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Tutela del territorio e inquinanti emergenti: la strategia di Arpa Molise per acque sicure

Intervista ad Alberto Manfredi Selvaggi, dg dell’Agenzia nonché presidente nazionale di AssoArpa
 |  Interviste

Il Molise custodisce un patrimonio naturale d'eccellenza, ma non è immune dalle complesse dinamiche di impatto antropico e dalle nuove frontiere della contaminazione chimica. A guidare la tutela ambientale della regione è Alberto Manfredi Selvaggi, in qualità di direttore generale di Arpa Molise e presidente nazionale di AssoArpa. Sotto la sua direzione, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale ha potenziato le attività di vigilanza sul territorio, affrontando le criticità storiche locali e adeguando i sistemi di monitoraggio ai più recenti standard scientifici ed europei per intercettare i contaminanti invisibili di nuova generazione.

Intervista

Le attività di Arpa Molise mettono in luce dinamiche ambientali complesse, dalle problematiche relative agli sversamenti illeciti e amianto, fino alle pressioni che gravano sulle aree montane e costiere. Volendo tracciare una mappa delle priorità, quali sono oggi le matrici ambientali regionali che richiedono il livello di vigilanza più critico e immediato da parte della vostra Agenzia?

La Regione Molise è caratterizzata dalla presenza di numerose aree considerate ad elevato pregio ambientale, meritevoli di tutela e valorizzazione; basti pensare al patrimonio idrico molisano che costituisce una risorsa strategica, anche per le regioni limitrofe, sia in ragione delle caratteristiche qualitative della risorsa, sia per quanto attiene agli aspetti quantitativi, risorsa questa, tra l’altro, vitale per l’esistenza di numerose e diversificate biocenosi. La rilevanza del patrimonio ambientale regionale è testimoniata anche dalla recente istituzione del Parco Nazionale del Matese, a salvaguardia e per la valorizzazione di tale specifico ambito naturalistico.

L’ARPA Molise riveste un ruolo strategico nell’ambito delle Amministrazioni Pubbliche deputate all’attuazione delle politiche ambientali. L’Agenzia, in particolare negli ultimi anni, ha adottato una politica di implementazione delle dotazioni tecnologiche finalizzata alla costante crescita delle capacità di monitoraggio e controllo ambientale. Inoltre è in atto un costante processo mirato ad estendere l’accreditamento per la determinazione analitica di parametri microbiologici e chimici ulteriori rispetto a quelli già in regime di accreditamento, attraverso cui l’Agenzia sta progressivamente raggiungendo nuovi traguardi verso l’innovazione e l’affidabilità, fattori imprescindibili per le attività laboratoristiche e per l’accrescimento delle complessive potenzialità tecniche dell’Ente.

Relativamente alle attività di monitoraggio, negli ultimi anni, l'Agenzia ha profuso un importante impegno nella programmazione ed attuazione di politiche ambientali ed ha altresì impresso una forte accelerazione tecnologica alle attività di sorveglianza, affiancando alle metodologie tradizionali una strumentazione innovativa che permette una precisione, una capillarità e una tempestività d'azione che punta sulla trasparenza e sull'efficienza del dato in tempo reale.

Per le acque di balneazione ad esempio, ARPA Molise ha introdotto un sistema di geo-visualizzazione in tempo reale. Attraverso mappe interattive accessibili ai cittadini, vengono digitalizzati i punti di prelievo, integrando i risultati delle analisi di laboratorio microbiologiche con la classificazione della qualità dell'acqua.

Per quanto attiene alla Qualità dell’Aria, l'impegno di ARPA Molise si focalizza non solo sul rilevamento del dato immediato, ma sulla capacità di prevedere e mappare la dispersione degli inquinanti (come PM10, PM2.5, ossidi di azoto e benzene).

La vera innovazione dell'Agenzia risiede nell'approccio integrato, che sfrutta i sistemi Modellistici Previsionali e di Trasporto: abbandonata l'idea del semplice monitoraggio statico, ARPA Molise utilizza avanzati software di simulazione chimico-fisica e meteorologica che, incrociando i dati meteo con l'orografia del territorio molisano, simulano in tempo reale come le emissioni industriali o da riscaldamento si spostano e si trasformano nell'atmosfera. Alle stazioni fisse della Rete di Monitoraggio della Qualità dell'Aria si affiancano veicoli attrezzati con contatori ottici di particelle e analizzatori in continuo ad alta sensibilità, capaci di effettuare screening istantanei anche per inquinanti emergenti come il black carbon.

