
Ora legale permanente? La Camera dà il via allo studio per valutarne gli effetti

Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 le lancette dell’orologio andranno spostate avanti di un’ora e tornerà l'ora legale. È un gesto semplice ma di grande valore, che può avere un impatto concreto sulla crisi climatica e sulle bollette degli italiani.
Se si guarda al periodo 2004-2025, secondo i dati di Terna, l’Italia ha risparmiato oltre 12 miliardi di kilowattora, evitando una spesa complessiva di circa 2,3 miliardi di euro.
La Sima ha evidenziato come, grazie all’ora legale, le emissioni di CO2 in atmosfera si riducano tra le 160.000 e le 200.000 tonnellate in meno all’anno, pari a quella assorbita piantando dai 2 ai 6 milioni di nuovi alberi.
Tra gli effetti positivi si possono includere anche l'aumento dei consumi nel commercio al dettaglio e nella ristorazione, l'ampliamento della stagione turistica e un miglioramento della sicurezza pubblica senza dimenticare poi i benefici sul fronte della salute, considerando che il passaggio all'ora solare altera la ritmicità circadiana
Dunque perché non adottare l’ora legale per tutto l’anno?
La Camera dei deputati ha dato il via all’iter parlamentare per la possibile introduzione dell’ora legale permanente in Italia. La X Commissione (Attività Produttive, Commercio e Turismo) ha infatti approvato l’avvio dell’indagine conoscitiva “sull'impatto dell'ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori” presentata lo scorso novembre su impulso di Società italiana di medicina ambientale (Sima), Consumerismo No profit e del deputato Andrea Barabotti (Lega).
«Alla luce delle evidenze raccolte, appare opportuno promuovere un'indagine conoscitiva per valutare in modo oggettivo gli impatti dell'ora legale permanente sul territorio nazionale sul comparto energetico e produttivo italiano. Tale studio dovrebbe coinvolgere enti di ricerca e organismi economici, al fine di fornire al Parlamento e al Governo un quadro aggiornato sui benefici e sulle criticità della misura – si legge nella richiesta approvata alla Camera - La decisione finale non può prescindere da una visione complessiva che tenga conto della sostenibilità energetica e della competitività economica. L'indagine conoscitiva che si intende avviare si pone i seguenti obiettivi: confronto tra modelli che prevedono cambio stagionale dell'orario o adozione dell'ora legale permanente e valutazione degli effetti socio-economici, delle ricadute sul tessuto produttivo del Paese in termini di potenziale risparmio energetico e aumento della produttività; analisi dei dati e della documentazione attualmente reperibile e delle valutazioni fornite dai soggetti auditi in Commissione; valutazione di una fase di sperimentazione con proroga dell'ora legale».
Le prossime fasi dell’indagine prevedono audizioni con istituzioni, autorità indipendenti, Commissione Europea, Parlamento UE, organizzazioni internazionali, associazioni di categoria, associazioni dei consumatori ed esperti accademici, con l’obiettivo di delineare un quadro chiaro dei vantaggi e delle criticità dell’ora legale permanente. La conclusione dello studio è prevista entro il 30 giugno 2026.





