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I medici della Sima: ridurre i consumi energetici degli edifici farebbe risparmiare 6,2% miliardi l’anno

Il calcolo, che tiene conto dei benefici diretti e del minor carico sul Servizio sanitario nazionale, è stato effettuato dalla Società italiana di medicina ambientale sulla base di una riduzione del fabbisogno anche solo del 10% per gli immobili pubblici e privati
 |  Green economy

Investire nell’efficientamento energetico e ridurre anche solo del 10% i consumi degli edifici pubblici e privati farebbe risparmiare alla collettività 6,2 miliardi di euro all’anno, unendo benefici economici diretti a un minor carico sul Servizio sanitario nazionale. Lo sottolinea la Società italiana di medicina ambientale (Sima), che ricorda come oggi l’Italia paghi a caro prezzo il conto di immobili obsoleti e inefficienti sotto il profilo energetico.

Se sulla direttiva Case green il governo Meloni continua a far finta di niente e se per questo il nostro paese ha incassato l’ennesima procedura d’infrazione da parte della Commissione europea, bisogna ricordare che il settore civile italiano — che comprende edifici residenziali e terziari — rappresenta circa 43 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) di consumi energetici finali, pari a circa il 42% dei consumi complessivi nazionali: una riduzione anche solo del 10% dei consumi energetici del settore civile italiano comporterebbe un risparmio di oltre 4 Mtep all’anno, pari a circa 47 TWh, ossia 47 miliardi di KWh risparmiati ogni anno.

Si tratta di una quantità di energia paragonabile alla produzione annuale di diverse grandi centrali elettriche, spiega Sima facendo notare che in un contesto internazionale segnato da forti oscillazioni dei prezzi di gas, petrolio ed energia elettrica, accentuate dalle tensioni geopolitiche globali, la riduzione strutturale dei consumi energetici rappresenta una delle strategie più efficaci per rafforzare la sicurezza energetica del Paese e proteggere famiglie e imprese dalla volatilità dei mercati.

Spiega il presidente Sima, Alessandro Miani: «Ridurre i consumi significa ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, contenere l’impatto economico delle crisi geopolitiche e allo stesso tempo migliorare la qualità degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo. L’efficienza energetica non è soltanto una politica climatica: è una misura di salute pubblica, di competitività economica e di resilienza nazionale».

Già oggi esistono tecnologie in grado di abbattere i consumi energetici degli edifici: i sistemi di gestione energetica digitali (sensori, piattaforme IoT, termostati intelligenti e building automation), le schermature solari esterne intelligenti, e l’integrazione tra luce naturale e sistemi automatici di regolazione dell’illuminazione, possono ridurre la spesa energetica degli edifici in media del 10%, con benefici indiretti anche sul fronte sanitario. L’adozione diffusa di tecnologie e soluzioni progettuali già oggi disponibili per mitigare il calore urbano, migliorare il microclima degli edifici e ridurre l’esposizione agli inquinanti ambientali potrebbe infatti generare risparmi per il Servizio sanitario nazionale (in termini di ricoveri, patologie, accessi ai servizi sanitari, ecc.) fino a 1,2 miliardi di euro l’anno, portando il conto finale del risparmio per la collettività a 6,2 miliardi di euro annui.

Redazione Greenreport

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