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Religione e ragione, storia di un amore infranto a partire da Darwin

Il circolo Uaar di Livorno apre le porte all’antropologo Riccardo Cruzzolin, per la conferenza (gratuita) in agenda venerdì 13 marzo alle 17
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Un confronto pubblico sul rapporto tra fede e razionalità, letto attraverso uno snodo storico che ha cambiato per sempre il modo di guardare al mondo: l’arrivo della teoria dell’evoluzione di Charles Darwin. È il tema della conferenza-dibattito “Religione e ragione: storia di un amore infranto”, organizzata dal circolo UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) di Livorno, in programma venerdì 13 marzo alle ore 17:00 al circolo Carli, in via di Salviano 542.

Relatore dell’incontro sarà Riccardo Cruzzolin, ricercatore in antropologia culturale all’Università di Perugia, chiamato a ripercorrere come l’opera di Darwin abbia segnato il passaggio da una visione del mondo “incentrata unicamente su di un divino atto creativo” a una prospettiva che, almeno sul piano scientifico, può anche prescinderne. Un passaggio che, secondo l’impostazione dell’appuntamento, ha avuto conseguenze profonde non solo sul dibattito culturale, ma anche sulla società e sul percorso verso la laicità delle istituzioni, mettendo in crisi le visioni religiose tradizionali.

La conferenza propone però anche un ritorno indietro, per capire meglio la frattura: diventa infatti interessante rievocare quei momenti della storia del cattolicesimo pre-darwiniano in cui conciliare religione e ragione era considerato perfettamente lecito e quasi universalmente accettato. Da lì, l’obiettivo è provare a ragionare su uno dei temi più “spinosi” del dibattito contemporaneo, riflettendo sul rapporto tra fede e razionalità alla luce delle nuove sensibilità e conoscenze maturate dopo la rivoluzione scientifica darwiniana.

L’iniziativa è a ingresso gratuito e si inserisce nel calendario di appuntamenti del circolo UAAR livornese dedicati al confronto culturale e alla discussione pubblica, con uno spazio finale pensato per il dibattito con il pubblico.

Redazione Greenreport

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