
Il motore della locomotiva d’Europa non ingrana la retromarcia: nel Baden-Württemberg vincono ancora i Verdi

Vincono i Grünen, i Verdi tedeschi. Viene battuta seppur di un soffio la Cdu del cancelliere Friedrich Merz, che ora potrebbe subire ripercussioni nell’alleanza di governo nazionale. Rispetto a cinque anni fa, raddoppia i consensi fino a sfondare quota 18% il partito di estrema destra Afd, mentre li dimezza e tracolla al 5,6% il partito socialdemocratico Spd, che appunto ora potrebbe rivedere l’accordo siglato a livello nazionale con i conservatori per tentare di risalire nei sondaggi.
Nel fine settimane hanno votato gli elettori tedeschi del Baden-Württemberg, uno dei 16 Stati federati della Germania. Si tratta di un voto significativo per più motivi. Intanto, perché Merz ha mancato quello che era il suo primo obiettivo in questo intenso anno elettorale (Superwahljahr, super anno elettorale, è stato già ribattezzato in patria) in cui vanno al rinnovo numerosi Stati e amministrazioni locali: voleva strappare ai Verdi un feudo che detengono da 15 anni e non ci è riuscito, con la Cdu che si è fermata al 29,7% mentre gli ambientalisti hanno preso il 30,3%. E poi è un voto importante per il territorio in cui si è svolto: situato nella parte sud-occidentale del Paese, il Baden-Württemberg è non solo il terzo Stato tedesco per superficie e popolazione (circa 11 milioni di abitanti), ma è per molti versi il motore della cosiddetta locomotiva d’Europa. In quest’area della Germania sono infatti i quartieri generali di giganti del settore auto come Mercedes-Benz e Porsche (entrambe a Stoccarda) ma anche di aziende tecnologiche come la Bosch, di marchi della moda come Hugo Boss, di leader mondiali nella produzione di software gestionali come la Sap. E l’esito di queste elezioni, a cui per la prima volta sono stati chiamati a partecipare anche i sedicenni e che ha visto un’affluenza alle urne superiore al 70%, dice che la spinta verso l’innovazione e le politiche per il clima è prevalente rispetto a chi sostiene la necessità di non abbandonare le ricette tradizionali nel settore industriale. E questo nonostante i timori per la strada tutta in salita da percorrere, che non mancano, e nonostante le forze di destra soffino proprio su queste paure per conquistare consensi.
Come scriveva Clean energy wire alla vigilia di questa tornata elettorale in un articolo dal titolo “Il timore di diventare la “Detroit d’Europa” domina il voto nello Stato natale della Mercedes”, la chiamata alle urne nel Baden-Württemberg si annunciava come un test significativo per l’intera Europa, perché la domanda in gioco è netta: è possibile decarbonizzare un’economia basata sull’industria pesante senza distruggere la base sociale e il benessere che quella stessa industria ha creato? In quell’articolo si parlava dei timori che la transizione verso l’elettrico del settore auto possa trasformare la ricca regione sud-occidentale della Germania in un deserto industriale. «Mentre i Verdi sottolineano le opportunità economiche legate alla transizione verso la neutralità climatica, i conservatori mettono in guardia dal “sovraccaricare l’economia con obiettivi climatici”», riportavano gli autori dell’articolo. Ora che lo spoglio delle schede è terminato, è emerso che per la maggioranza degli elettori la neutralità climatica è il modo migliore per garantire la competitività futura e creare nuove opportunità economiche. Anche se non va sottovalutato il peso maggiore rispetto a cinque anni fa conquistato dal partito di estrema destra Afd, che cresce sull’onda della paura dei lavoratori di rimanere disoccupati: nell’ultimo anno, in Germania sono andati persi circa 50.000 posti di lavoro nel settore automobilistico e ora Bosch prevede di rinunciare a 22.000 dipendenti a seguito dei rallentamenti dell’industria tedesca e della perdita di competitività con i grandi marchi extra-Ue.
Il candidato dei Verdi Cem Özdemir ha condotto una campagna elettorale priva di toni eccessivi e invece sempre attenta a fornire elementi di pragmatismo, rassicurando anche il settore industriale sulle sfide della transizione ecologica. Con questa impostazione ha realizzato quella che, nei festeggiamenti di ieri sera, ha definito «una rimonta formidabile». I pronostici davano infatti la Cdu in vantaggio e l’Afd al 20%, mentre ora l’ex ministro Özdemir potrà diventare il primo presidente di origini turche di uno Stato federale tedesco.
Infine, al di là di quel che è avvenuto Baden-Württemberg e di quel che ciò potrà comportare per quest'area della Germania, come scrive Politico questo voto è importante anche per un altro motivo: mostra che per contrastare l’ascesa dell’estrema destra si può lavorare a livello nazionale a un’asse che coinvolga principalmente i conservatori della Cdu e i Verdi, essendo ormai i socialdemocratici della Spd minoritari anche nelle zone maggiormente produttive del Paese.





