Skip to main content

«Il contesto economico è peggiorato, ora è urgente agire»: Draghi torna a suonare la sveglia all’Ue

Durante il suo intervento al ritiro informale dei leader europei, in corso oggi nel castello di Alden Beisen, nelle Fiandre, l’ex premier italiano ed ex presidente della Bce ha sottolineato che rispetto a quando ha presentato il suo rapporto sulla competitività la situazione si è fatta più critica: tra le priorità ha indicato quella di attuare delle misure per abbassare i costi dell’energia
 |  Green economy

Nelle sontuose stanze del castello di Alden Biesen, nelle Fiandre, si sta svolgendo un ritiro informale dei vertici comunitari e dei 27 capi di Sato e di governo dell’Unione europea. L’incontro è dedicato alla competitività dell’Europa e ha visto la partecipazione anche di Mario Draghi ed Enrico Letta, rispettivamente autori di un programma su questo tema e di uno sul mercato unico europeo. L’ex premier italiano ed ex presidente della Bce, che ultimamente era tornato a parlare di come salvaguardare «interessi» e «valori» europei, oggi ha lanciato un nuovo alert a uso e consumo dei vertici comunitari e dei governi che fanno parte dell’Unione. Nell’incontro a porte chiuse Draghi ha detto che rispetto a quando ha presentato il suo "The Future of European Competitiveness" – che tra l’altro è stato poco o punto realizzato in particolare per quel che riguarda il capitolo energia – la situazione del contesto economico è peggiorata e ormai non c’è più tempo da perdere.

«Draghi ha evidenziato il deterioramento del contesto economico da quando ha presentato il suo rapporto e l’urgenza di affrontare tutte le questioni che aveva sollevato in quella occasione», ha raccontato alle agenzie di stampa presenti in Belgio un funzionario dell’Ue uscendo dall’incontro con i vertici europei. L’ex premier italiano, è stato anche riferito, si è concentrato su diversi temi chiave: in primis, come abbassare il costo dell’energia, e poi la necessità di ridurre le barriere nel mercato unico, la frammentazione dei mercati azionari e gli sforzi per mobilitare il risparmio europeo, la possibilità di una preferenza europea mirata in alcuni settori e, infine, è intervenuto sul processo decisionale, con la possibilità di ricorrere, se necessario, alle cooperazioni rafforzate per procedere più rapidamente su alcuni di questi dossier, come previsto dai trattati.

Se in questi giorni è tornato di stretta attualità il tema degli Eurobond, rilanciato nei giorni scorsi dal presidente francese Emmanuel Macron proprio partendo dal programma Draghi, l’ex presidente della Bce è intervenuto con forza per almeno un quarto d’ora, è stato sempre riferito dai presenti, sui temi degli investimenti e del debito comune.

Sugli Eurobond la nostra premier Giorgia Meloni, a margine del vertice Ue, ha detto: «Personalmente sono favorevole, ma sapete che è uno dei dibattiti in Europa più divisivi». Mentre sulla necessità di agire con fretta si è espressa la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola: «Abbiamo una finestra temporale ristretta. Questo è uno di quei momenti a cui le persone guarderanno indietro e diranno che abbiamo fatto il necessario per far progredire l’Europa. Ciò che la pandemia ha fatto per la nostra risposta alla salute e l’Ucraina ha fatto per la nostra risposta alla difesa: ora è il momento di farlo per la competitività europea».

Quelli di oggi sono incontri informali, le decisioni formali verranno prese a marzo. Al Consiglio europeo convocato per il 19 e 20 del prossimo mese, si dovrà varare una roadmap precisa per riformare il mercato unico fino al 2028 e rilanciare la competitività europea, ha spiegato ieri la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parlando di questi temi al Parlamento europeo. Il terreno per costruirla si è iniziato a lavorare oggi. L’altro ex premier italiano presente al vertice a porte chiuse è ottimista. Letta ha infatti postato sulla piattaforma X una foto in cui si vede una coccinella atterrata su un tavolo, accanto a un telefonino, e la scritta: «Coccinelle nel ritiro dell’Ue al castello di Alden Biesen, buon segno». Anche se, a dirla tutta, le coccinelle sono simbolo di fortuna e prosperità soprattutto perché rosse e legate al numero 7 (il numero di puntini neri che presentano solitamente). E, in quanto a vividezza del colore e quantità di puntini neri, quello in foto non è proprio un bellissimo esemplare.

Simone Collini

Dottore di ricerca in Filosofia e giornalista professionista. Ha lavorato come cronista parlamentare e caposervizio politico al quotidiano l’Unità. Ha scritto per il sito web dell’Agenzia spaziale italiana e per la rivista Global Science. Come esperto in comunicazione politico-istituzionale ha ricoperto il ruolo di portavoce del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel biennio 2017-2018. Consulente per la comunicazione e attività di ufficio stampa anche per l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, Unisin/Confsal, Ordine degli Architetti di Roma. Ha pubblicato con Castelvecchi il libro “Di sana pianta – L’innovazione e il buon governo”.