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Ecco il programma degli appuntamenti, il 22 e 23 maggio

Reclaim, il primo Festival Cospe si fa in quattro: a Firenze, Bologna, Cape Town e Cali

Meli: «In molti contesti, le giovani generazioni stanno già costruendo forme diverse di convivenza, giustizia e cura. Sono questi i semi di speranza che vogliamo rendere visibili»
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Rivendicare, riprendersi, recuperare. In una parola, Reclaim. È il titolo scelto per la prima edizione del Festival Cospe, in programma il 22 e 23 maggio 2026 in contemporanea a Firenze, Bologna, Cape Town e Cali: quattro città in dialogo, due giorni di incontri e oltre 50 ospiti per riportare al centro del dibattito pubblico periferie, attivismi, movimenti di liberazione, realtà solidali ed ecologiste troppo spesso marginalizzate.

A Firenze il Festival si svolgerà tra Impact Hub, in via Panciatichi 16, e Spazio Alfieri, in via dell’Ulivo 8. Tra gli ospiti attesi figurano i giornalisti Cecilia Sala e Marco Damilano, Giammarco Sicuro, Veronica Fernandes, il cooperante Alberto Trentini, l’attrice Margherita Vicario e la divulgatrice ambientale Silvia Moroni.

L’inaugurazione è in programma venerdì 22 maggio alle 16.30 a Impact Hub, con sindaci e rappresentanti istituzionali delle quattro città collegati in una staffetta ideale tra territori uniti dall’impegno di Cospe. A seguire, il panel Dalle periferie al Mondo: la generazione che protesta, con un’intervista alla giornalista Cecilia Sala a cura di Sabika Shah Povia e gli interventi di attivisti e attiviste da Marocco, Serbia e Iran, tra cui Atusa Karbashi, rappresentante dell’associazione I participate. La serata, realizzata nell’ambito dei progetti europei YOU(th) care for change e W Star, si chiuderà con l’intervento dell’assessora alla Cultura della Regione Toscana, Cristina Manetti.

Sabato 23 maggio, sempre all’Impact Hub, la giornata si aprirà alle 10 con la rassegna stampa Mappamondi live: Sudafrica la nazione arcobaleno, a cura di Giammarco Sicuro e Veronica Fernandes. In collegamento da Cape Town interverrà Paolo Israel, docente ed esperto di storia sudafricana, insieme a Dino Lorimer del Nelson Mandela Forum di Firenze e a Jean Leonard Toudi, politico, accademico e giornalista.

Subito dopo sarà la volta di No planet B, panel dedicato ad ambiente e consumo critico, con giovani attiviste impegnate sul cambiamento climatico come Chloe Bertini, ex Ultima Generazione, Silvia Moroni e Alice Pomiato, con i contributi video di Vanessa Nakate, militante Fridays for Future dell’Uganda, e François Kamate Kasereka, attivista congolese e Premio Alex Langer 2026. A moderare sarà Niura Biuzzi, inviata della trasmissione Rai Indovina chi viene a cena. Il panel è organizzato nell’ambito del progetto Cospe Gov4greenmed.

Nel pomeriggio, dalle 15 alle 17, l’incontro Legámi: dal quartiere al mondo metterà in collegamento Firenze con Cali, in Colombia, per un confronto tra periferie urbane, complessità sociali ed energie creative capaci di trasformare i margini in motori di innovazione e cambiamento. Tra gli ospiti sono previsti Davide Cerullo, operatore dell’Albero delle Storie di Scampia, ed Ernesto Pagano, scrittore e regista, autore del podcast Da grande, dedicato ai giovani stranieri non accompagnati. Dalla Colombia interverranno Luisa Quiceno, videomaker e comunicatrice di Cospe, e Kike Riaskos, presidente della Fondazione Palma Chonta, partner del progetto Acordes de paz. In questa occasione saranno assegnati i premi ReClaim 2026 al Comitato Tanucci Piazza Aperta e alla Fondazione Palma Chonta.

A seguire, Prendersi spazio, costruire cura metterà a confronto The Care Network Firenze, l’assessora alle Politiche giovanili del Comune di Firenze Letizia Perini, il consigliere regionale e coordinatore di GiovaniSì Bernard Dika e Gea Scancarello del Forum Disuguaglianze e Diversità. Al centro, la domanda su come costruire una città più equa, accogliente e capace di prendersi cura di chi la abita.

Dalle 20.30 il Festival si sposterà allo Spazio Alfieri per l’evento conclusivo Restare umani: storie di cooperazione e resistenza, con Alberto Trentini intervistato da Marco Damilano, letture, performance e musiche in solidarietà e sostegno al popolo palestinese. Tra gli ospiti Mariano Gallo, in arte Priscilla, Margherita Vicario, Daniela Morozzi, gli operatori umanitari Gennaro Giudetti e Youssef Hamdouna, e i musicisti Emad Shuman e Georgio Al-Bandak. Durante la serata sono previsti collegamenti da Gaza con Mohamed Al Essi, direttore artistico della Theater Day Production, e con Wesam Hamada, madre di Hind Rajab.

«Un numero zero che nasce in un periodo storico di profonda incertezza, in cui i diritti fondamentali e il diritto internazionale sono violati ad ogni latitudine – ha detto Anna Meli, presidente COSPE – Un tempo in cui le identità e i corpi non conformi vengono negati o minacciati, gli spazi di dissenso si restringono e la crisi climatica si intreccia con modelli economici estrattivi e diseguali. In questo scenario, il Festival sceglie di partire dalle pratiche, dai linguaggi e dalle visioni delle giovani generazioni che, in molti contesti, stanno già costruendo forme diverse di convivenza, giustizia e cura. Sono questi i semi di speranza che vogliamo rendere visibili e mettere in relazione, per aprire spazi concreti di trasformazione».

Il Festival ha il patrocinio del Comune di Firenze, della Regione Toscana, del Comune di Bologna e della Regione Emilia-Romagna, e si svolge con il sostegno di Europe Direct Firenze, Unione europea e Fondazione CR Firenze, insieme a una rete di collaborazioni che comprende il Festival dello sviluppo sostenibile di Asvis, la Fondazione Raggio di Luce, il Centro di salute globale, il Forum Disuguaglianze e Diversità e la Fondazione dei giornalisti dell’Emilia-Romagna.

Tutti gli eventi sono a ingresso libero fino a esaurimento posti, tranne quelli segnalati con prenotazione obbligatoria. L’evento finale prevede una donazione al momento dell’iscrizione: i proventi saranno destinati interamente a Theater Day Production, compagnia teatrale di Gaza e partner di Cospe.

teatro cospe GAZA7

Redazione Greenreport

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