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Anche il vino ha bisogno della neve

Inverni caldi rischiano di compromettere la produzione
 |  Agricoltura moda turismo

Se il proverbio dice “sotto la neve pane”, a testimoniare dell’importanza dell’alternanza delle stagioni e di tutte le sue componenti – neve e freddo compresi –, una ragione c’è e non vale solo per il grano. Anche la vite ha bisogno di un periodo di freddo invernale e anche di regolari nevicate, almeno nelle zone collinari. Eventi sempre più rari: negli ultimi dieci anni l’Italia ha registrato un drastico calo di precipitazioni nevose che nel 2023 ha raggiunto addirittura -63% rispetto alle medie storiche, un po' meglio nel 2025 ma siamo sempre sotto del 57%.

Analogamente sono aumentate le temperature anche invernali con un'accelerazione del riscaldamento che supera la media globale. Gli inverni si sono trasformati in stagioni sempre più miti, caratterizzate da una riduzione drastica dei giorni di gelo e della nevosità. Gli effetti sull’agricoltura si sono fatti sentire non solo per la crisi idrica conseguente ma anche proprio per la mancanza di quel periodo di freddo invernale che in agricoltura risulta indispensabile.

Lo conferma Edoardo Mottini Jacorossi, ceo di un’importante azienda vinicola toscana. Fattoria Talosa si trova sulle colline di Montepulciano con vigneti a un’altezza superiore ai 400 metri e Jacorossi ha assistito al fenomeno dei cambiamenti climatici cercando, con metodi naturali, di fronteggiarne gli effetti. “Fino a dieci anni fa – dice – era regolare avere più di una nevicata sulle nostre vigne ora è un evento rarissimo, in compenso sono aumentate le grandinate e le estati torride”.

Ma perché il freddo è così importante per la vite? Prima di tutto perché permette alla pianta di completare il suo ciclo vitale, che prevede appunto in inverno una fase “dormiente”, e poi per un’operazione di pulizia. Il freddo riduce drasticamente gli insetti nocivi e i microorganismi patogeni e ostacola lo sviluppo di funghi e muffe riducendo la necessità di trattamenti chimici all'inizio della stagione successiva. Ma in assenza del freddo qualcosa bisognerà pur fare.

“Noi veniamo da una lunga esperienza di lotta integrata – dice Jacorossi –, abbiamo sviluppato la capacità di vivere a contatto con la vigna giorno per giorno ma intervenendo solo quando necessario. Non facciamo nemmeno il ricorso all’irrigazione di soccorso ma lavoriamo in modo preventivo”. Un po' di tecnologia aiuta: una sofisticata colonnina meteorologica dotata di un sistema di monitoraggio guida la bagnatura fogliare e ottimizza il controllo ambientale dei vigneti e poi lavoro preventivo in vigna per agevolare la raccolta delle piogge e limitarne i danni quando queste sono eccessive. L’azienda ha terminato periodo di conversione ed è ufficialmente Bio dalla vendemmia 2024.

Maurizio Izzo

Giornalista, responsabile comunicazione di una azienda che si occupa di produzioni video, organizzazione di eventi, multimedia. Ho prodotto numerosi documentari sulla cooperazione internazionale.