In linea con le più recenti direttive europee inoltre, l'Agenzia sta implementando l'uso di sensori per il monitoraggio degli odori, anche alla luce della crescente sensibilità dei territori e delle comunità locali molisane rispetto al fenomeno delle molestie olfattive.

Per quanto attiene alle attività di controllo delle fonti emissive in ambiente (emissioni in atmosfera, emissioni in corpi idrici/suolo, produzione e gestione di rifiuti), sono state potenziate le attività di monitoraggio e controllo, anche attraverso l’acquisizione di strumentazioni di ultima generazione utili al campionamento delle emissioni in atmosfera ed è stata aumentata l’attenzione sulla tematica rifiuti e sugli aspetti inerenti agli scarichi idrici. A tal proposito è utile evidenziare anche che l’Agenzia non svolge solo un mero ruolo di vigilanza sul rispetto delle normative in materia ambientale e sulle condizioni autorizzatorie, ma garantisce anche l’organizzazione di eventi formativi e divulgativi, rivolti agli operatori del settore, tesi ad aumentare le conoscenze tecniche e la sensibilità ambientale.

La sua elezione alla presidenza nazionale di AssoArpa riconosce l'eccellenza del lavoro svolto in regione e mira a promuovere una forte sinergia tra le agenzie italiane. In che modo l'esperienza maturata nel contesto molisano può contribuire all'armonizzazione dei sistemi di controllo nazionali, e quali standard intende esportare per efficientare la tutela del territorio?

L'elezione alla presidenza di AssoArpa non è un traguardo estemporaneo, ma il riconoscimento corale di un percorso di modernizzazione e sinergia che portiamo avanti da tempo. In qualità di già vicepresidente dell'Associazione e coordinatore dell'area Governance, ho avuto il privilegio di guidare in prima persona la redazione di documenti strategici e position paper fondamentali. Si tratta di un lavoro strutturato — oggi interamente consultabile nella sezione documenti del sito AssoArpa — nato proprio con l'obiettivo di armonizzare le diverse agenzie regionali non solo sul piano scientifico, ma anche su quello amministrativo e gestionale.

L'esperienza maturata nel contesto molisano, sotto la mia direzione, si inserisce perfettamente in questo solco. Spesso si pensa che le grandi risposte ambientali debbano nascere esclusivamente nelle grandi realtà metropolitane; la nostra Agenzia dimostra il contrario: i territori più piccoli, se dotati di visione, possono trasformarsi in straordinari laboratori di efficienza.

Il "modello" che intendo consolidare a livello nazionale si fonda su tre pilastri:

  • Armonizzazione gestionale e amministrativa: proseguendo il lavoro avviato nell'Area Governance, dobbiamo uniformare le procedure interne e i modelli organizzativi delle Agenzie per eliminare le burocrazie ridondanti e rendere l'intero sistema SNPA più snello e reattivo.
  • Approccio proattivo sui contaminanti emergenti: in Molise abbiamo adeguato i sistemi di monitoraggio ai più recenti standard scientifici ed europei per intercettare i contaminanti invisibili prima che diventino emergenze. Questo metodo preventivo deve diventare uno standard nazionale condiviso.
  • Flessibilità e capillarità del controllo: la capacità di vigilare contemporaneamente su criticità storiche locali (come sversamenti illeciti e amianto) e sulle nuove pressioni che gravano dalle aree montane a quelle costiere, richiede un'architettura di controllo flessibile che ogni regione deve poter adottare.

Esportare questa visione significa promuovere un'armonizzazione reale, dove lo scambio di best practices permetta anche alle Agenzie dimensionalmente più piccole di raggiungere i medesimi standard operativi delle grandi Regioni. L'obiettivo della mia presidenza sarà garantire che la tutela del territorio e della salute pubblica abbia la stessa, identica efficacia da Nord a Sud.

In linea con le direttive europee e l'evoluzione normativa nazionale, la sorveglianza delle sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) è diventata cruciale per la salute pubblica. Come si sta organizzando la struttura tecnica di Arpa Molise per la ricerca sistematica di questi 'inquinanti per sempre' nelle reti delle acque potabili e reflue, e quali investimenti strumentali sono previsti per intercettare molecole insidiose a concentrazioni infinitesimali?

