
Il turismo fa i conti coi cambiamenti climatici

“Ondate di calore, siccità, incendio e scarsità idrica stanno modificando l'operatività delle imprese, la fruibilità delle destinazioni e le scelte dei viaggiatori”. L’ultimo rapporto sull’enoturismo italiano a cura di Roberta Garibaldi (ex amministratrice delegata dell’Ente nazionale italiano per il turismo) e docente di Tourism Management all’Università degli Studi di Bergamo) contiene un focus sugli effetti che i cambiamenti climatici hanno sulle attività e sulle scelte dei turisti. Aumento dei costi, crisi idrica, disastri ambientali costringono gli operatori a fronteggiare situazioni mai viste.
Come sul Danubio, dove sono state sospese le crociere a causa dell’abbassamento dei livelli dell’acqua del fiume che già aveva visto una nave con 180 passeggeri a bordo arenarsi. Questo mentre Louvre e Torre Eiffel anticipano la chiusura a causa del caldo e Londra sospende la cerimonia del cambio della guardia. A Porto Rico sono dovuti ricorrere a un piano speciale di assistenza alle strutture turistiche rimaste senza acqua distribuendo oltre 600.000 galloni di acqua ad alberghi e attività turistiche. Il governo del Messico ha annunciato un investimento superiore a 2 miliardi di pesos, circa 115 milioni di dollari, per rafforzare il contrasto all'arrivo record del sargasso - un'alga bruna che galleggia in grandi quantità sulla superficie dell'acqua - lungo le coste caraibiche. Nel 2026 i livelli registrati risultano circa quattro volte quelli dell'anno precedente.
Tutto questo mentre a causa di stagioni sempre più calde servizi che fino a qualche anno fa potevano essere considerati accessori ora diventano “componente essenziale dell’offerta alberghiera europea”. Impensabile insomma pensare di gestire una struttura alberghiera che non sia dotata di aria condizionata o di piscina nelle località turistiche. Ma sono, anche, questi servizi a mettere in difficoltà il sistema generale e quando si arriva a razionare l’acqua è difficile non considerare uno spreco il diffondersi di piscine. “Per le strutture ricettive diventano centrali, si legge nel rapporto, isolamento e schermature solari, ventilazione naturale, sistemi HVAC intelligenti, fonti rinnovabili, aperture serali e riprogrammazione delle attività nelle ore più fresche”.
“Durante il mio incarico all'ENIT – conclude Roberta Garibaldi – avevo proposto un piano strategico di medio-lungo periodo per analizzare impatti e definire azioni in previsione del cambiamento climatico: allora poteva sembrare anticipatorio, ma oggi il clima è una variabile centrale nella pianificazione del settore”.




