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L’alert del Wwf: la riforma costituzionale del 2022 sulla tutela ambientale rischia di rimanere «lettera morta»

Il Panda punta il dito contro la deregolamentazione europea e la mancanza di politiche attuative nazionali. Presentato un sondaggio da cui emerge che per l’88% degli italiani il problema della crisi ecologica è grave; la transizione è percepita come un obiettivo importante per il paese dall’84% degli intervistati
 |  Natura e biodiversità

In occasione del suo 60° anniversario e del quarto anniversario della riforma degli articoli 9 e 41 della Costituzione che hanno introdotto la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi nella nostra Carta costituzionale, il Wwf Italia ha organizzato un convegno al Senato per denunciare il rischio che quella riforma costituzionale del 2022 rimanga «lettera morta» a causa della deregolamentazione europea e della mancanza di politiche attuative nazionali. L’appuntamento, dal titolo “Ambiente, Salute, Equità intergenerazionale: prospettiva 2030”, ha rappresentato l’occasione per accendere i riflettori su una riforma ancora poco conosciuta dagli italiani: da un recentissimo sondaggio commissionato dallo stesso Wwf e realizzato da Emg Different, emerge che il 34% degli italiani dichiara di essere a conoscenza della riforma costituzionale del 2022, un dato in aumento rispetto ad altri sondaggi fatti realizzare dal Panda nel 2023 (14%) e nel 2024 (28%), ma ancora sotto la soglia del 50%.

Ma soprattutto, l’evento organizzato al Senato ha portato al centro del dibattito una verità scientifica e politica che non ammette più rinvii: tutelare l’ambiente significa tutelare la salute umana. La crisi ambientale non è una questione ecologica separata dalla vita delle persone, è stato sottolineato a più riprese nel corso dell’appuntamento: è una emergenza sanitaria, sociale ed economica che si misura in vite umane, in malattie croniche, in costi sanitari insostenibili. Di questo gli italiani sembrano essere consapevoli e anche preoccupati, come emerge anche dal sondaggio Emg Different: la sanità risulta essere la priorità assoluta per gli italiani (47%), mentre il 27% della popolazione indica la tutela dell’ambiente e la riduzione dell’inquinamento come tra i temi prioritari per la società. Quasi 9 italiani su 10 (88% del campione) percepiscono come grave il problema della crisi ecologica e la transizione ecologica è percepita come un obiettivo importante per il Paese da 8 italiani su 10 (84% del campione). Tra le opportunità della transizione ecologica emergono ai primi posti due aspetti legati proprio alla salute: il miglioramento della qualità dell’aria/della salute (39%) e città più vivibili (34%).

Il convegno si inserisce in un percorso che il Wwf Italia ha avviato da tempo. Nel 2024, sempre al Senato, l’associazione denunciò come la nuova legislatura stesse approvando norme che depotenziavano la tutela dell'ambiente invece di dare attuazione alla riforma. Nel 2025, alla Camera, il Panda chiese politiche economiche più coraggiose per superare la falsa contrapposizione tra sviluppo e ambiente. Ora, nell’anno del suo sessantesimo anniversario, il Wwf torna con un’analisi ancora più urgente che lega l’articolo 9 della Costituzione, che tutela l’ambiente all’articolo 32, che tutela la salute. 

Come ricordato da Luciano Di Tizio, presidente del Wwf Italia, in apertura del convegno «la riforma costituzionale del 2022 è stata una conquista storica, ma rischia di rimanere lettera morta se le istituzioni - nazionali ed europee - non la fanno propria come bussola per ogni scelta politica. Un ambiente degradato è un ambiente che provoca malattie e morti premature. L'aria che respiriamo, l'acqua che beviamo, gli ecosistemi che ci circondano non sono variabili esterne alla salute pubblica, ne sono la condizione fondamentale».

Il quadro che Di Tizio ha tracciato nel suo intervento è allarmante. A livello nazionale, mancano ancora politiche all'altezza dei principi sanciti dalla Costituzione. A livello europeo, si sta consumando qualcosa di ancora più grave: non una semplificazione normativa, ma una pericolosa deregolamentazione mascherata da efficienza burocratica. «Non è accettabile - ha continuato Di Tizio – che vengano buttati via i risultati raggiunti a livello internazionale ed europeo di fronte a dati scientifici inequivocabili sul cambiamento climatico e sulla perdita di biodiversità. A pagare il prezzo più alto sono le fasce più vulnerabili: bambini, anziani, persone con patologie croniche. Una questione, dunque, non solo ambientale, ma di equità e giustizia sociale - che chiama direttamente in causa il principio costituzionale della tutela nell'interesse delle future generazioni. È necessario sostenere la ricerca scientifica pubblica, rispettare gli impegni degli Accordi di Parigi e del Green Deal europeo, e fare del benessere delle generazioni presenti e future la misura di ogni decisione politica».

Nelle conclusioni del convegno Gaetano Benedetto, presidente del Centro studi del Wwf, ha avanzato proposte politiche operative, rivolte esplicitamente al Governo e alle istituzioni che riguardano la tutela dei servizi ecosistemici come politica sanitaria, l’allineamento degli incentivi agli obiettivi costituzionali attraverso trasferimenti ecologici e l’applicazione del principio di non regressione a beneficio delle generazioni più giovani e di quelle future.  A quattro anni dalla riforma costituzionale, è stato sottolineato, il tempo delle dichiarazioni di principio è esaurito: tutelare l’ambiente vuol dire tutelare la salute dei cittadini e deve essere fatto subito.  

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.