In risposta all'evoluzione normativa europea e nazionale in materia di sostanze perfluoroalchiliche — con riferimento al D.Lgs. 18/2023 e al D.Lgs. 102/2025 — ARPA Molise ha avviato un percorso strutturato per la sorveglianza sistematica dei PFAS nelle matrici acquose. È utile evidenziare che i PFAS sono sostanze largamente utilizzate nei processi produttivi, caratterizzate da una struttura chimica che conferisce loro una particolare stabilità termica, rendendole resistenti ai principali processi naturali di degradazione e perciò impiegate nell’industria per la loro capacità di rendere i prodotti impermeabili all’acqua e ai grassi (pellicola antiaderente, contenitori, indumenti, etc.). Si tratta di sostanze mobili, persistenti e tossiche, per cui la combinazione di queste caratteristiche le rende pericolose, non solo per la salute dell’uomo, ma anche per l’ambiente. I PFAS sono considerati inquinanti emergenti ed inseriti nell’elenco degli analiti da ricercare nei monitoraggi delle acque interne, ai sensi delle disposizioni di cui alla Parte Terza del D.Lgs 152/2006 così come modificato ed integrato dal D.Lgs 172/2015 e dal D.M. MATTM del 6/7/2016, al fine di definire il conseguimento degli inderogabili obiettivi comunitari di qualità ambientale di cui alle Direttive 2000/60/CE e 2006/118/CE.

In un’ottica di massimo ampliamento dell’indagine conoscitiva a connotazione particolarmente innovativa, si è perciò inteso sviluppare e strutturare, su base regionale, una campagna volta alla ricerca delle “sostanze Perfluoroalchiliche” (PFAS) nelle acque dei principali fiumi/invasi o acquiferi individuati sul territorio regionale, ponendo in essere una indagine molto capillare nella scelta dei punti di prelievo e prevedendo una diffusa ricerca di PFAS nelle acque potabili, in quelle superficiali, nelle acque sotterranee e nello scarico dei depuratori.

In tale intervento l'Agenzia ha già provveduto all'acquisizione di un sistema LC-MS/MS a triplo quadrupolo che permette l'analisi dei contaminanti emergenti a concentrazioni al livello di ppt e inferiori. Le metodiche analitiche sono attualmente in fase di ottimizzazione. Per le acque destinate al consumo umano come riferimento viene adottata la UNI EN 17892, affiancata da metodi sviluppati internamente per i PFAS non contemplati dalla normativa UNI ma presente nel pacchetto di analiti analizzare nelle acque potabili. Per le matrici ambientali come acque superficiali, sotterrane e reflue il metodo di riferimento è l’EPA 1633 sempre affiancato a metodi interni per le sostanze non citate nella metodica. In un'ottica di miglioramento continuo, ARPA Molise ha in programma un ulteriore potenziamento strumentale con l'obiettivo di estendere il pacchetto di analiti analizzabili e abbassare significativamente i limiti di quantificazione.

Le descritte azioni si sono rese possibili attraverso l’impiego di specifiche risorse e competenze interne cui si è affiancata la promozione di interventi strutturali ad hoc. L’Agenzia si è infatti adoperata per l’ottenimento delle risorse necessarie per le implementazioni strumentali, mediante l’elaborazione di una proposta progettuale concernente lo “Studio della presenza e della concentrazione di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) nei corpi idrici significativi molisani e nelle reti di distribuzione delle acque destinate al consumo umano”, la quale è risultata tra i progetti approvati dalla Regione Molise in sede di utilizzo delle risorse vincolate di cui all’Accordo tra Governo, Regioni e Province autonome sulle linee progettuali per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale.

