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Dalla crisi climatica alla transizione ecologica, dall’agroecologia alla legalità: a Rispescia una grande comunità di confronto e cambiamento

Festambiente 2026, oltre 20mila persone in Maremma per costruire il futuro

Il festival nazionale di Legambiente chiude la 38ª edizione con una grande risposta di pubblico: cinque giorni di incontri, cultura, musica, sport e buone pratiche. Oltre 5mila bambine e bambini coinvolti nelle attività di educazione ambientale, più di 100 incontri, oltre 200 aziende della green economy e più di 30 parchi e aree protette protagonisti della manifestazione
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Si è chiusa ieri, domenica 9 agosto, a Rispescia, nel cuore della Maremma, la 38ª edizione di Festambiente, la manifestazione nazionale di Legambiente dedicata all’ambiente, alla cultura e alla sostenibilità. Cinque giornate, dal 5 al 9 agosto, che hanno portato negli spazi del festival e nelle iniziative di Aspettando Festambiente, realizzate in diverse realtà della provincia di Grosseto, oltre 20mila persone, coinvolgendo pubblici diversi e mettendo al centro confronto, partecipazione, musica, cultura, sport e buone pratiche.

Un risultato che non si misura soltanto nelle presenze, spiegano gli organizzatori, ma anche nella capacità della manifestazione di creare occasioni di incontro e confronto su alcune delle principali sfide del presente: dalla crisi climatica alla transizione ecologica, dall’agroecologia all’agrivoltaico, dalla legalità alla tutela della biodiversità, dal turismo sostenibile alla finanza etica, fino alla valorizzazione dei territori e delle aree protette.

«Questa edizione di Festambiente ci consegna un risultato importante e, soprattutto, una grande energia – dichiara Angelo Gentili, coordinatore di Festambiente e componente della segreteria nazionale di Legambiente – Abbiamo visto ancora una volta quanto sia forte il desiderio delle persone di incontrarsi, confrontarsi e conoscere esperienze concrete capaci di indicare una strada diversa. Il successo di Festambiente non sta soltanto nei numeri, ma nella qualità delle relazioni che si sono create, nella partecipazione e nella capacità di parlare a generazioni e mondi differenti. È questa la nostra idea di festival: un luogo nel quale l’impegno ambientalista incontra la cultura, la musica, lo sport, l’informazione e la socialità e nel quale la sostenibilità diventa qualcosa di concreto, vicino alla vita quotidiana».

Il programma ha attraversato alcuni dei temi centrali dell’agenda ambientale e sociale, mettendo in dialogo istituzioni, associazioni, imprese, ricercatori, amministratori e rappresentanti della società civile. Sono stati 100 gli incontri e i dibattiti organizzati durante la manifestazione, occasioni di approfondimento e confronto dedicate alle trasformazioni necessarie per affrontare la crisi climatica e costruire un modello di sviluppo più sostenibile, giusto e competitivo.

Tra i momenti più significativi anche quello dedicato alla legalità, con la presenza di Luigi Ciotti, presidente di Libera, e il conferimento del Premio Ambiente e Legalità al Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, e a Daniele Silvestri.

Una pluralità di temi accomunati dalla necessità di tradurre la sostenibilità in scelte concrete: nel modo in cui si produce e si consuma, ci si muove, si abitano i territori e si progettano le comunità del futuro.

Accanto al programma di approfondimento, la musica ha rappresentato uno dei principali elementi di partecipazione del festival. Sul palco si sono alternati Musica da Ripostiglio con Bobo Rondelli, The Zen Circus, Modena City Ramblers, Nina Zilli e Stazioni Lunari, il progetto ideato da Francesco Magnelli con Ginevra Di Marco, Ascanio Celestini, Nada e Mag Gazzè. Serate diverse per linguaggi e generazioni, accomunate dalla capacità della musica di creare incontro e comunità.

«La musica, così come la cultura, è parte integrante della nostra idea di sostenibilità – aggiunge Gentili - Un festival ambientalista non può limitarsi al dibattito sui temi ambientali: deve essere un luogo aperto, capace di accogliere linguaggi differenti e di costruire comunità. È proprio nell’incontro tra persone, competenze e sensibilità diverse che nasce la possibilità di immaginare un futuro nuovo».

La cultura ha attraversato l’intera manifestazione anche grazie alle attività di Clorofilla Film Festival, che ha portato a Festambiente il proprio sguardo sul cinema e sull’ambiente. Sono stati 11 i film e documentari presentati e 10 i festival cinematografici coinvolti nella rete di collaborazione, contribuendo ad ampliare ulteriormente i linguaggi attraverso i quali affrontare i temi della sostenibilità.

Grande spazio è stato dedicato a bambine e bambini, alle famiglie e alla scoperta di nuovi stili di vita. Sono stati oltre 5mila i bambini e le bambine coinvolti nei 100 laboratori e nelle attività di educazione ambientale proposte durante il festival.

La Città dei Bambini si è confermata uno degli spazi più partecipati della manifestazione, accogliendo anche oltre 100 passeggini, mentre la Casa Ecologica, le attività nei rifugi climatici, i laboratori e gli spazi dedicati al gioco hanno contribuito a rendere Festambiente un luogo accessibile e pensato per tutte le generazioni.

