Nel 2021 le emissioni globali di CO2 legate all’energia aumenteranno di 1,5 miliardi di tonnellate

Rapporto Iea: sarà il secondo più grande aumento della storia. Le rinnovabili raggiungeranno il 30% del mix elettrico globale

[21 Aprile 2021]

Mentre il mondo entra nel secondo anno della pandemia di Covid-19, la nuova  Global Energy Review 2021 dell’International energy agency (Iea) valuta la direzione presa dalla domanda di energia e dalle emissioni di anidride carbonica per l’anno in corso e averte che «Le emissioni globali di anidride carbonica legate all’energia sono in procinto di aumentare di 1,5 miliardi di tonnellate nel 2021 – il secondo aumento più grande nella storia – invertendo la maggior parte del declino dello scorso anno causato dalla pandemia di Covid-19». Si tratterebbe del più grande aumento annuale delle emissioni dal 2010, avvenuto durante la ripresa dalla crisi finanziaria globale che è stata ad alta intensità di carbonio.

Sulla base degli ultimi dati nazionali di tutto il mondo e dell’analisi in tempo reale delle tendenze di crescita economica e dei nuovi progetti energetici che sono pronti per essere messi in rete, il rapporto Iea stima che «Quest’anno Le emissioni di CO2 aumenteranno di quasi il 5% , fino a 33 miliardi di tonnellate» e la spinta principale a questa crescita verrà dalla domanda di carbone, che dovrebbe crescere del 4,5%, superando il livello del 2019 e avvicinandosi al suo massimo storico dal 2014, con il settore elettrico che rappresenta i tre quarti di questo aumento. Ind somma, tutto il contrario di quanto chiesto dall’Accordo di Parigi e di quanto si erano impegnati a fare i governi di tutto il mondo.

Il direttore esecutiva dell’Iea, Fatih Birol, conferma: «Le emissioni globali di carbonio quest’anno dovrebbero aumentare di 1,5 miliardi di tonnellate a causa della ripresa dell’uso del carbone nel settore energetico. Questo è un terribile avvertimento sul fatto che la ripresa economica dalla crisi Covid è attualmente tutt’altro che sostenibile per il nostro clima. A meno che i governi di tutto il mondo non si muovano rapidamente per iniziare a ridurre le emissioni, è probabile che nel 2022 ci troveremo di fronte a una situazione ancora peggiore. Il Leaders Summit on Climate ospitato dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden questa settimana è un momento critico per impegnarci a intraprendere un’azione chiara e immediata, prima della COP26 a Glasgow».

Ma i dati del rapporto sono impietosi: nel 2021 la domanda globale di energia è destinata ad aumentare del 4,6%, trainata dai mercati emergenti e dalle economie in via di sviluppo, portandola al di sopra del livello del 2019. L’Iea dice che «Nel 2021 la domanda di tutti i combustibili fossili è destinata a crescere in modo significativo, con il carbone e il gas destinati a superare i livelli del 2019. Anche il petrolio è in forte ripresa, ma dovrebbe rimanere al di sotto del picco del 2019, poiché il settore dell’aviazione resta sotto pressione».

Nonostante l’accelerazione della domanda di energie pulite, il previsto aumento dell’uso del carbone fa impallidire quello delle energie rinnovabili. Oltre l’80% della crescita della domanda di carbone prevista nel 2021 dovrebbe provenire dall’Asia, guidata dalla Cina. Anche l’uso del carbone negli Usa e nell’Unione europea è destinato ad aumentare, ma rimarrà ben al di sotto dei livelli pre-crisi.

Nel 2021, la produzione di elettricità da fonti rinnovabili dovrebbe aumentare di oltre l’8%,  rappresentando oltre la metà dell’aumento della fornitura complessiva di elettricità a livello mondiale. Il contributo maggiore a questa crescita viene dal solare e dall’eolico, che potrebbero segnare il loro più grande aumento annuale nella storia. Il rapporto prevede che «La produzione di elettricità dall’eolico crescerà di 275 terawattora, pari a circa il 17%, rispetto allo scorso anno», mentre «La produzione di elettricità dal solare fotovoltaico aumenterà di 145 terawattora, quasi il 18% rispetto allo scorso anno. La loro produzione combinata dovrebbe raggiungere più di 2800 terawattora nel 2021».

Quest’anno, le energie rinnovabili dovrebbero fornire il 30% della produzione di elettricità in tutto il mondo, la quota maggiore nel mix energetico dall’inizio della rivoluzione industriale, nel 2019 la quota di rinnovabili era poco sotto il  27%. Ancora una volta, sarà la Cina a rappresentare la metà dell’aumento globale di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, seguita da Usa, Unione Europea e India.