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Lo studio Bankitalia: «Sostenibilità ambientale fattore determinante nella definizione del prezzo del debito societario»

Scrivono gli esperti di Palazzo Koch: «Quando acquistano un green bond, gli investitori non guardano solo alla presenza di un’etichetta verde, ma considerano anche caratteristiche aggiuntive del titolo che riguardano il punteggio ambientale dell’emittente e la solidità del progetto sottostante»
 |  Green economy

Le imprese con valutazioni ambientali elevate beneficiano di condizioni di finanziamento sensibilmente migliori. Il motivo? Tra l’altro, perché un alto profilo di sostenibilità riduce la percezione del rischio da parte degli investitori. Ma più in generale, perché ormai gli indicatori ambientali sono diventati variabili fondamentali nella determinazione dei prezzi dei titoli obbligazionari societari, riflettendo una crescente integrazione dei criteri Esg (Environmental, Social, Governance) nelle decisioni finanziarie.

Alla questione è dedicato un numero di “Questioni di economia e finanza” appena pubblicato dalla Banca d’Italia. In oltre quaranta pagine ricche di dati, grafici e tabelle, gli esperti di Palazzo Koch analizzano il mercato primario delle obbligazioni verdi tra il 2014 e il 2023, dimostrando come la sostenibilità ambientale sia diventata un fattore determinante nella definizione del prezzo del debito societario. Lo studio, dal titolo “Indicatori ambientali e valutazione delle obbligazioni verdi - Environmental score and bond pricing: it better be good, it better be green” (“Punteggio ambientale e prezzo delle obbligazioni: meglio che sia buono, meglio che sia verde”) evidenzia l’esistenza di un «greenium», ovvero un differenziale di rendimento favorevole all’emittente, quantificato in circa 16 punti base per il solo fatto di etichettare un titolo come «green». Questo vantaggio economico non è però uniforme: esso si amplia significativamente per le aziende che vantano punteggi ambientali (E-score) elevati, le quali ottengono un ulteriore risparmio di 17 punti base, e per quelle che sottopongono i propri progetti a certificazioni esterne, beneficiando di altri 9 punti di riduzione del costo del finanziamento. Scrivono nel dettaglio gli esperti di Bankitalia: «Forniamo prove empiriche del fatto che il prezzo dei green bond tende ad essere altamente sofisticato e basato su un approccio a due livelli. Quando acquistano un green bond, gli investitori non guardano solo alla presenza di un’etichetta verde, ma considerano anche caratteristiche aggiuntive del titolo che riguardano il punteggio ambientale dell’emittente e la solidità del progetto sottostante. Confrontando i rendimenti all’emissione dei green bond con quelli di un campione di controllo corrispondente di obbligazioni convenzionali, la nostra specifica di base identifica un premio di 16 punti base solo per l’etichetta verde. Inoltre, quando il punteggio ambientale dell’emittente si colloca nel terzile superiore della distribuzione trasversale, il greenium aumenta fino al doppio. Anche la certificazione verde e i periodi di maggiore incertezza climatica influenzano in modo significativo l’entità del greenium».

Un aspetto di particolare rilievo riguarda la dinamica del mercato in contesti di incertezza: quando l’attenzione mediatica verso i cambiamenti climatici aumenta, il premio associato alla qualità ambientale raddoppia, superando i 30 punti base e coinvolgendo anche emittenti con valutazioni intermedie. In sintesi, la ricerca conferma che il mercato finanziario globale premia non solo l’impegno specifico nel singolo progetto verde, ma anche la solidità del profilo ecologico complessivo dell’azienda. Al contempo, lo studio rileva che anche gli emittenti con punteggi ambientali meno brillanti traggono benefici economici dall’emissione di obbligazioni verdi, suggerendo che gli investitori siano inclini a incentivare finanziariamente le strategie di transizione ecologica anche nelle industrie a più alto impatto.

Questa dinamica indica che gli indicatori ambientali non sono più semplici parametri accessori, ma variabili finanziarie determinanti nella formazione dei prezzi. In un mercato sempre più attento ai criteri Esg, la trasparenza e la puntualità nella rendicontazione dei dati diventano strumenti strategici: una comunicazione ambientale efficace si traduce direttamente in un minor costo del capitale. In definitiva, il documento suggerisce che il mercato obbligazionario stia agendo come un potente motore della transizione, premiando non solo i leader della sostenibilità ma incentivando anche chi muove i primi passi verso la decarbonizzazione, a patto che gli obiettivi siano chiari e misurabili.

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.