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I serpenti hanno perso l’ormone della fame

Uno studio rivela perché serpenti, camaleonti e agami testa di rospo riescono a resistere così tanto tempo senza mangiare
 |  Natura e biodiversità

Secondo lo studio “Ghrelin and MBOAT4 are lost in Serpentes”, pubblicato su Open Biology da un team di ricercatori dell’universidade do Porto e della Københavns Universitet, i serpenti non hanno geni per produrre la grelina (GHRL), l’"ormone della fame”, un peptide gastrico multifunzionale, coinvolto nell'appetito, nell'assunzione di cibo e nella regolazione del peso corporeo.

I ricercatori portoghesi e danesi hanno esaminato i genomi di 112 specie, tra cui Squamata, Testudines, Crocodilia e Rhynchocephalia, scoprendo «Ampie prove che la GHRL è andata perduta indipendentemente nei serpenti (32 specie), nei camaleonti (4 specie) e nelle agami testa di rospo (2 specie)» e che, di conseguenza, in queste linee evolutive risulta eroso anche il MBOAT4, l'enzima responsabile dell'acilazione della grelina ed essenziale per la sua attività.

Lo studio suggerisce che in questi rettili «La perdita di questo sistema di segnalazione ormonale sia parallela a modifiche critiche nel metabolismo energetico, come un minore dispendio energetico durante il riposo, probabilmente collegato alla loro capacità unica di sottoporsi a lunghi periodi di digiuno».

Nella maggior parte degli altri vertebrati, la grelina stimola l'appetito e svolge un ruolo nella scomposizione dei grassi da utilizzare come energia, l’assenza di geni per la grelina serpenti, camaleonti e agami testa di rospo potrebbe aiutare questi animali a preservare le loro riserve di grasso più a lungo senza bisogno di mangiare.

Gli autori dello studio concludono: «Abbiamo scoperto la perdita del duo genico GHRL e MBOAT4 in serpenti, camaleonti e agama testa di rospo. Questa perdita è una probabile conseguenza di uno dei tanti adattamenti fisiologici e comportamentali estremi che i rettili, in particolare i serpenti, hanno sviluppato per sopravvivere in ambienti in cui la disponibilità di prede è incerta e la necessità di un bilancio energetico costante. Questo studio suggerisce che l'alimentazione intermittente di questi gruppi sia stata accompagnata dalla perdita di geni coinvolti nell'omeostasi energetica».

Commentando su Science i risultati dello studio, il genomista Todd Castoe dell’università del Texas - Arlington e direttore associato del North Texas Genome Center, ha sottolineato che «Studiare come questi animali elaborano il cibo senza grelina potrebbe aiutare i ricercatori a capire come funziona l'ormone negli esseri umani».

Umberto Mazzantini

Scrive per greenreport.it, dove si occupa soprattutto di biodiversità e politica internazionale, e collabora con La Nuova Ecologia ed ElbaReport. Considerato uno dei maggiori esperti dell’ambiente dell’Arcipelago Toscano, è un punto di riferimento per i media per quanto riguarda la natura e le vicende delle isole toscane. E’ responsabile nazionale Isole Minori di Legambiente e responsabile Mare di Legambiente Toscana. Ex sommozzatore professionista ed ex boscaiolo, ha più volte ricoperto la carica di consigliere e componente della giunta esecutiva del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.