
Dall’emergenza all’efficienza: il futuro del polo di Cava dei Modicani

In un momento cruciale per la transizione ecologica della Sicilia, Maria Monisteri, Sindaca di Modica e Presidente della SRR ATO 7 Ragusa, fa il punto sulla gestione del ciclo integrato dei rifiuti nel territorio ibleo. Tra la necessità di potenziare l’impiantistica e l’obiettivo di elevare le percentuali di raccolta differenziata, l’intervista esplora le strategie coordinate per trasformare il rifiuto in risorsa per l’intera provincia. Il Polo Cava dei Modicani punta oggi a diventare il pilastro dell’autonomia impiantistica del ragusano attraverso innovazione e risanamento ambientale.
Intervista
Presidente Monisteri, l’ATO 7 Ragusa coordina realtà comunali con performance di raccolta molto diverse tra loro. Qual è la strategia comune che state mettendo in campo per uniformare l’efficienza del servizio in tutta la provincia? Nonostante gli sforzi strutturali, il successo della gestione rifiuti dipende molto dai comportamenti individuali. Quali iniziative di comunicazione state programmando per coinvolgere attivamente la comunità?
Desidero rilevare che, ad oggi, la raccolta differenziata in provincia di Ragusa si attesta al 70%, ossia ben 5 punti in più del limite previsto dalla normativa vigente. La SRR ATO 7 Ragusa e i comuni soci sono però ambiziosi e nell’aggiornamento del piano d’ambito, avvenuto nel corso del 2025, si sono posti, come obiettivo, il raggiungimento dell’80% di RD.
Lodevole la comunicazione che ciascun comune ragusano sta portando avanti per sensibilizzare la comunità a differenziare in maniera corretta, coinvolgendo con progetti il mondo della scuola, organizzando momenti sia di informazione che di raccolta, avvalendosi spesso del supporto di associazioni ambientaliste.
Efficaci anche le azioni di sanzione sia di natura amministrativa che penale verso chi compie ecoreati, nel rispetto delle normative europee e italiane che considerano la tutela ambientale un valore costituzionale primario.
Il progetto di revamping dell’impianto TMB a Cava dei Modicani è un passaggio obbligato per l’autosufficienza del territorio. Qual è il cronoprogramma dei lavori e come cambierà concretamente la gestione dei rifiuti indifferenziati una volta che l’impianto sarà a pieno regime?
Oggi il TMB di C.da Cava dei Modicani garantisce l’autosufficienza d’ambito essendo dimensionato, cautelativamente, per il trattamento di 53.509 ton/anno e ricevendo in effetti circa 44.000 ton/anno di frazione secca residua. È l’unico impianto pubblico della Sicilia Orientale, realizzato interamente con fondi dei comuni soci. L’operatività dell’impianto e la tariffa adottata di circa 190 €/ton, all inclusive, consentono il risparmio per i comuni iblei di circa 6.000.000 di euro annui rispetto all’ipotetico conferimento presso altri impianti con tariffe decisamente più alte che si aggirano tra 320/340 € a tonnellata. Il revamping, finanziato attraverso l’FSC per un importo di € 19.500.000 porterà il TMB a produrre combustibile solido secondario, detto CSS-C, da potersi utilizzare negli altoforni dei cementifici o in termovalorizzatori. Ciò comporterà una diminuzione del conferimento in discarica, si stima una riduzione del 40% rispetto alle performance attuali, e allo stesso tempo con costi molto più contenuti. Quindi si avrà un miglioramento sensibile in termini sia ambientali che economici. L’impianto manterrà lo stesso attuale dimensionamento e dovrebbe essere completato entro il 2028.
Per quanto riguarda le vasche di Cava dei Modicani, i cittadini chiedono risposte chiare sul risanamento dell’area. Può spiegarci brevemente quali interventi sono attualmente in corso o previsti per la messa in sicurezza della Vasca 1 e della Vasca 2?
Per quanto attiene al risanamento dell’area di C. da Cava dei Modicani va innanzitutto detto che gli abbancamenti presso il sito sono tre, due dei quali in capo al Comune di Ragusa e l’ultimo, cronologicamente parlando, di spettanza della società che presiedo.
Il più datato dei tre abbancamenti è stato per anni lasciato senza alcun intervento di messa in sicurezza, attività che tuttavia, nel corso del 2025, ha avuto inizio grazie all’attuale amministrazione comunale di Ragusa che sta ottemperando a seguito di una prescrizione del Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti che, nell’ambito dell’approvazione del piano di caratterizzazione dell’area citata a cura della SRR, ne ha imposto la propedeutica messa in sicurezza.
Gli altri due abbancamenti invece, negli anni, hanno ricevuto la copertura provvisoria del corpo dei rifiuti, la irreggimentazione delle acque meteoriche, l’implementazione dei rispettivi impianti di recupero del biogas e limitatamente al bacino della SSR, anche il monitoraggio delle acque di falda, con appositi piezometri, e il controllo semestrale della tenuta della geomembrana.
Nel corso del 2026 il Comune di Ragusa completerà i lavori di messa in sicurezza dell’abbancamento più datato, stabilizzando il pendio e provvedendo alla copertura con una serie di teli che garantiranno il confinamento idraulico a seguito di eventi meteorici .
La SRR ATO 7 inoltre attuerà l’implementazione del piano di caratterizzazione per l’intera area e considerata la bontà del progetto presentato ad un bando regionale nel 2024 sarà beneficiaria di un finanziamento di circa € 1.600.000.
L’SRR ragusana, diretta dal dott. e ing. Fabio Ferreri, lavora costantemente per il rispetto e monitoraggio della salubrità dell’ambiente e contestualmente mette in campo tutte le azioni perché il sito di C.da Cava dei Modicani si ammoderni, migliori le prestazioni in ordine di efficienza e sicurezza e continui ad essere strategico per il trattamento dei rifiuti dell’intera provincia iblea.





