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Intervista all’ingegnera Barbara Di Franco

Un nuovo protocollo contro l’abbandono rifiuti nella Terra dei fuochi

È stato sottoscritto tra Anas Campania e il Commissario unico di Governo per la bonifica delle discariche: ecco cosa prevede
 |  Interviste

Di recente è stato sottoscritto presso la sede di Anas Campania a Napoli un protocollo di collaborazione tra il Commissario unico di Governo per la bonifica delle discariche, generale Giuseppe Vadalà, e la responsabile di Anas Campania, Barbara Di Franco, finalizzato al rafforzamento delle attività di prevenzione e contrasto all’abbandono illecito di rifiuti ed alla realizzazione degli interventi nelle aree delle province di Napoli e Caserta ricomprese nel perimetro della cosiddetta “Terra dei fuochi”. 

Il protocollo prevede una collaborazione tra le parti, attraverso lo scambio di informazioni e dati utili alla programmazione degli interventi, al coordinamento e all’individuazione dei soggetti responsabili delle attività di ripristino e bonifica delle aree interessate da fenomeni di abbandono di rifiuti. 

Intervista

Ingegnere, per quale motivo si è reso necessario sottoscrivere questo protocollo di collaborazione?

La sottoscrizione del protocollo nasce dalla volontà di rafforzare il coordinamento tra enti e istituzioni impegnate nel contrasto all’abbandono illecito dei rifiuti in un territorio particolarmente delicato e complesso come quello della cosiddetta “Terra dei fuochi”, a cavallo tra le province di Napoli e Caserta.

Purtroppo, infatti, le infrastrutture stradali e le loro pertinenze sono talvolta interessate da fenomeni di abbandono incontrollato di rifiuti, increscioso fenomeno che incide sia sul decoro e sulla tutela ambientale, sia sulla sicurezza della circolazione.

Il Protocollo attivato lo scorso 25 febbraio per la Campania consente quindi di mettere a sistema competenze e strumenti operativi tra Anas e la Struttura del Commissario per la bonifica delle discariche, guidata dal generale Giuseppe Vadalà, con l’obiettivo di intervenire in maniera più tempestiva ed efficace sia nella prevenzione di tale increscioso fenomeno, che nella bonifica delle aree interessate.

Tra l’altro, la sottoscrizione di tale Accordo testimonia, ancora una volta, l’impegno di Anas anche in materia di tematiche sociali – così come accade per la sicurezza stradale, per il lancio di sigarette dai finestrini che possono anche dar luogo ad incendi, per l’abbandono di animali etc. – confermando la collaborazione dell’Azienda per la sicurezza complessiva della collettività.

In cosa consiste tale collaborazione, che interventi sono previsti, che risorse sono state stanziate?

Il protocollo prevede una collaborazione strutturata, basata innanzitutto sullo scambio di informazioni e dati utili a programmare e a coordinare gli interventi nelle aree oggetto di abbandono di rifiuti.

In particolare, Anas mette a disposizione supporti tecnici ed operativi lungo la propria rete infrastrutturale, contribuendo alla delimitazione e alla messa in sicurezza dei siti mediante l’utilizzo di infrastrutture e materiali (come barriere new jersey e recinzioni), utili ad impedire nuovi sversamenti e a consentire lo svolgimento delle attività di bonifica.

L’accordo ha una durata quinquennale e rappresenta, come dicevo, soprattutto uno strumento di coordinamento tra Istituzioni: ciascun soggetto opera nell’ambito delle proprie competenze e delle risorse già disponibili, con l’obiettivo comune di rafforzare l’efficacia delle azioni di prevenzione, controllo e ripristino delle aree interessate.

Il protocollo prevede anche un’attività di sensibilizzazione da svolgere nelle scuole e nelle Università. Ritiene che educare le giovani generazioni sia la mossa vincente per un futuro migliore?

Assolutamente sì: accanto agli interventi operativi di controllo e bonifica, come Anas riteniamo fondamentale investire sulla prevenzione, attraverso la diffusione della cultura della legalità e del rispetto dell’ambiente, così come facciamo da anni anche in materia di sicurezza stradale.

Coinvolgere Scuole ed Università significa parlare direttamente alle nuove generazioni, che rappresentano le cittadine ed i cittadini di domani, promuovendo una maggiore consapevolezza sull’importanza della tutela del territorio e sul rispetto delle regole, per un’implementazione, più in generale, del senso civico.

Siamo convinti infatti che soltanto attraverso un percorso condiviso tra Enti, Istituzioni, mondo della formazione e dell’istruzione e comunità locali sia possibile costruire nel tempo comportamenti più responsabili e contribuire in maniera concreta al cosiddetto “cambio di passo”, per la salvaguardia dell’ambiente e la sicurezza dei nostri territori.

Adriano Pistilli

Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti, specializzato nel trattamento acque reflue urbane contaminate da Farmaci e acque reflue farmaceutiche. Svolge l’attività didattica nel campo dell’Ingegneria Sanitaria Ambientale (la disciplina dell’inquinamento e del disinquinamento) e dell’Ecofarmacovigilanza. Attualmente ricopre l’incarico di Responsabile delle Relazioni con le Industrie Farmaceutiche per un’importante azienda attiva nel campo del trattamento acque. Autore di numerose pubblicazioni riguardanti il ciclo dei rifiuti, il ciclo delle acque, la gestione dei siti contaminati, i microinquinanti emergenti come Farmaci e PFAS, la mutagenesi ambientale e la cancerogenesi chimica. Autore di tre testi di sussidio didattico per l’editore La Valle del Tempo: “Inquinamento da PFAS. Trattamenti clinici, farmacologici e ingegneristici per contrastarlo”, “Trattato sull’Ecofarmacovigilanza” e “I test di mutagenesi nella valutazione della tossicologia dei Farmaci”.