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Ex Ilva, la cordata italiana tenta la svolta. Gozzi (Federacciai) a greenreport: «Pronti a una responsabilità nazionale per il rilancio»

In esclusiva per la nostra testata, il presidente dei siderurgici italiani lancia l’operazione di sistema: «Vogliamo dimostrare che è possibile fare industria in modo sostenibile anche a Taranto. È un’occasione storica per il Paese»
 |  Green economy

Il futuro dell’ex Ilva di Taranto si trova a un bivio decisivo, e la siderurgia italiana batte un colpo che potrebbe cambiare le sorti del più grande polo siderurgico d’Europa. Si fa sempre più concreta l'ipotesi di una soluzione interna, guidata da una cordata nazionale pronta a rilevare e rilanciare il sito. In questo scenario così delicato e strategico per l’economia e l’ambiente del Paese, il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, ha rilasciato in esclusiva a greenreport una dichiarazione che traccia la rotta: «La siderurgia italiana è pronta ad assumersi una responsabilità nazionale per il rilancio dell’ex Ilva. L’obiettivo è costruire un’operazione di sistema che, con il coinvolgimento delle imprese siderurgiche italiane, dei fornitori e dei clienti e il necessario accompagnamento dello Stato, renda possibile una nuova fase industriale per Taranto.

Partiamo dalla consapevolezza – sottolinea Gozzi – che la presenza siderurgica a Taranto rappresenta un interesse strategico per il Paese. Vogliamo dimostrare che è possibile fare industria in modo sostenibile anche a Taranto, valorizzando le competenze e il capitale umano della siderurgia italiana.

La strada è ancora lunga e sarà necessario verificare con il Governo le condizioni abilitanti per rendere concreto il progetto. Ma riteniamo – conclude il presidente di Federacciai – che questa sia un’occasione storica: la siderurgia nazionale ha oggi l’opportunità di assumersi una responsabilità importante per il futuro industriale del Paese e non possiamo permetterci di perderla».

Le parole raccolte in esclusiva dalla nostra redazione confermano che la sfida di Taranto non è solo industriale, ma rappresenta il banco di prova per dimostrare la compatibilità tra grande industria e sostenibilità ambientale, un tema da sempre al centro del dibattito di greenreport. Resta ora da capire come il Governo accoglierà questa disponibilità e quali saranno le tappe per rendere concreto un progetto di tale portata.

Adriano Pistilli

Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti, specializzato nel trattamento acque reflue urbane contaminate da Farmaci e acque reflue farmaceutiche. Svolge l’attività didattica nel campo dell’Ingegneria Sanitaria Ambientale (la disciplina dell’inquinamento e del disinquinamento) e dell’Ecofarmacovigilanza. Attualmente ricopre l’incarico di Responsabile delle Relazioni con le Industrie Farmaceutiche per un’importante azienda attiva nel campo del trattamento acque. Autore di numerose pubblicazioni riguardanti il ciclo dei rifiuti, il ciclo delle acque, la gestione dei siti contaminati, i microinquinanti emergenti come Farmaci e PFAS, la mutagenesi ambientale e la cancerogenesi chimica. Autore di tre testi di sussidio didattico per l’editore La Valle del Tempo: “Inquinamento da PFAS. Trattamenti clinici, farmacologici e ingegneristici per contrastarlo”, “Trattato sull’Ecofarmacovigilanza” e “I test di mutagenesi nella valutazione della tossicologia dei Farmaci”.