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Clima, Coldiretti segnala danni per oltre 20 miliardi nei campi: «Serve una svolta nella gestione delle acque»

Il dato riguarda gli effetti dei cambiamenti climatici, tra siccità e inondazioni, negli ultimi quattro anni. L’associazione, che pure lancia l’allarme, continua però a dire no ai pannelli fotovoltaici a terra e ad altre misure per la transizione
 |  Agricoltura moda turismo

I danni causati dalla crisi climatica sono al centro della mobilitazione di Coldiretti, che alla Fiera di Bologna ha riunito vertici dell’associazione, membri del governo e cinquemila agricoltori provenienti da tutta Italia. Tra siccità e alluvioni, è stato segnalato, negli ultimi quattro anni l’agricoltura ha subito danni per oltre 20 miliardi di euro. «Una tendenza destinata a pesare anche nel 2026, dopo i quasi 2.800 eventi estremi registrati lo scorso anno tra nubifragi, tempeste e ondate di calore, oltre un quarto di quelli rilevati in Europa», scrive in una nota Coldiretti sottolineando che i cambiamenti climatici e gli eventi meteo estremi da essi causati costituiscono «una minaccia diretta per il Made in Italy agroalimentare che, nella sola Emilia Romagna – cuore della Food Valley – vale oltre 37 miliardi di euro».

I presenti alla Fiera di Bologna hanno sottolineato questi problemi e applaudito il ministro Lollobrigida che è andato nel capoluogo dell’Emilia Romagna a rivendicare quanto fatto dal governo, ma né i vertici dell’associazione né il titolare dell’Agricoltura hanno fatto mea cupa sulle posizioni e sulle politiche tese a combattere quella stessa crisi climatica di cui si è discusso. Coldiretti e governo sono infatti allineati nel contrastare le misure volte a garantire tempi rapidi per la transizione verde. «No al fotovoltaico a terra, la transizione energetica si fa senza consumare suolo agricolo», è solo uno degli ultimi slogan sventolati da Coldiretti, che pure ha applaudito a un decreto Agricoltura di cui fin dall’inizio le associazioni ambientaliste avevano invece evidenziato tutte le criticità e contraddizioni.

E ora la contraddizione si fa evidente anche rispetto alle posizioni della stessa associazione di agricoltori, che da un lato evidenziano i danni provocati dalla crisi climatica, mentre dall’altro si dicono contrari ai pannelli fotovoltaici sui campi, e questo quando diversi studi hanno mostrato che basta l’1% della superficie agricola Ue per avere capacità fotovoltaica di 944 GW entro il 2030.

Tra gli altri argomenti affrontati nel corso dell’appuntamento a Bologna, è stato sottolineato che per garantire acqua e sicurezza idrogeologica bisogna realizzare «un grande piano invasi con sistemi di pompaggio, per raddoppiare la raccolta di acqua piovana, ridurre il rischio di esondazioni e produrre energia pulita». Per Coldiretti si tratta di «una priorità strategica, considerando che il 41% del valore aggiunto agricolo nazionale deriva da produzioni irrigue».

Redazione Greenreport

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