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«Interessano 375 milioni di posti di lavoro?»: è online la nuova puntata del podcast di Greenreport

Tra le notizie segnalate da Maurizio Izzo: la spinta all’occupazione rappresentata dalla transizione verde, il rapporto tra emissioni e Pil in Italia e in Europa, la piattaforma presentata da FederBio, Slow Food e Legambiente e, infine, perché valorizzare le aree interne non sarebbe una spesa ma un investimento in uguaglianza
 |  Green economy

«Interessano 375 milioni di posti di lavoro?»: Maurizio Izzo apre con questa domanda la nuova puntata del podcast “La settimana di Greenreport”. Il riferimento è alla notizia che la transizione verso un’economia a basse emissioni potrebbe creare circa 375 milioni di nuovi posti di lavoro nel prossimo decennio, specialmente nei settori dell’energia, dell’edilizia, dell’agricoltura e della manifattura. A segnalarlo è un nuovo report del World resources institute, secondo il quale la crescita maggiore è prevista nell’adattamento a fronte della crisi climatica e nell’agricoltura rigenerativa. Si tratterebbe, tra l’altro, di nuovi posti di lavoro che andrebbero a compensare ampiamente le perdite previste invece nel settore dei combustibili fossili. Una bella notizia, evidenzia Izzo, ma come sottolineano i ricercatori che hanno lavorato al report, i governi dovrebbero investire nella formazione perché il mondo rischia una carenza di competenze che potrebbe rallentare le azioni necessarie a far fronte alla crisi climatica e all’adattamento rispetto agli eventi meteo estremi.

E vediamo la notizia successiva segnalata dal direttore responsabile del nostro giornale nel podcast: mentre in Italia si discuteva di un decreto che avrebbe dovuto ridurre le bollette (non succederà, e sulle nostre pagine lo spieghiamo con dovizia di particolari), sono usciti i dati dell’Eurostat che mostrano come l’Unione europea nel corso del 2025 abbia registrato emissioni sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente, a fronte di una crescita del Prodotto interno lordo dell’1,6%. Questo significa, dice Enrico Giovanni su Greenreport, che il disaccoppiamento tra crescita economica ed emissioni di gas climalteranti non solo sta avvenendo, ma è possibile. Non tutti i Paesi si comportano allo stesso modo: in particolare l’Italia ha visto un incremento delle emissioni piuttosto consistente, mentre molti altri Paesi registrano una riduzione significativa.

Cambiando argomento, Monica Frassoni, ex parlamentare europea, intervenendo nei giorni scorsi a una manifestazione del Pd ha ricordato come la transizione ecologica non sia un vincolo di Bruxelles ma piuttosto «un programma di sinistra – anzi, è il programma di sinistra del ventunesimo secolo. Che per funzionare ha assoluto bisogno di partecipazione e di consenso veri. Si può vincere con quel programma. A patto di crederci davvero».

«A proposito di programma di governo – prosegue Izzo nel podcast – ho sottolineato sempre su Greenreport che anche la piattaforma presentata da FederBio, Slow Food e Legambiente sarebbe perfetta per un partito di sinistra. Agroecologia, lotta ai pesticidi e agli allevamenti intensivi, educazione alimentare, economia circolare, diritti per chi lavora e lotta allo sfruttamento e al caporalato. Anche in questo caso bisogna crederci davvero».

Ultima segnalazione del podcast: Frida Nacinovich, preziosa risorsa appena acquisita dalla redazione, ha intervistato il professor Pazzagli, geologo e autore del libro “Un paese di paesi, luoghi e voci dall’Italia interna”. Pazzagli ci ricorda che abbiamo lasciato indietro un pezzo del Paese, i villaggi di montagna, i borghi, le campagne. «Valorizzare le aree interne non sarebbe una spesa - dice Pazzagli - ma un investimento in uguaglianza»

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.