
A Floreana eradicati ratti e gatti e tornano le tartarughe giganti

Il 20 febbraio, per la prima volta in oltre 180 anni, le tartarughe giganti sono tornate a passeggiare nell'isola di Floreana. In una settimana verranno liberate 158 giovani tartarughe giganti. Estinta dalla metà del XIX secolo, la tartaruga gigante di Floreana (Chelonoidis niger niger) era assente dall'isola da generazioni. Il suo ritorno rappresenta un punto di svolta e l'inizio di una nuova fase di ripristino ecologico nell'ambito del Floreana Island Ecological Restoration Project, una delle iniziative di recupero dell'ecosistema più ambiziose mai realizzate alle Galapagos.
Eliécer Cruz, direttore del Programma Galápagos della Fundación de Conservación Jocotoco, ha spiegato: «Raggiungere questo momento ha richiesto oltre 15 anni di lavoro dedicato, coordinamento e pianificazione a lungo termine. Questa liberazione è il risultato di una collaborazione costante con la comunità di Floreana, partner governativi, scienziati e organizzazioni per la conservazione, che hanno lavorato passo dopo passo per rendere possibile il recupero ecologico. Vedere le tartarughe giganti tornare a Floreana conferma che l'impegno a lungo termine e l'azione collettiva possono ripristinare ecosistemi che un tempo sembravano perduti».
Su Floreana vivono circa 160 residenti e il progetto di ripristino ecologico dell'Isola è incentrato su questa piccola comunità, viene sviluppato con e per la popolazione di Floreana ed è incentrato sul sul benessere a lungo termine sia degli ecosistemi dell'isola che dei mezzi di sussistenza locali. Il progetto è guidato dalla Dirección del parque nacional Galápagos (DPNG) e dall'Agencia de Regulación y Control de la Bioseguridad y Cuarentena para Galápagos (ABG) e co-implementato sul territorio da Fundación Jocotoco, Charles Darwin Foundation, Durrell Wildlife Conservation Trust, Island Conservation e da altre ONG, con il supporto di Galápagos Conservancy e di Galapagos Conservation Trust (GCT). Tom O'Hara, communications manager di CGT ha scritto che «Questo momento tanto atteso infonde speranza, non solo per il futuro di Floreana, ma per il futuro ripristino delle isole in tutto il mondo».
La direttrice della DPNG, Lorena Sánchez, evidenzia che «Il Progetto di Ripristino Ecologico dell'Isola di Floreana rappresenta una delle più grandi sfide intraprese dal Parco Nazionale delle Galápagos. Dopo diversi anni di lavoro costante, basato su studi rigorosi, scienza e pazienza, per implementarlo su un'isola abitata, il ritorno delle tartarughe giganti riflette una visione di ripristino a lungo termine volta a recuperare progressivamente la funzionalità ecologica degli ecosistemi di Floreana».
La reintroduzione delle tartarughe giganti a Floreana è stata resa possibile grazie all'eradicazione delle specie invasive effettuata alla fine del 2023, che ha eliminato la maggior parte dei ratti e dei gatti rinselvatichiti presenti sull'isola. Dopo l’eradicazione di ratti e gatti erano già stati ottenuti risultati straordinari, compresa la reintroduzione di specie di uccelli autoctoni come il piccolo fringuello terricolo, l'inaspettata riscoperta del rallo delle Galapagos a Floreana dopo 190 anni e un aumento significativo del numero di lumache autoctone, lucertole, gechi, colombe delle Galapagos e del petrello delle Galapagos, specie in grave pericolo di estinzione. L'eradicazione è stata anche estremamente vantaggiosa per la comunità di Floreana, con gli agricoltori che, grazie all'eliminazione di così tanti ratti, hanno registrato buoni raccolti per la prima volta da anni aumentando il reddito familiare e la sicurezza alimentare locale.
Verónica Mora, rappresentante della comunità dell'isola di Floreana, aggiunge che «Per generazioni, Floreana è esistita senza le sue tartarughe giganti, il loro ritorno dimostra cosa è possibile fare quando una comunità è all'avanguardia e più partner si uniscono attorno a un obiettivo comune. Questo momento segna un passo importante verso un futuro in cui la conservazione e il benessere della comunità vanno di pari passo, perché i nostri mezzi di sussistenza, dal turismo all'agricoltura e alla pesca, dipendono dalla salute di quest'isola».
Il coinvolgimento attivo della comunità di Floreana nel raggiungimento progetto, con workshop di pianificazione delle misure di biosicurezza e del monitoraggio ecologico a lungo termine ha già contribuito a ottenere importanti risultati, come la riscoperta del Pachay (Laterallus spilonota), un uccello raro non più registrato sull'isola dalla prima visita di Charles Darwin alle Galápagos.
