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Rifiuti, Trapani Servizi accelera sull’ammodernamento degli impianti: Belvedere e Borranea al centro del rilancio

L’azienda punta su upgrading tecnologico, ottimizzazione dei processi e rafforzamento del monitoraggio ambientale per trasformare il sistema provinciale dei rifiuti in un modello più sicuro, sostenibile e integrato
 |  Interviste

Sotto la guida dell’Ing. Salvatore Accardo, la Trapani Servizi S.p.A. sta vivendo una fase di profondo rinnovamento tecnologico. Con un focus mirato sull’efficienza dei poli di Belvedere e Borranea, l’azienda punta a trasformare la gestione dei rifiuti da criticità a risorsa per il territorio, garantendo sicurezza operativa e avanguardia nei processi di recupero.

Intervista

Ingegnere, negli ultimi mesi abbiamo assistito a un forte impulso nel potenziamento del TMB di Belvedere. Quali sono i primi risultati concreti di questo ammodernamento tecnologico in termini di qualità del trattamento?

L’impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) di c.da Belvedere riveste un ruolo strategico nel trattamento dei rifiuti indifferenziati dell’intera provincia di Trapani, considerato che attualmente è l’unico presente e funzionante. Tale assunto è chiaramente indicato sia nel Piano Regionale Gestione Rifiuti (P.R.G.R.) che nel Piano d’Ambito della Società SRR Trapani Nord.

Di recente (20 aprile 2026) con la SRR Trapani Nord e con il Comune di Trapani è stata sottoscritta un’intesa che punta a valorizzare ancora il TMB di c.da Belvedere, prevedendo, ove possibile un suo upgrading, per la produzione di Combustibile da rifiuto (CDR) di qualità da inviare ai futuri termovalorizzatori o ai cementifici.

Nel prossimo futuro la Trapani Servizi S.p.A. effettuerà alcuni interventi migliorativi per l’efficientamento delle macchine operatrici e per l’abbattimento di consumi elettrici ed emissioni nel pieno rispetto dei dettami di legge.

In che modo l’attuale ottimizzazione impiantistica sta migliorando il servizio diretto ai cittadini di Trapani e dei comuni soci, riducendo i tempi di attesa e i costi operativi?

La gestione del TMB di c.da Belvedere è sempre improntata nell’ottica di efficienza ed efficacia nel trattamento dei rifiuti solidi urbani indifferenziati. L’incremento di percentuali di raccolta differenziata ha fortunatamente ridotto i quantitativi in ingresso di rifiuti indifferenziati e le politiche dissuasorie dei Comuni ha ridotto drasticamente la presenza di rifiuti ingombranti e speciali. In questo modo la gestione del TMB è più semplice consentendo il tal modo di fornire ai Comuni conferitori un servizio più adeguato e pienamente conforme ai dettami di legge (D.Lgs. 36/2003 e ss.mm.ii.). Il rifiuto in uscita dal TMB, e diretto presso le discariche dislocate sul territorio siciliano, risulta così rispondente ai requisiti sempre più restrittivi imposti dalle vigenti norme e di ciò ovviamente ne beneficiano anche i comuni conferitori.

Qual è attualmente la situazione operativa a Borranea? Quali lotti sono stati definitivamente chiusi e messi in sicurezza, e quale capacità residua garantisce oggi il Lotto TPS 1?

Nel sito IPPC di c.da Borranea, attualmente sono presenti 9 vasche di discariche esaurite ed il lotto TPS1 di prossima apertura. Dai recenti colloqui con il Dipartimento Regionale Acqua e Rifiuti (nella qualità di Stazione appaltante della costruzione della vasca TPS1) i lavori di realizzazione della vasca dovrebbero concludersi nel mese di maggio corrente e quindi si auspica, che ultimata la documentazione amministrativa, già a giugno si possa iniziare a coltivare la nuova vasca riducendo in questo modo i costi per i comuni della Provincia di Trapani.

La capacità di abbancamento della vasca TPS1 è di circa 300.000 metri cubi, che stante l’attuale flusso di produzione del TMB, dovrebbe garantire una autonomia per la provincia di Trapani di circa 3 anni.

Per quanto attiene alla copertura delle vecchie vasche, il progetto di capping è stato approvato e nel breve periodo si dovranno avviare le gare per l’esecuzione dei lavori, molto probabilmente suddivisi per lotti funzionali.

La gestione delle discariche non finisce con il loro riempimento. Quali attività di monitoraggio ambientale e manutenzione state portando avanti sui lotti esauriti per garantire che non vi siano impatti sul territorio circostante?

La gestione di una vasca per rifiuti non pericolosi, non si esaurisce con la sua coltivazione, difatti, l’attuale norma (D.lgs. 36/2003 e ss.mm.ii.), prevede che, a valle della fase gestionale, il Gestore debba dare corso alla fase di post-gestione per un periodo temporale non inferiore ai 30 anni. In questa lunga fase, preceduta dalla realizzazione della copertura finale della vasca (c.d. Capping), il Gestore ha l’obbligo di effettuare il monitoraggio delle matrici ambientali, il monitoraggio topografico del corpo di discarica per la verifica di eventuali cedimenti e tutte le attività tipiche nella gestione di un sito di discarica.

Sul sito di c.da Borranea è attivo un Piano di Monitoraggio e Controllo approvato da ARPA Sicilia, nel quale sono cadenzate le attività di monitoraggio delle matrici ambientali ed i risultati di queste attività vengono con cadenza annuale riassunte in una relazione ed inviate a tutti gli Enti competenti. Allo stato attuale non si sono riscontrate particolari criticità ambientali.

Adriano Pistilli

Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti, specializzato nel trattamento acque reflue urbane contaminate da Farmaci e acque reflue farmaceutiche. Svolge l’attività didattica nel campo dell’Ingegneria Sanitaria Ambientale (la disciplina dell’inquinamento e del disinquinamento) e dell’Ecofarmacovigilanza. Attualmente ricopre l’incarico di Responsabile delle Relazioni con le Industrie Farmaceutiche per un’importante azienda attiva nel campo del trattamento acque. Autore di numerose pubblicazioni riguardanti il ciclo dei rifiuti, il ciclo delle acque, la gestione dei siti contaminati, i microinquinanti emergenti come Farmaci e PFAS, la mutagenesi ambientale e la cancerogenesi chimica. Autore di tre testi di sussidio didattico per l’editore La Valle del Tempo: “Inquinamento da PFAS. Trattamenti clinici, farmacologici e ingegneristici per contrastarlo”, “Trattato sull’Ecofarmacovigilanza” e “I test di mutagenesi nella valutazione della tossicologia dei Farmaci”.