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Il consumo di suolo avanza (troppo) veloce a Carrara: il punto con Legambiente

A partire dai dati Ispra, mercoledì 11 marzo alle 17:30 è in programma una conferenza-dibattito nella sala conferenze di Palazzo Binelli
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«Il Rapporto ISPRA-SNPA 2025 sul consumo del suolo, la nuova direttiva UE e lo "strano caso" del territorio di Carrara» sono i temi della conferenza-dibattito in programma mercoledì 11 marzo, alle 17:30, nella sala conferenze di Palazzo Binelli (Via Verdi 7 – Carrara).

Organizzata dal circolo Legambiente Carrara, l’occasione si preannuncia particolarmente interessante e qualificata per la presenza di Michele Munafò, dirigente ISPRA e responsabile del Servizio per il Sistema Informativo Nazionale Ambiente, dottore di ricerca in tecnica urbanistica e ingegnere per l’ambiente e il territorio, che dei rapporti nazionali su consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici è responsabile scientifico. Proprio per la fondamentale importanza del suolo, ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e SNPA - Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, monitorano continuamente il consumo di suolo, cioè la trasformazione irreversibile di terre naturali in superfici artificiali, e pubblicano ogni anno i Rapporti che fotografano, purtroppo, un fenomeno in continua crescita.

A Stefano Donati, del direttivo di Legambiente Toscana, è invece affidato il compito di un focus sul territorio, con particolare riguardo alla situazione carrarese dove la percentuale di suolo consumato raggiunge il 30% (per un raffronto: la vicina Massa registra circa il 20%), per approfondire i dati locali, indicare i rischi e ipotizzare possibili soluzioni, dalle aree urbane fino alle aree interne, collinari ed estrattive per proteggere questa risorsa essenziale, iniziando a invertire la tendenza alla crescita ed avviare progetti di ripristino o almeno mitigazione.

a cura di Legambiente Carrara

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.