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I trattamenti antipulci per gli animali domestici inquinano i fiumi e mettono in pericolo la biodiversità

Nei fiumi del Galles le sostanze chimiche presenti negli antipulci per cani e gatti e nei bagni antiparassitari per le pecore hanno raggiunto livelli dannosi
 |  Inquinamenti e disinquinamenti

Il nuovo studio “ Occurrence, patterns and previously overlooked sources of three veterinary ectoparasiticides in rural and urban Welsh rivers”, pubblicato su Environmental Pollution da un team di ricercatori delle università di Cardiff e Swansea e di Natural Resources Wales, ta dall'Università di Cardiff e da Natural Resources Wales ha rilevato «La presenza diffusa di pesticidi utilizzati nei trattamenti antipulci per animali domestici nei fiumi gallesi, riscontrandoli in oltre tre quarti dei campioni d'acqua analizzati».

Lo studio ha rilevato che l'imidacloprid e il fipronil, due pesticidi utilizzati nei trattamenti contro le pulci, superavano i livelli di sicurezza in quasi la metà dei campioni prelevati nelle aree urbane.

Steve Ormerod, del Water Research Institute dell'università di Cardiff, spiega che «E’ noto che le acque reflue trasportano pesticidi veterinari nei fiumi dopo che i proprietari di animali domestici lavano gli animali trattati, le loro cucce contaminate o le proprie mani dopo aver maneggiato insetticidi applicati esternamente. Volevamo capire come queste sostanze chimiche potessero raggiungere le acque gallesi e a quali livelli, per valutarne i potenziali impatti».

Oltre all’imidacloprid e al fipronil, due composti usati per il trattamento delle pulci degli animali domestici, i ricercatori hanno anche esaminato, in 9 fiumi gallesi tra il 2021 e il 2023, il diazinone, una sostanza chimica utilizzata nei bagni antiparassitari per ovini, in tutto hanno prelevato 140 campioni provenienti da fiumi rurali e urbani e anche valutato le comunità di pesci e macroinvertebrati nel fiume più contaminato. Hanno riscontrato imidacloprid nel 77% dei campioni e fipronil nel 44% ed evidenziano che «I livelli più elevati sono stati registrati in un piccolo ruscello di Cardiff, il Roath Brook. Le concentrazioni in questo ruscello erano da 11 a 45 volte superiori ai livelli di sicurezza e sono state collegate a effetti negativi sugli insetti acquatici, comprese le effimere». Inoltre, il team ha scoperto che «Entrambi i composti aumentavano a valle nelle aree urbane, dove le acque ricevevano scarichi di acque reflue e allacciamenti fognari impropri».

Il team ha effettuato anche test sulla presenza di caffeina, diventando così il primo studio a stabilire un percorso di contaminazione "attraverso lo scarico" attraverso il quale le sostanze chimiche raggiungono i fiumi, anziché limitarsi al semplice fatto che i cani nuotassero in fiumi e laghi. Si stima che ben 500.000 immobili in tutto il Regno Unito possano presentare allacciamenti fognari errati , con elettrodomestici o bagni collegati in modo scorretto alle condotte di scarico delle acque superficiali anziché a quelle fognarie, spesso a causa di ampliamenti o lavori fai-da-te.

Ormerod sottolinea che «Siamo stati in grado di dimostrare che gli scarichi di acque reflue provenienti dagli impianti di depurazione e dalle condotte fognarie collegate in modo errato rappresentano importanti vie di diffusione dei prodotti per il trattamento delle pulci nei corsi d'acqua. Gli allacciamenti fognari errati sono relativamente diffusi nelle aree urbane, come nel bacino idrografico del Roath Brook, ma spesso vengono trascurati come fonti di inquinamento e potrebbero interessare oltre il 5-10% delle proprietà».

Si tratta del primo studio a dimostrare come gli allacciamenti fognari errati creino un percorso "verso il basso" attraverso il quale le sostanze chimiche utilizzate per il trattamento delle pulci raggiungono i fiumi.

Ormerod ha detto a BBC News che «Quello che pensiamo accada è che le persone che applicano trattamenti localizzati su cani, gatti, conigli o furetti poi lavano i loro animali sotto la doccia, ne lavano la cuccia o si lavano le mani. Attraverso i canali di scarico, le sostanze chimiche raggiungono in particolare i piccoli corsi d'acqua urbani».

I ricercatori fanno notare che «Al contrario, il diazinone è stato rilevato in aree circoscritte, a testimonianza del suo utilizzo nei bagni antiparassitari per le pecore, e le concentrazioni erano da 3 a 17 volte superiori ai livelli di sicurezza in alcune zone rurali dedite all'allevamento ovino nei bacini idrografici del Wye, del Tywi e dell'Ely».

