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Governare il cambiamento: la Toscana verso le città spugna

Il nuovo studio della Fondazione EWA verrà presentato venerdì 6 marzo all’Istituto Europeo di Design, all’interno del convegno promosso da Anci Toscana con Plures Alia: ecco come partecipare
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Il cambiamento climatico sta già trasformando le nostre città, con eventi meteo estremi in aumento del +526% su suolo italiano nell’ultimo decennio. Tra questi ci sono le alluvioni, con precipitazioni sono intense, concentrate e imprevedibili, creando nuovi rischi soprattutto per le popolazioni residenti nelle pianure alluvionali. Tra gli eventi catastrofici più recenti spicca l’alluvione che si è abbattuta sulla Toscana centrale nell’autunno 2023, lasciandosi alle spalle 8 morti e danni per almeno 2,7 miliardi di euro.

I fondi per la messa in sicurezza ancora non ci sono: nonostante la dichiarazione d’emergenza nazionale, dal Governo sono arrivati 130 milioni di euro per le opere di riduzione del rischio residuo, a fronte di un fabbisogno stimato dalla Regione pari a 1,1 miliardi di euro. Ecco che per provare a colmare i gap dove possibile scendono in campo le realtà locali, con un’ottica che punta a superare la logica emergenziale significa investire in prevenzione, progettazione e visione di lungo periodo.

È in questo contesto che la Fondazione EWA - Earth and Water Agenda ha sviluppato uno studio sul modello della città spugna: un approccio integrato che unisce adattamento climatico, rigenerazione urbana e gestione sostenibile delle acque. Verrà presentato venerdì 6 marzo a Firenze nell’ambito del convegno “Governare il cambiamento – Adattamento climatico, rigenerazione urbana e città spugna”, promosso da Anci Toscana con Plures Alia, all’Istituto Europeo di Design (Via Bufalini 6/R).

Per partecipare (gratuitamente) è sufficiente registrarsi, qui: https://www.eventbrite.it/e/governare-il-cambiamento-tickets-1982444287229

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.