
Nuove norme “circolari” anche sulle batterie: l’Italia ha recepito il regolamento Ue

Sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale le Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2023/1542 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 luglio 2023, relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie, che modifica la direttiva 2008/98/CE e il regolamento (UE) 2019/1020 e abroga la direttiva 2006/66/CE.
Il decreto adegua la normativa nazionale alle disposizioni del regolamento europeo 2023/1542 sulle batterie e i rifiuti di batterie. Di fatto, l’intero ciclo di vita delle batterie viene trasformato in un modello di economia circolare: il provvedimento nazionale non si limita a recepire le direttive comunitarie, ma ridisegna l’architettura istituzionale e operativa del settore.
Di quali “batterie” si occupa il decreto? Di fatto di tutte. Il nuovo decreto legislativo italiano infatti recepisce il Regolamento (UE) 2023/1542 e riguarda tutte le batterie e gli accumulatori immessi sul mercato, includendo sia batterie portatili che industriali, veicolari e per accumulo stazionario.
- Batterie portatili: utilizzate in dispositivi elettronici di piccole dimensioni come telefoni, computer portatili, strumenti elettrici e altri dispositivi portatili.
- Batterie per veicoli: incluse quelle destinate a veicoli elettrici o ibridi, sia leggeri che pesanti.
- Batterie industriali: impiegate in contesti commerciali e industriali, come sistemi di stoccaggio energetico, apparecchiature professionali e applicazioni di backup energetico.
- Batterie per accumulo stazionario: utilizzate per sistemi di accumulo domestici o industriali, per l’immagazzinamento di energia rinnovabile o di rete.
Il decreto non limita la normativa a una specifica chimica della batteria: sono comprese batterie al piombo, a litio, polimeri di litio e altre chimiche regolate dal regolamento europeo
In sintesi, qualsiasi batteria che rientra nel campo di applicazione del Regolamento UE 2023/1542, indipendentemente dalla sua destinazione d’uso (portatile, industriale o veicolare), è soggetta alle nuove disposizioni italiane, che includono tracciabilità, marcatura CE, responsabilità estesa del produttore e gestione dei rifiuti.
Di che quantitativi stiamo parlando? Nel 2024, in Italia sono state immesse sul mercato circa 439.000 tonnellate di batterie, comprendendo accumulatori portatili, industriali e per veicoli, con la distribuzione rispettivamente del 6%, 52% e 42%.
- Pile portatili: circa 26.000 tonnellate (6% del totale)
- Accumulatori industriali: circa 228.000 tonnellate (52% del totale), utilizzati in settori come trazione, gruppi di continuità e veicoli elettrici o ibridi
- Batterie per veicoli: circa 185.000 tonnellate (42% del totale), principalmente per l’avviamento e l’alimentazione dei mezzi di trasporto
Il tasso di raccolta separata e di riciclo varia da prodotto a prodotto e oscilla fra il 5 e il 50%. Il recupero riguarda sostanzialmente i metalli preziosi e critici (cobalto, nichel e litio), oltre a rame e alluminio utilizzati nei cablaggi e nei contenitori. Poi i metalli comuni: ferro, acciaio, zinco e manganese, spesso riutilizzati nell'industria metallurgica o nelle costruzioni stradali. Poi il piombo: recuperato quasi al 100% dalle batterie auto per produrre nuovi accumulatori o schermature. Infine le plastiche: il polipropilene degli involucri esterni viene triturato e rigenerato in nuovi contenitori o componenti plastiche.
Le batterie possono anche essere riusate passando da un primo uso (auto) ad un altro (accumulatori domestici), definito “second life”.
Il provvedimento conferma e rafforza in modo significativo il ruolo del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (rinominato Centro di coordinamento batterie) che diventa sempre più centrale per l’adempimento della responsabilità estesa del produttore, attraverso sistemi collettivi o individuali. Tra le molte novità introdotte si segnalano:
- Ridenominazione del CDCNPA in "Centro di coordinamento batterie";
- istituzione di un Tavolo nazionale batterie con funzioni consultive;
- transizione nel nuovo Registro dei produttori di batterie;
- obbligo per gli impianti di trattamento di iscrizione al CdC e di comunicazione annuale dei rifiuti di batterie trattate;
- adozione di "statuto tipo" per sistemi collettivi e riconoscimento per sistemi individuali e collettivi da parte del ministero dell’Ambiente.
- obbligo per i sistemi collettivi di impiego di almeno il 3% del contributo ambientale per copertura costi di gestione dei rifiuti di batterie portatili e mezzi di trasporto leggeri;
- obbligo per i sistemi collettivi di realizzare campagne di comunicazione per sensibilizzare i cittadini sull'importanza della raccolta differenziata delle batterie e sui benefìci ambientali ed economici del loro recupero e riciclaggio;
- semplificazioni della gestione amministrativa dei rifiuti di batterie portatili presso i punti di raccolta dei distributori.
«Esprimiamo grande soddisfazione per l’approvazione di questo decreto che non solo conferma, ma rafforza ulteriormente il ruolo del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori, rendendolo un perno fondamentale per l’attuazione della responsabilità estesa del produttore. Inoltre, consolida e amplia, esplicitandolo in maniera puntuale, il suo ruolo di supporto delle autorità competenti e di tutti i ministeri coinvolti - dichiara la presidente Laura Castelli - Accogliamo con particolare plauso le disposizioni di semplificazione nella gestione dei punti di raccolta e dei rifiuti di batterie portatili presso i distributori, che rappresentano un passo concreto verso un sistema più efficiente ed efficace».
Il provvedimento è entrato in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ovvero il 7 marzo 2026. Di seguito le principali novità operative:
Obblighi dei produttori e operatori economici
- Introduzione della responsabilità estesa del produttore (EPR), con adempimenti individuali o collettivi per
la gestione dei rifiuti. - Obbligo di marcatura CE delle batterie e di conformità ai requisiti del regolamento.
- Gestione del Registro dei produttori di batterie, con dati tracciabili e verificabili, e comunicazioni periodiche
all’autorità competente e alla Commissione europea. - Obblighi di diligenza e garanzie finanziarie per gli operatori degli impianti di trattamento.
Obiettivi di raccolta e gestione dei rifiuti
- Batterie portatili: raccolta del 63% entro il 2027 e del 73% entro il 2030.
- Batterie per mezzi di trasporto leggeri: raccolta del 51% entro il 2028 e del 61% entro il 2031.
Sanzioni e controlli
Il decreto prevede un sistema sanzionatorio per il mancato rispetto degli obblighi di raccolta, tracciabilità e conformità, con
controlli effettuati dalle autorità competenti e dagli organismi notificati.
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