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A pesca di rifiuti: attorno all’isola di Capraia lattine degli anni ’70 e buste per le lire

Turiani e Canna (Legambiente): «Ciò che finisce in mare è destinato a rimanere nelle profondità per decenni»
 |  Inquinamenti e disinquinamenti

Una lattina di Coca-Cola degli anni ’70, un barattolo di cibo coreano, una cerata nautica e perfino una busta destinata a raccogliere per beneficenza le ultime lire rimaste in circolazione. Sono alcuni degli oltre 150 oggetti recuperati il 14 luglio dalle reti di un peschereccio della cooperativa Labronica di Livorno, durante una giornata di pesca nelle acque attorno all’isola di Capraia.

I rifiuti sono stati esaminati dallo staff di Legambiente Toscana nell’ambito di Epic – “Un marE PrIvo di plastiCa”, il progetto dedicato al monitoraggio dei rifiuti marini presenti sui fondali, cofinanziato dal programma Interreg Marittimo Italia-Francia con Arpat come capofila.

Sacco 2

La plastica rappresenta il 76% dei materiali censiti: reti da pesca, cime aggrovigliate, sacchetti per la spesa e l’immondizia, confezioni di snack, dolciumi e patatine. Seguono vestiti e tessuti, pari al 9,8%, tra capi d’abbigliamento e suole di scarpe, e i metalli al 6,5%, comprendenti barattoli per alimenti e lattine di Coca-Cola e 7Up. La gomma pesa per il 2,6%, mentre vetro e ceramica raggiungono l’1,9%. Le percentuali indicate nel comunicato coprono complessivamente il 96,8% dei materiali, senza specificare la composizione del restante 3,2%.

«I materiali raccolti in questo monitoraggio mostrano che ciò che finisce in mare è destinato a rimanere nelle profondità per decenni, come dimostrano le lattine di bevande degli anni ’70 e ’80 raccolte dai pescatori – dichiarano Elisa Turiani ed Elena Canna, componenti dell’ufficio di presidenza di Legambiente Toscana – Per questo motivo è importante preservare questa area ricca di biodiversità marina nell’Arcipelago Toscano».

Le attività di monitoraggio condotte da Legambiente Toscana insieme ai pescatori della cooperativa Labronica proseguiranno fino all’autunno, ma è già chiara l’urgenza di migliorare la raccolta differenziata dei rifiuti – e sensibilizzare i pochi incivili rimasti (la percentuale di differenziata lungo la Toscana costiera è salita al 71,36% nel 2024, la più alta in regione) a gettare i propri rifiuti negli appositi cestini, non in mare.

Coca 78

Redazione Greenreport

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