La principale autrice dello studio, Molly Hadley del Water Research Institute dell'università di Cardiff, evidenzia che «Questi nuovi dati si aggiungono alla crescente preoccupazione per la presenza di pesticidi veterinari nei fiumi. Si tratta di sostanze chimiche progettate per prevenire o eliminare gli insetti indesiderati su animali domestici e da allevamento, ma le nostre prove dimostrano che gli usi attuali sembrano causare livelli nell'acqua sufficientemente tossici da danneggiare la fauna fluviale».

La Hadley ha detto a BBC News che questo potrebbe avere un impatto molto grande: «L'imidacloprid e il fipronil sono pesticidi universali: se si comincia a immettere queste sostanze negli ambienti fluviali, si inizierà a vedere il collasso degli ecosistemi, perché gli invertebrati sono il fondamento di tali ecosistemi».

Anthony Gravell, analista specializzato senior di Natural Resources Wales, aggiunge: «La collaborazione con l'Università di Cardiff ci ha permesso di concentrare le competenze analitiche specialistiche e la strumentazione avanzata del team di Servizi Analitici di Natural Resources Wales per generare nuove importanti prove che dimostrano come i pesticidi veterinari, provenienti sia da fonti urbane che rurali, raggiungano i fiumi gallesi a livelli che possono danneggiare la fauna selvatica. Queste informazioni saranno utili per il monitoraggio futuro e per le attività più ampie di Natural Resources Wales volte a ridurre l'inquinamento fluviale».

Ormerod conclude: «Per diversi decenni, i fiumi in Gran Bretagna si sono ripresi ecologicamente dai gravi problemi di inquinamento del XX secolo, ma questo trend ha subito un rallentamento e potrebbe addirittura invertirsi. I farmaci per uso umano e veterinario potrebbero esserne in parte responsabili, e questi nuovi dati sulle sostanze chimiche ampiamente utilizzate per trattare il bestiame o gli animali domestici confermano tale ipotesi. E’ evidente che non siamo in grado di individuare o controllare efficacemente alcune vie trascurate attraverso cui tali sostanze chimiche raggiungono i fiumi, in questo caso le fognature collegate in modo errato o lo smaltimento di prodotti per la disinfezione delle pecore».

Alla luce delle crescenti preoccupazioni circa l'impatto ambientale, la British Veterinary Association (BVA) ha recentemente aggiornato i suoi consigli sull'uso dei trattamenti antipulci spot-on. Gwen Rees, vicepresidente junior della BVA in Galles, ha detto in un’intervista a BBC News che «Si tratta di un problema a cui i veterinari stanno pensando molto. Mentre in passato il consiglio ai proprietari di animali domestici era di utilizzare i trattamenti regolarmente durante tutto l'anno, ora i veterinari consigliano un approccio più "basato sul rischio".

Ogni animale si trova in circostanze diverse e corre un rischio diverso di contrarre le pulci, ad esempio dipende dal meteo, se il gatto esce o meno e così via. Parlare con un veterinario potrebbe aiutare il proprietario a decidere se per quell'animale, a quel punto, il trattamento sia la scelta giusta o se esista un modo migliore per affrontare la situazione, per essere più responsabili nell'uso dei medicinali. Per gli animali che nuotano molto o che vengono lavati spesso e l'acqua finisce nello scarico del lavandino, potrebbe essere opportuno passare da trattamenti spot-on a qualcosa come un trattamento in compresse. Esistono generalmente opzioni di trattamento, non sempre perfette, per la maggior parte dei problemi, ma si tratta di sostanze chimiche diverse ed è meglio parlarne con il veterinario per discutere delle esigenze specifiche del proprio animale domestico e dei parassiti specifici che rappresentano un rischio per la sua salute. I trattamenti contro le pulci sono medicinali importanti. Se avete animali con infestazioni di pulci, si tratta di un problema di salute e benessere animale. Non stiamo dicendo di non usarli mai, ma piuttosto di usarli quando è opportuno».

Umberto Mazzantini

Scrive per greenreport.it, dove si occupa soprattutto di biodiversità e politica internazionale, e collabora con La Nuova Ecologia ed ElbaReport. Considerato uno dei maggiori esperti dell’ambiente dell’Arcipelago Toscano, è un punto di riferimento per i media per quanto riguarda la natura e le vicende delle isole toscane. E’ responsabile nazionale Isole Minori di Legambiente e responsabile Mare di Legambiente Toscana. Ex sommozzatore professionista ed ex boscaiolo, ha più volte ricoperto la carica di consigliere e componente della giunta esecutiva del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.