
Risoluzione Imo, ultima spiaggia per contrastare gli abnormi inquinamenti da petrolio in mare

La situazione degli inquinamenti marini nel Golfo Persico ha oramai raggiunto livelli che definire preoccupanti sembra addirittura troppo riduttivo. Occorre appellarsi e chiedere alle Organizzazioni internazionali di intervenire e senza ulteriori indugi, nel tentativo estremo di dare un contributo significativo alla lotta agli inquinamenti in atto presenti in diverse parti dei teatri di guerra.
Questo appello è rivolto principalmente a Bruxelles e, più precisamente, a tutti gli Stati membri dell’IMO (International Maritime Organization) che ne fatto parte: 22 su 27. Per questo motivo, abbiamo immaginato e predisposto un canovaccio adottando lo stile di quell’Organizzazione che, lungi dall’essere considerato esaustivo, potrebbe, a nostro avviso, essere considerato quale base per sviluppare una proposta concreta ed operativa da tradurre, nel più breve tempo possibile, in una Risoluzione IMO.
Risoluzione IMO sull’istituzione di un Corpo Internazionale di Volontari per la Prevenzione e la Risposta all’Inquinamento Marino
ISTITUZIONE DI UN CORPO INTERNAZIONALE DI VOLONTARI PER LA PREVENZIONE E LA RISPOSTA ALL’INQUINAMENTO MARINO
L’ASSEMBLEA
RICORDANDO gli obiettivi e i principi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) e degli strumenti internazionali pertinenti in materia di prevenzione, preparazione e risposta all’inquinamento marino;
RICHIAMANDO le pertinenti convenzioni, raccomandazioni e linee guida adottate nell’ambito dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), nonché l’importanza della cooperazione internazionale nel rafforzamento della capacità di prevenire e fronteggiare gli inquinamenti marini da idrocarburi e altre sostanze nocive;
RICONOSCENDO che gli incidenti di inquinamento marino possono avere conseguenze ambientali, economiche e sociali significative e che la loro gestione può richiedere, in funzione della natura e dell’entità dell’evento, l’impiego coordinato di competenze, risorse umane e capacità tecniche messe a fattor comune da più Stati;
VALUTANDO, inoltre, il prezioso contributo che personale volontario adeguatamente formato può offrire alle attività di prevenzione, preparazione, risposta e ripristino conseguenti a eventi di inquinamento marino, nel rispetto delle responsabilità e delle competenze delle autorità nazionali;
SOTTOLINEANDO l’opportunità di promuovere forme strutturate di solidarietà e cooperazione internazionale, in particolare a beneficio degli Stati che possano necessitare di un rafforzamento temporaneo delle proprie capacità operative;
CONSIDERANDO che un meccanismo internazionale volontario, coordinato e basato su adeguati standard di formazione, sicurezza e qualificazione potrebbe contribuire a rafforzare la capacità d’intervento della comunità internazionale di rispondere con rapidità e adeguata capacità tecnica agli eventi di inquinamento marino;
1. DECIDE di promuovere, nell’ambito della cooperazione internazionale e nel rispetto delle competenze degli Stati Membri, l’istituzione di un Corpo Internazionale di Volontari per la Prevenzione e la Risposta all’Inquinamento Marino (CIV-AM), quale meccanismo volontario di supporto alle attività internazionali di contrasto e contenimento all’inquinamento marino;
2. STABILISCE che il Corpo, costituito su base volontaria, possa comprendere esperti, tecnici e operatori adeguatamente qualificati, messi a disposizione dagli Stati Membri e, ove appropriato, dalle organizzazioni competenti e da altri soggetti interessati, secondo modalità da definirsi successivamente;
3. SOTTOLINEA che l’impiego del Corpo dovrà avvenire esclusivamente su richiesta o con il consenso dello Stato o degli Stati interessati e nel pieno rispetto della sovranità, della legislazione nazionale e delle competenze delle autorità responsabili della gestione dell’emergenza;
4. INVITA gli Stati Membri a individuare e, ove possibile, formare e qualificare personale volontario suscettibile di essere inserito in un elenco internazionale di esperti e operatori disponibili a prestare assistenza in caso di eventi di inquinamento marino;
5. RACCOMANDA l’elaborazione di criteri comuni relativi alla formazione, qualificazione, sicurezza, disponibilità e impiego del personale volontario, tenendo conto degli strumenti e delle linee guida IMO esistenti;
6. INVITA gli Stati Membri a facilitare, ove possibile e nel rispetto delle rispettive legislazioni, le procedure amministrative necessarie per consentire la tempestiva mobilitazione e il dispiegamento del CIV-AM.
Sebbene consapevoli - e lucidamente certi -, che anche quest’appello rimarrà inascoltato, tuttavia non possiamo smettere di continuare a mantenere accesi i riflettori per illuminare e richiamare alle loro responsabilità politiche, etiche e morali tutte le figure nazionali ed internazionali chiamati dai loro compiti istituzionali a dare risposte rapide e tecnicamente capaci d’incidere su quanto accade giornalmente. Infine, in questo desolante quadro non possiamo mancare di inserire anche il Mar Nero e il Mar Rosso le cui condizioni d’inquinamento per cause belliche non sono meno drammatiche di quelle del Golfo Persico. La salute dei mari non è mai stata così in pericolo come ora.
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