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L’impianto Pap di Ponte Rio manca la scadenza Pnrr. Parte l’interlocuzione tra Auri e Mase

Giuseppe Rossi (Auri): «L’opera sarà conclusa entro settembre. Richiesta di proroga già inoltrata al ministero dell’Ambiente»
 |  Green economy

PERUGIA - L’Umbria rischia di perdere una delle sue opere più innovative nel campo dell’Economia circolare. Il nuovo impianto per il riciclo dei prodotti assorbenti per la persona (PAP) di Ponte Rio, aggiudicato all’azienda Etica S.p.A., ha ufficialmente mancato la scadenza del 30 giugno 2026 fissata dal PNRR. Questo ritardo mette ora in forte pericolo il finanziamento europeo da 10 milioni di euro.

Il polo ecologico, nato dalla riconversione dei vecchi magazzini della società GEST s.r.l., avrebbe dovuto trattare ben 5.000 tonnellate all’anno di pannolini e assorbenti usati, azzerando quasi il conferimento in discarica di questi materiali a livello regionale.

Senza il rispetto dei tempi europei, il rischio di una revoca dei fondi è concreto. Senza canali di finanziamento alternativi, la struttura di Ponte Rio rischia di trasformarsi in una clamorosa opera incompiuta, rallentando la transizione ecologica di tutto il territorio umbro.

Greenreport ha chiesto lumi al Dott. Giuseppe Rossi, da poco riconfermato Direttore dell’AURI (Autorità Umbra Rifiuti e Idrico), che prontamente ha risposto alle nostre richieste di chiarimento: «L’impianto PAP di Ponte Rio di Perugia è in fase di avanzata realizzazione, in queste settimane si stanno completando le opere di posa in opera dei macchinari e di finitura degli impianti. Si prevede che l’opera sarà conclusa entro settembre 2026. La richiesta di proroga per la rendicontazione dei lavori è stata già inoltrata al MASE e siamo in attesa di risposta, nel frattempo l’opera sarà portata a termine. La messa in esercizio dell’impianto (in una prima fase solo per il materiale proveniente dai 24 comuni del Sub Ambito 2 - Perugia) è stata programmata per la fine dell’anno. Successivamente l’impianto sarà messo a servizio di tutti e 92 comuni dell’Umbria».

Adriano Pistilli

Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti, specializzato nel trattamento acque reflue urbane contaminate da Farmaci e acque reflue farmaceutiche. Svolge l’attività didattica nel campo dell’Ingegneria Sanitaria Ambientale (la disciplina dell’inquinamento e del disinquinamento) e dell’Ecofarmacovigilanza. Attualmente ricopre l’incarico di Responsabile delle Relazioni con le Industrie Farmaceutiche per un’importante azienda attiva nel campo del trattamento acque. Autore di numerose pubblicazioni riguardanti il ciclo dei rifiuti, il ciclo delle acque, la gestione dei siti contaminati, i microinquinanti emergenti come Farmaci e PFAS, la mutagenesi ambientale e la cancerogenesi chimica. Autore di tre testi di sussidio didattico per l’editore La Valle del Tempo: “Inquinamento da PFAS. Trattamenti clinici, farmacologici e ingegneristici per contrastarlo”, “Trattato sull’Ecofarmacovigilanza” e “I test di mutagenesi nella valutazione della tossicologia dei Farmaci”.