Su tali azioni ad impulso agenziale e regionale sono venute ad innestarsi anche le ulteriori e più ampie attività messe in campo su base nazionale, derivanti dalle previsioni di cui al Decreto del Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica n. 234 del 7 agosto 2025. Nell’ambito del richiamato quadro normativo, è intervenuto l’Accordo tra il MASE ed ISPRA, chiamata a garantire le attività di monitoraggio, studio e ricerca in materia di inquinamento da PFAS, in esito al quale l’ISPRA ha a sua volta stipulato con le Agenzie del Sistema Nazionale uno specifico Accordo per la realizzazione delle relative attività, come previste in un Piano Operativo di Dettaglio (POD). In tale contesto l’ARPA Molise è dunque impegnata ad assicurare le ivi previste attività di ricerca in materia di inquinamento da sostanze polifluoroalchiliche e perfluoroalchiliche (PFAS), in sinergia con le altre Agenzie e con ISPRA, con ciò estendendo l’indagine tecnica anche su matrici ulteriori rispetto a quelle già attenzionate in ambito regionale.

La presenza di residui farmaceutici e antibiotici nei corpi idrici e all'uscita degli impianti di depurazione rappresenta un'emergenza emergente, strettamente connessa al fenomeno dell'antibiotico-resistenza. Quali metodologie analitiche sta implementando l'Agenzia presso i depuratori regionali per monitorare queste sostanze, e come si articola il coordinamento con i gestori del servizio idrico integrato per ottimizzare i sistemi di filtraggio?

Sebbene i residui di farmaci e antibiotici non rientrino, allo stato, tra le sostanze ricomprese nelle tabelle di cui alla parte Terza del D.Lgs 152/2006 e ss.mm.ii., utili ai fini della definizione delle classificazioni ambientali dei corpi idrici superficiali e sotterranei e della valutazione della qualità degli scarichi delle acque reflue, l’ARPA Molise già da qualche anno, anche alla luce dei più recenti studi scientifici, si è resa disponibile all’attuazione di una azione sinergica con altri Enti specializzati e di ricerca, al fine implementare attività sperimentali tese ad ampliare il set dei parametri ricercati nelle acque reflue e nelle acque superficiali e sotterranee.

In particolare, si evidenzia la partecipazione dell’Agenzia, tramite l’esecuzione di campionamenti periodici, al programma di monitoraggio del SARS-CoV-2 nelle acque reflue, attività questa di supporto agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IZS).

Inoltre, riferitamente ai residui farmaceutici e antibiotici, a partire dal mese di Maggio 2026, l’ARPA Molise ha attivato una collaborazione con il Dipartimento di Medicina e di Scienze della Salute “Vincenzo Tiberio” dell’Università degli Studi del Molise, in virtù di specifica Convenzione Quadro stipulata nel 2024 con il predetto Ateneo e finalizzata alla realizzazione congiunta di azioni e progetti su temi d’interesse comune. Detta collaborazione instaurata nell’ambito di uno specifico Progetto di Dottorato sullo studio dell’impatto delle acque reflue urbane e ospedaliere nella diffusione dell’antibiotico-resistenza è tesa a fornire il supporto tecnico per i campionamenti di acque reflue, presso n. 5 impianti di depurazione presenti sul territorio regionale e per la cui attuazione è stata altresì coinvolta, per l’autorizzazione di competenza, la GRIM ovverosia il soggetto preposto alla gestione delle Risorse Idriche Molisane e titolare degli impianti di depurazione oggetto d’indagine. Al termine delle attività i risultati dello studio svolto in collaborazione saranno condivisi e diffusi mediante iniziative divulgative e di approfondimento.     

Adriano Pistilli

Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti, specializzato nel trattamento acque reflue urbane contaminate da Farmaci e acque reflue farmaceutiche. Svolge l’attività didattica nel campo dell’Ingegneria Sanitaria Ambientale (la disciplina dell’inquinamento e del disinquinamento) e dell’Ecofarmacovigilanza. Attualmente ricopre l’incarico di Responsabile delle Relazioni con le Industrie Farmaceutiche per un’importante azienda attiva nel campo del trattamento acque. Autore di numerose pubblicazioni riguardanti il ciclo dei rifiuti, il ciclo delle acque, la gestione dei siti contaminati, i microinquinanti emergenti come Farmaci e PFAS, la mutagenesi ambientale e la cancerogenesi chimica. Autore di tre testi di sussidio didattico per l’editore La Valle del Tempo: “Inquinamento da PFAS. Trattamenti clinici, farmacologici e ingegneristici per contrastarlo”, “Trattato sull’Ecofarmacovigilanza” e “I test di mutagenesi nella valutazione della tossicologia dei Farmaci”.