Ma se le tartarughe di Floreana erano estinte, come hanno potuto ritornare sull’isola? Gli esemplari liberati sono il risultato di decenni di ricerche scientifiche condotte dalla Direzione del Parco Nazionale delle Galápagos e dalle sue istituzioni partner. I ricercatori raccontano una grande avventura scientifica: «La specie di tartaruga autoctona di Floreana, Chelonoidis niger niger , è considerata estinta, si pensa sia scomparsa tra il 1840 e il 1850 a causa dello sfruttamento eccessivo come fonte di cibo da parte di marinai e coloni, insieme all'introduzione di specie invasive come capre, maiali, cani, gatti, asini e roditori. Questi animali introdotti hanno avuto effetti devastanti per molte specie delle Galapagos, predando uova e piccoli e distruggendo l'habitat. Tuttavia, la storia della tartaruga gigante di Floreana ha avuto un colpo di scena notevole. Nel 2008, tartarughe ibride con alti livelli di ascendenza Floreana sono state scoperte sul vulcano Wolf sull'isola di Isabela, dove si ritiene che i marinai abbiano liberato le tartarughe di Floreana durante il XIX secolo. Questa scoperta ha creato l'opportunità di ripopolare Floreana con tartarughe geneticamente simili alla specie estinta, e un programma di riproduzione in cattività a Santa Cruz ha prodotto oltre 600 tartarughe pronte per la reintroduzione».
Hugo Mogollón, presidente e CEO di Galápagos Conservancy, l'organizzazione che ha diretto il rilascio delle tartarughe di Floreana insieme al Parco Nazionale ricorda che «Rappresenta il culmine di anni di ricerca genetica e collaborazione per la conservazione. Identificando le tartarughe del Vulcano Wolf con antenati di Floreana e riproducendo i loro discendenti, stiamo restituendo questa specie alla sua isola in una forma che riflette fedelmente la discendenza originale, gettando una base scientifica fondamentale per il ripristino degli ecosistemi di Floreana e per la futura reintroduzione di altre specie autoctone».
Quando vengono reintrodotti, grandi erbivori come le tartarughe giganti svolgono spesso un ruolo fondamentale nel ripristino degli ecosistemi degradati. Sono "ingegneri ecosistemici", che modellano il loro ambiente diradando la fitta vegetazione, sguazzando negli stagni fangosi che creano e disperdendo i semi, fornendo opportunità per la crescita di nuove piante. Mentre le tartarughe contribuiscono a riportare l'ecosistema a uno stato più naturale, si osservano benefici a catena per altre specie come uccelli e iguane. Questa è quel che le associazioni ambientaliste intendono per "rewilding" alle Galapagos.
Jen Jones, amministratrice delegata di GCT ha commentato: «Vedere di nuovo le tartarughe giganti a Floreana è un momento davvero emozionante. E’ una conferma degli incredibili sforzi che abbiamo visto negli ultimi 20 anni da parte di un intero ecosistema di ONG per la conservazione, autorità locali, singoli ricercatori determinati e sostenitori della comunità, e GCT è orgogliosa di aver fatto parte di questo sforzo collettivo fin dall'inizio».
Rakan Zahawi, direttore esecutivo della Charles Darwin Foundation, evidenzia che «Gli habitat sono il fondamento della biodiversità, la casa che permette alle specie di spostarsi, vivere ed evolversi naturalmente nel tempo. Le tartarughe giganti sono fondamentali in questo sistema. Disperdono i semi, modellano la vegetazione, creano microhabitat, come le loro caratteristiche pozze d'acqua, e influenzano la rigenerazione del territorio. Così facendo, contribuiscono a ristabilire i processi ecologici da cui dipendono molte altre specie».
Inoltre, alla Fundación de Conservación Jocotoco , prevedono che il ritorno delle tartarughe rafforzerà i legami tra Floreana, terra e mare: «Disperdendo i semi e aprendo nuovi habitat, le tartarughe migliorano le condizioni di nidificazione e alimentazione per gli uccelli, comprese le specie di cui si prevede la reintroduzione futura. Le popolazioni sane di uccelli marini, a loro volta, forniscono nutrienti che sostengono gli ecosistemi marini circostanti, tra cui le barriere coralline e le attività di pesca».
Infatti, la tartaruga di Floreana è una delle 12 specie estinte localmente destinate a essere reintrodotte sull'isola. Questo primo rilascio fa parte di un piano attentamente pianificato e basato su dati scientifici che si estenderà almeno fino al 2030, con l'introduzione di ogni specie gestita in base a rigorosi studi sull'habitat, gestione adattiva e partecipazione della comunità. Alla fine del progetto, Floreana rappresenterà il più grande progetto di ripristino ecologico mai intrapreso nelle Galapagos, un esempio mondiale di come il ripristino della natura possa andare di pari passo con il rafforzamento dei mezzi di sussistenza locali.
Penny Becker, CEO di Island Conservation, conclude: «Ripristiniamo le isole affinché le specie autoctone e le comunità umane possano prosperare insieme. Vedere le tartarughe camminare di nuovo liberamente su Floreana, dopo oltre 180 anni, dimostra cosa è possibile quando partner locali, esperti globali e la comunità condividono una visione comune di recupero».