Grande spazio anche allo sport, grazie alla collaborazione con UISP e con le associazioni sportive coinvolte nelle attività di SportAmbiente. Beach volley, kayak, SUP, beach tennis, pallanuoto e tiro con l’arco hanno trasformato lo sport in uno strumento di socialità, benessere e conoscenza del territorio.

La cucina e le degustazioni hanno invece valorizzato il rapporto tra cibo, territorio e sostenibilità. Nelle aree ristoro del festival sono stati serviti oltre 5mila piatti, realizzati con prodotti biologici e della tradizione, portando anche a tavola il racconto di un’agricoltura e di filiere capaci di coniugare qualità, tutela dell’ambiente e valorizzazione dei territori.

La transizione ecologica è stata raccontata anche attraverso le esperienze concrete di imprese, territori e comunità. Sono state oltre 200 le aziende della green economy coinvolte nelle attività della manifestazione, mentre 200 premi e riconoscimenti sono stati conferiti alle realtà protagoniste di buone pratiche ambientali.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al mondo del vino biologico con l’ottava Rassegna-Degustazione Nazionale dei Vini dei Parchi e delle Aree protette, che ha premiato 50 vini biologici e valorizzato il rapporto tra produzione agricola, qualità e tutela del territorio.

Sono stati inoltre oltre 30 i parchi e le aree protette coinvolti nel programma, a conferma del ruolo centrale che la tutela della biodiversità e la valorizzazione dei territori hanno avuto nell’edizione 2026.

Anche la mobilità sostenibile ha trovato spazio nella manifestazione: sono state oltre 500 le auto elettriche utilizzate dai visitatori per raggiungere Festambiente.

Uno degli elementi distintivi dell’edizione 2026 è stata la particolare attenzione al contrasto al caldo estremo. Gli spazi di Festambiente sono stati trasformati in un vero e proprio rifugio climatico, grazie alla presenza di oltre 1.000 alberi e piante, tra esemplari permanenti e piante in vaso, distribuiti nelle diverse aree del festival.

Gli allestimenti hanno inoltre utilizzato 500 pallet di legno, impiegati per l’arredo e la realizzazione degli spazi della manifestazione, in un’ottica di riuso e attenzione alla sostenibilità dei materiali.

Numerose anche le collaborazioni che hanno contribuito alla realizzazione dell’edizione 2026. La partnership con Radio Crea, radio ufficiale promossa dal sistema delle Banche di Credito Cooperativo toscane e inserita nel perimetro del Gruppo BCC Iccrea, ha consentito di ampliare il racconto della manifestazione attraverso collegamenti e dirette dagli spazi del festival.

La collaborazione con La Nuova Ecologia ha accompagnato il programma degli incontri e dei dibattiti, contribuendo alla costruzione di momenti di approfondimento e informazione sui grandi cambiamenti ambientali e sociali in corso.

«Festambiente è prima di tutto una comunità – sottolinea Gentili – e questa comunità esiste grazie a tante persone che, con ruoli diversi, scelgono di mettere a disposizione tempo, competenze ed energie. Penso ai volontari e alle volontarie, alle associazioni, alle aziende, alle istituzioni, agli artisti, ai tecnici e a tutte le persone che lavorano dietro le quinte. Il loro contributo è ciò che permette a un’idea di trasformarsi in una realtà concreta».

Sono stati oltre 100 i volontari, le volontarie e i componenti dello staff coinvolti nell’organizzazione e nella gestione quotidiana della manifestazione. Un lavoro spesso lontano dai riflettori, fatto di organizzazione, assistenza, accoglienza e cura di uno spazio che, per cinque giorni, si è trasformato in una vera e propria città temporanea dedicata alla sostenibilità.

Il rapporto con la Maremma è rimasto anche quest’anno uno degli elementi distintivi di Festambiente. Un territorio che non è stato soltanto lo scenario della manifestazione, ma parte integrante del suo racconto, attraverso le esperienze, le produzioni, le realtà associative e le comunità che lo abitano.

«Da Rispescia rilanciamo una sfida che riguarda non soltanto Festambiente ma il nostro Paese – conclude Angelo Gentili - Abbiamo bisogno di accelerare la transizione ecologica, sostenere chi sta già cambiando e costruire condizioni perché innovazione, sostenibilità, diritti e competitività possano procedere insieme. I territori possono essere protagonisti di questa trasformazione e la Maremma, ancora una volta, ha dimostrato di poter essere un laboratorio concreto di futuro».

Con la chiusura dell’edizione 2026, dunque, Festambiente non archivia soltanto cinque giornate di incontri, spettacoli e iniziative, ma rilancia un percorso che prosegue oltre i giorni della manifestazione. Restano le relazioni costruite, le esperienze condivise, le buone pratiche incontrate e le idee emerse durante il festival. È da qui che riparte il lavoro di Legambiente: dai territori e dalle comunità, nella convinzione che la transizione ecologica possa diventare concreta soltanto attraverso la partecipazione e il coinvolgimento delle persone.

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.