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Il piano contro l’indigenza nell’Ue

Salari dignitosi, alloggi, 20 miliardi per l’infanzia: le proposte del Parlamento europeo per sradicare la povertà entro il 2035

Approvata a Strasburgo con 385 sì, 141 no e 53 astensioni una strategia per combattere quella che è stata definita «una violazione della dignità umana». Secondo gli eurodeputati, la Commissione Ue e gli Stati membri dovrebbero aumentare gli investimenti pubblici in politiche che garantiscano l’accesso universale all’abitazione, al cibo, all’acqua, ai servizi igienico-sanitari, all’energia e ai trasporti
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L’obiettivo è di quelli estremamente ambiziosi, ma non potrebbe essere altrimenti, considerato che siamo di fronte a una violazione della dignità umana. Il Parlamento europeo ha approvato con 385 voti a favore, 141 contrari e 53 astensioni una strategia per eliminare la povertà entro il 2035, definendola appunto una violazione della dignità umana. La priorità è il contrasto alla povertà infantile, con la richiesta di un fondo da 20 miliardi di euro per la Garanzia per l’infanzia, iniziativa lanciata nella passata legislatura dall'Unione europea volta a garantire che ogni bambino a rischio indigenza o esclusione sociale abbia accesso effettivo a una serie di servizi chiave fondamentali. Il piano approvato ora dall’Europarlamento punta a eliminare la precarietà abitativa entro il 2030 e a garantire salari dignitosi per contrastare il fenomeno dei «lavoratori poveri». Gli europarlamentari chiedono anche un accesso universale a servizi essenziali come acqua, cibo ed energia per tutti i cittadini dell’Unione.

Gli Stati membri dovrebbero destinare almeno il 5% dei fondi del Fondo sociale europeo+ a progetti specifici di lotta alla povertà infantile e almeno il 10% ai paesi con livelli di povertà infantile ed esclusione sociale superiori alla media dell’Ue. La piena occupazione e la protezione sociale dovrebbero essere obiettivi standard delle politiche economiche e sociali, affermano i deputati europei, e la Commissione e i paesi dell’Ue dovrebbero promuovere politiche volte a tutelare i diritti dei lavoratori e garantire salari equi, compresa la parità di retribuzione a parità di lavoro. Per porre fine alla povertà tra le persone che hanno un lavoro, chiedono un migliore accesso ai servizi di assistenza all’infanzia e un orientamento professionale su misura.

Secondo gli eurodeputati, la Commissione Ue e gli Stati membri dovrebbero aumentare gli investimenti pubblici in politiche che garantiscano l’accesso universale all’alloggio, al cibo, all’acqua, ai servizi igienico-sanitari, all’energia e ai trasporti. Ciò potrebbe contribuire a spezzare il ciclo intergenerazionale della povertà e a promuovere l’inclusione sociale e occupazionale.

Il problema non è affatto di poco conto in Europa. Secondo i dati della Commissione europea, nel 2024 93,3 milioni di persone nell’Ue erano a rischio di povertà o esclusione sociale, tra cui 20 milioni di bambini, ovvero un quarto dei bambini dell’Ue. Nell’ambito del piano d’azione 2021 del cosiddetto pilastro europeo dei diritti sociali, l’Ue si è impegnata a ridurre di almeno 15 milioni il numero di persone a rischio di povertà o esclusione sociale entro il 2030, compresi almeno cinque milioni di bambini. Nell’ambito dell’impegno a combattere la povertà e sostenere l’inclusione sociale, la Commissione sta attualmente preparando la prima strategia dell’Ue contro la povertà, prevista entro quest’anno.

Redazione Greenreport

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