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Inquinamento atmosferico: già a fine aprile molte città oltre i limiti europei del 2030

Lo evidenzia l’associazione di medici per l’ambiente Isde: «Serve accelerare sulle politiche di riduzione del traffico e delle emissioni»
 |  Inquinamenti e disinquinamenti

A pochi mesi dall’inizio del 2026, numerose città italiane risultano già oltre o prossime ai nuovi limiti europei sulla qualità dell’aria che entreranno in vigore nel 2030. È quanto emerge dall’analisi pubblicata da Isde Italia – Associazione medici per l’ambiente, che richiama l’attenzione sui livelli ancora troppo elevati di PM10, PM2.5 e biossido di azoto nelle aree urbane.

Secondo quanto evidenziato nell’articolo pubblicato sul sito web ISDEnews, i dati disponibili mostrano una situazione preoccupante in molte realtà italiane, in particolare nella Pianura Padana e nei grandi centri urbani, dove traffico veicolare, riscaldamento e attività industriali continuano a incidere pesantemente sulla qualità dell’aria.

«La nuova Direttiva europea rappresenta un passo importante per la tutela della salute pubblica – sottolinea il presidente di Isde Italia Roberto Romizi – ma i dati dimostrano che senza interventi strutturali molte città rischiano di non riuscire a rispettare i parametri previsti entro il 2030».

L’Associazione medici per l’ambiente ricorda come l’inquinamento atmosferico sia associato a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, respiratorie, oncologiche e neurologiche, oltre a rappresentare uno dei principali fattori di mortalità prematura in Europa.

Per Isde Italia è necessario accelerare le politiche di transizione ecologica urbana, puntando in particolare su sei fronti:

  • riduzione del traffico privato motorizzato;
  • rafforzamento del trasporto pubblico;
  • sviluppo della mobilità attiva;
  • efficientamento energetico degli edifici;
  • progressiva eliminazione delle fonti fossili;
  • incremento del verde urbano.

«Il confronto dei dati attuali con quelli dello scorso anno evidenzia in modo chiaro come, senza un cambiamento immediato e sostanziale delle politiche riguardo all' inquinamento dell'aria, non sarà possibile rientrare nei parametri della Direttiva europea entro il 2030, né prevenire gli effetti sanitari conseguenti: bisogna quindi sollecitare le amministrazioni a tutti i livelli perché si adoperino in tal senso», ha sottolineato Paolo Bortolotti, coordinatore del progetto “Cambiamo aria”.

«La qualità dell’aria deve diventare una priorità sanitaria oltre che ambientale – evidenzia Isde – perché i costi umani, sociali ed economici dell’inquinamento sono enormemente superiori agli investimenti necessari per prevenirlo».

Redazione Greenreport

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