
Star per proteggere le specie in un territorio in continua evoluzione

Secondo lo studio “Calibration of the species threat abatement and restoration metric’s threat abatement component in a Costa Rican landscape”, pubblicato su Conservation Biology da un team internazionale di ricercatori, «Il potenziale maggiore per ridurre il rischio di estinzione delle specie nei sottobacini settentrionali di San José, in Costa Rica, risiede nell'affrontare la perdita e il degrado dell'habitat dovuti all'allevamento di bestiame e al ranching, all'espansione urbana e alla diffusione di specie invasive non autoctone».
Un progetto pilota che è stato condotto nell'ambito del progetto LandScale , finanziato dall'International Climate Initiative (IKI) del ministero federale tedesco per l'ambiente, la tutela della natura, la sicurezza nucleare e la tutela dei consumatori (BMUV) e dalla Direzione generale per i partenariati internazionali della Commissione europea
Lo studio è il primo ad applicare sul campo la metrica Species Threat Abatement and Restoration (STAR) dell'International Union for Conservation of Nature and Natural Resources (IUCN), traducendo stime fondate su dati globali in risultati basati sulle condizioni locali. All’IUCN spiegano che «Gli autori hanno combinato conoscenze specialistiche con analisi geospaziali della perdita di habitat per confermare la presenza delle specie, verificare le minacce e valutare l'intensità delle minacce che le colpiscono all'interno del territorio, e hanno utilizzato queste informazioni per perfezionare l'analisi globale, nota come STAR stimato, in modo che i risultati riflettano le condizioni locali, note come STAR calibrato. STAR è progettata per aiutare a definire e monitorare i progressi verso obiettivi solidi e basati sulla scienza per la conservazione delle specie, quantificando in che modo le azioni volte a mitigare le minacce in un luogo specifico potrebbero supportare la riduzione del rischio di estinzione delle specie».
L’autrice principale dello studio, Louise Mair dell’università di Newcastle e della Global Biodiversity Framework Taskforce della IUCN Species Survival Commission, evidenzia che «Il valore delle competenze locali nel calibrare le metriche di conservazione globali per guidare le azioni di conservazione è dimostrato in modo molto chiaro nel nostro studio. Gli specialisti locali non solo hanno fornito preziose informazioni sulle minacce per le specie, ma sono stati anche in grado di evidenziare l'opportunità critica di prevenire l'estinzione globale della rana di Fleischmann. E’ questa combinazione di competenze locali con una prospettiva globale che consente l'implementazione di STAR per supportare i progressi verso gli obiettivi globali di conservazione delle specie».
Uno degli autori dello studio, il costaricense Randall Jiménez Quirós, Senior Conservation Scientist dell’IUCN, sottolinea che «Per raggiungere obiettivi che coinvolgono l'intera società, come quelli stabiliti nell'Obiettivo A del Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework e nell'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 15, è necessario che tutti gli attori siano in grado di definire e misurare i progressi verso obiettivi scientifici per la biodiversità. E’ fondamentale che le nostre misurazioni siano accurate e utili, dal livello locale a quello globale. Questo studio dimostra come la metrica STAR fornisca un modo per riflettere le realtà locali nelle decisioni di conservazione, pur rimanendo scalabile e comparabile tra le regioni, rendendola uno strumento chiave per il raggiungimento degli obiettivi globali».
Lo studio rivela che, nel nord di San José, alcune minacce riguardano molte più specie di quanto si pensasse in precedenza, evidenziando la necessità di affrontare molteplici fattori che determinano il cambiamento nell'uso del suolo, come l'allevamento e l'edilizia non sostenibili, lo sviluppo edilizio e urbano, il disboscamento e la raccolta del legname e le colture non legnose. Il secondo maggiore contributo potenziale alla riduzione del rischio di estinzione delle specie nell'area deriva dalla lotta alle specie non autoctone invasive e alle malattie, seguito dalla siccità e da altri impatti dei cambiamenti climatici.
Inoltre, per lo studio, confermare la presenza della rana ladra di Fleischmann (o rana pigmea della pioggia - Craugastor fleischmanni) nel nord di San José è una priorità urgente, poiché è endemica di questo ambiente e in pericolo critico nella Lista Rossa IUCN delle specie minacciate. Tra il 2000 e il 2019, in quest'area è stata registrata una sola rana ladra di Fleischmann.
Gli autori dello studio confermano che «Una gestione proattiva è importante per prevenire il peggioramento delle minacce. Le stime iniziali effettuate tramite STAR hanno evidenziato minacce che nella pratica potrebbero essere già state affrontate o essere oggetto di interventi in corso. Lo studio ha rivelato che queste minacce hanno il potenziale di emergere o intensificarsi, se non gestite». Gli scienziati raccomandano in particolare di monitorare la minaccia rappresentata dal fungo chitride per gli anfibi nel nord di San José.
Lo studio dimostra inoltre come STAR possa essere applicato nell'ambito dell'approccio dell'IUCN a supporto dell'attuazione e della misurazione di Rapid High-Integrity Nature-positive Outcomes (RHINO), un approccio progettato per unire azioni di conservazione credibili e radicate a livello locale con l'attuazione del Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework. L’IUCN è convinta che «Attraverso RHINO, STAR offre un modo pratico per tradurre la riduzione delle minacce locali in contributi misurabili e comparabili al raggiungimento degli obiettivi e dei traguardi globali del Framework, tra cui l'obiettivo di arrestare l'estinzione indotta dall'uomo delle specie minacciate note e di ridurre il rischio di estinzione per tutte le specie entro il 2050».
Ursula Parrilla, direttrice regionale dell'IUCN per Messico, America Centrale e Caraibi, ha concluso: «Sono lieta di vedere il Costa Rica, un Paese da tempo riconosciuto come leader mondiale nella conservazione, ospitare questo primo progetto pilota di calibrazione STAR, volto a raggiungere risultati rapidi, di elevata integrità e positivi per la natura. Non solo è estremamente importante di per sé, ma anche come una forte dimostrazione di come l'IUCN possa promuovere una ricerca non solo scientificamente all'avanguardia, ma anche immediatamente rilevante per l'azione di conservazione sul campo, attraverso la collaborazione tra le Commissioni di esperti dell'Unione e i Programmi Regionali e Globali».





