Il Covid-19 sta rallentando, ma non bloccando, la crescita delle energie rinnovabili

Per il 2021 si prevede una ripresa, ma c’è bisogno di politiche che diano certezze agli investitori

[21 Maggio 2020]

Secondo il rapporto “Renewable Market Update – Outlook for 2020 and 2021” appena pubblicato dall’International energiy aagency, (Iea)  a causa della pandemia di Covid-19 nel mondo nel 2020 si costruiranno meno pale eoliche, pannelli solari e altri impianti che producono elettricità rinnovabile e per le energie rinnovabili questo sarà il primo declino annuale di nuova potenza aggiunta negli ultimi 20 anni. Presentando il rapporto, il direttore esecutivo dell’Iea, Fatih Birol, ha detto che «La resilienza dell’elettricità rinnovabile agli impatti della crisi di Covid-19 è una buona notizia, ma non può essere data per scontata. I Paesi continuano a costruire nuove turbine eoliche e impianti solari, ma a un ritmo molto più lento. Anche prima che la pandemia di Covid-19 lo colpisse, il mondo avrebbe dovuto accelerare significativamente l’impiego delle energie rinnovabili per avere la possibilità di raggiungere i suoi obiettivi in materia di energia e clima. In mezzo alle straordinarie sfide sanitarie ed economiche di oggi, i governi non devono perdere di vista il compito essenziale di intensificare le transizioni energetiche pulite per permetterci di uscire dalla crisi su un percorso sicuro e sostenibile».

Ma l’Iea è convinta che già nel 2021 la realizzazione di impianti di energie rinnovabili dovrebbe riprendere a crescere  perché la maggior parte dei progetti che stanno subendo ritardi entrerà in linea e proseguiranno le politiche governative di sostegno.

Il rapporto evidenzia che «Le fonti di energia rinnovabile hanno finora mostrato una capacità di resilienza impressionante nonostante i blocchi e i cambiamenti causati dalla pandemia di coronavirus, con la loro quota del mix di elettricità che è in aumento in molti mercati. Ma il mondo è destinato ad aggiungere 167 gigawatt (GW) di capacità di energia rinnovabile quest’anno, il 13% in meno rispetto al 2019». Un rallentamento che riflette i ritardi nell’attività di costruzione dovuti alle interruzioni della catena di approvvigionamento, ai blocchi e alle misure di distanziamento sociale, nonché alle sfide emergenti per i finanziamenti. Ma l’Iea fa notare che «Nonostante il rallentamento delle nuove aggiunte, la capacità complessiva di energia rinnovabile globale crescerà ancora del 6% nel 2020, superando la capacità di potenza totale del Nord America e dell’Europa messe insieme».

Per il 2021 ci dovrebbe essere una netta ripresa della costruzione di nuovi impianti, con un forte aumento delle energie rinnovabili grazie anche all’entrata in servizio parziale di due mega progetti idroelettrici in Cina. «Ma  – dice ancora il rapporto – nonostante il rimbalzo, la crescita per il 2020 e il 2021 messi insieme dovrebbe essere inferiore del 10% rispetto a quanto l’Iea aveva precedentemente previsto, prima dell’epidemia di coronavirus».

Quasi tutti i mercati maturi sono interessati da questo ribasso, ad eccezione degli Stati Uniti dove gli investitori si stanno affrettando a finire i progetti prima della scadenza dei crediti d’imposta. Dopo una crescita eccezionale dell’anno scorso, in Europa l’aggiunta di nuova energia rinnovabile nel 2020 dovrebbero essere un terzo rispetto all’anno scorso, il più grande declino annuo dal 1996. Per il 2021si prevede una parziale ripresa.

