso, di Izquierda Democrática (ID) e di deputati indipendenti. La Llori non è stata invece votata dall’altro partito che ha appoggiato Lasso: il Partido Socialcristiano (PSC).

Nel suo discorso di accettazione, la Llori ha detto che il  nuovo governo di centyro-destra di Lasso  «Deve garantire la governabilità perché prevalga la democrazie, il che implica la diversità di visioni e opinioni< però con lo stesso obiettivo: lo sviluppo del Paese».