Il solare fotovoltaico rappresenta oltre la metà dell’espansione prevista dell’energia rinnovabile nel 2020 e nel 2021, ma le sue aggiunte diminuiscono da 110 GW nel 2019 a poco più di 90 GW nel 2020. L’iea prevede che i grandi progetti fotovoltaici riprenderanno nel 2021, «Ma è improbabile che gli impianti nel complesso superino i livelli del 2019. Ciò è dovuto a una ripresa significativamente più lenta del fotovoltaico distribuito, mentre le famiglie e le piccole imprese esaminano i piani di investimento». Quest’anno, i ritardi dell’entrata in servizio causati dalla crisi del Covid-19 hanno rallentato il ritmo di costruzione degli impianti eolici onshore, ma il calo dovrebbe essere per lo più compensato nel 2021, dato che la maggior parte dei progetti in cantiere sono già finanziati e in costruzione. «Tuttavia – fa notare l’Iea – permangono incertezze sui progetti che avevano pianificato di ottenere i loro finanziamenti quest’anno e di diventare operativi l’anno prossimo».

Nel 2020  e 2021, l’impatto della crisi sugli impianti eolici offshore dovrebbe essere limitato perché i progetti eolici offshore richiedono periodi di costruzione più lunghi di quelli onshore.

Il Rapporto evidenzia che «All’inizio di quest’anno, le energie rinnovabili si trovavano già ad affrontare sfide in diversi mercati in termini di finanziamento, incertezza delle politiche e integrazione nella rete. Il Covid-19 sta ora intensificando tali preoccupazioni. Tuttavia, i governi hanno l’opportunità di invertire questa tendenza facendo degli investimenti nelle energie rinnovabili una parte fondamentale dei pacchetti di stimolo progettati per rinvigorire le loro economie. La priorità dovrebbe essere data ai settori che offrono opportunità tempestive per creare posti di lavoro e attività economiche, sviluppando al contempo sistemi energetici più efficienti e resilienti e riducendo le emissioni. Questo include un focus sugli edifici e sui trasporti, che sosterrebbero allo stesso tempo sia le energie rinnovabili che l’efficienza energetica».

Il rapporto fa notare che «L’impatto della pandemia di coronavirus sulle energie rinnovabili va ben oltre il settore dell’elettricità. Le transizioni di successo verso l’energia pulita richiederanno anche la decarbonizzazione del resto dell’economia, compresi i carburanti per i trasporti e il riscaldamento degli edifici. La crisi del Covid-19 ha cambiato radicalmente il contesto globale dei biocarburanti, che sono un elemento chiave nel passaggio a trasporti più sostenibili. Il forte calo della domanda di benzina e gasolio danneggia anche il consumo di biocarburanti dovuto alle politiche che impongono ai fornitori di mischiare una serie di biocarburanti con combustibili fossili per i trasporti. La produzione di biocarburanti per il trasporto dovrebbe contrarsi del 13% nel 2020. Se si verificasse un rimbalzo della domanda di carburante da trasporto nel 2021, la produzione di biocarburanti potrebbe tornare ai livelli del 2019, ma ciò sarebbe ancora inferiore alle previsioni pre-pandemiche dell’Iae».

Nel  2020 è destinato a diminuire anche il consumo di energie rinnovabili per il riscaldamento. L’Iea sottolinea che «Il recente crollo dei prezzi del petrolio e del gas sta danneggiando la competitività dei costi dei combustibili rinnovabili e delle tecnologie che per il riscaldamento. Molti investimenti pianificati per passare dal riscaldamento a combustibile fossile alle alternative rinnovabili o elettriche saranno probabilmente rinviati o annullati, a meno che i governi non introducano un sostegno politico più forte».

Birol conclude: «La spettacolare crescita e la riduzione dei costi delle energie rinnovabili negli ultimi due decenni sono state una grande storia di successo per i mercati energetici globali, guidata sia dall’innovazione tecnologica che delle politiche. Ma il continuo calo dei costi non sarà sufficiente a proteggere le energie rinnovabili da una serie di incertezze che vengono esacerbate dal Covid-19. Questo sottolinea l’importanza fondamentale di avere pacchetti di stimolo e strategie politiche giusti per garantire la fiducia degli investitori nei mesi e negli anni a venire».